Fantacalcio amarcord, la fortuna di chiamarsi Antonio!

Fantacalcio amarcord, la fortuna di chiamarsi Antonio!

Chiamarsi Antonio al fantacalcio è sinonimo di garanzia, vediamo perchè.

di Riccardo Cerrone, @riki171980

I segni vanno interpretati, e la fortuna di chiamarsi Antonio nel mondo del calcio rappresenta una certezza, anche al fantacalcio. Portiere, difensore, centrocampista, punta o fantasista, chiunque sia investito del nome del patrono gode di un’aura che lo proietta in avanti nel tempo e nello spazio.

Perché chiamarsi Antonio è una garanzia per il fantacalcio…

“Historia magistra vitae” recita Cicerone in una delle sue orazioni. Non vorrei scomodare l’illustre avo romano ma in questo caso ci sta tutta: la storia insegna! Eh si, perché senza andare tanto lontano all’alba dei tempi, il calcio italiano è stato spettatore di crescita ed evoluzione di tanti calciatori di nome Antonio. Una cabala? Semplice coincidenza? Una forzatura? Non saprei veramente come descriverla, so solo che in una notte insonne di Settembre, alle cinque del mattino, pensando e ripensando alla mia fantasquadra, ho trovato questo interessante spunto: quando chiamarsi Antonio fa la differenza nel calcio… e nel fantacalcio!

Il “bell’Antonio” Cabrini

Gli anni ’80, i pantaloncini giro coscia, i baffoni e le canzoni di Toto Cutugno ci regalano il “bell’Antonio” Cabrini. Giocatore dalla classe a8051fc683bf47fa4a3838fafdbcbc92-11050-d41d8cd98f00b204e9800998ecf8427einnata, terzino sinistro che ai tempi interpretava il ruolo già in stile moderno, con spinta e piede educato. Cremonese, Atalanta, Juventus, Bologna sono le squadre in cui ha militato, ma è ricordato per le sue prestazioni con i bianconeri: quasi 300 presenze e 33 gol indossando anche la fascia da capitano alla fine degli anni ’80. Protagonista con l’Italia nel 1980 in Spagna quando ha alzato la Coppa del Mondo insieme a Bearzot ed al Presidente Pertini, ha inanellato presenze in Europa in tutte le competizioni europee… un vero baluardo difensivo! Si è guadagnato una stella commemorativa alla carriera istallata all’interno dello Juventus Stadium vicino a nomi illustri quali Zoff, Scirea, Baggio e Platini.

L’Antonio fluidificante: Benarrivo

$T2eC16Z,!ysE9sy0i2wQBP-tgfvRHg--60_35Se ad oggi siamo qui a parlare di un terzino dal talento indiscutibile come Antonio Benarrivo, lo dobbiamo principalmente a Nevio Scala ed al “Parma dei Sogni”. Il 3-5-2 ideato e collaudato dai ducali sfornò una serie giocatori di livello di cui ancora oggi si parla: Veron, Minotti, Asprilla, Osio, Brolin e tanti altri. C’era però quel terzino destro (e spesso anche sinistro) che macinava chilometri sulla fascia e, pur non avendo un piede preciso ed adatto ai cross, ha convinto nel tempo tutti vincendo due Coppe Italia ed una storica Coppa Uefa. Arrigo Sacchi gli concede l’esperienza bellissima dei Mondiali statunitensi del 1994 in cui giocò qualche match alternandosi con il suo compagno di club Mussi. Giocatore di grandissima umiltà e sacrificio, dopo aver appeso le scarpette al chiodo, Benarrivo è tornato nella sua Brindisi dove ha aperto un’impresa edile di notevoli dimensioni e successo. Nel 2013 ha frequentato e completato il corso per diventare allenatore a Coverciano insieme a Crespo, Grosso, Oddo e Zambrotta.

Il Conte che conta

Arrivano gli anni ’90 e la crescita del calcio italiano è esponenziale: sponsor, eventi e soprattutto top player arrivano da tAntonio Conteutto il mondo per giocare la Serie A. Ma è il decennio successivo che consacra le squadre italiane in Europa con diversi piazzamenti sia al livello di club che al livello di Nazionale. Protagonista di questi fantastici momenti è sicuramente Antonio Conte, ora CT della Nazionale italiana che, partito da Lecce, in 13 anni alla Juventus è divenuto una vera e propria bandiera. Centrocampista di tutto rispetto con diversi bonus in canna ed una MV da far spavento, ha vinto di tutto al livello di club ed ha raggiunto due secondi posti con la Nazionale ad USA ’94 e Olanda-Belgio 2000. Un giocatore tutta grinta che è riuscito a trasmettere questo elemento e da calciatore e da allenatore, un vero gladiatore. Unica pecca nella sua carriera i processi legati agli illeciti sportivi e… quel taglio di capelli sospetto!!!

FantAntonio… Cassano

L’inizio del nuovo millennio è carico di Antonio in Serie A, tra i quali c’è un folletto di Bari che al suo esordio in A al San Nicola, fa impazzire il pubblico, Fascetti e la difesa dell’Inter. Parliamo di Antonio Cassano, un giocatore incredibile per mezzi tecnici, quanto rivedibile per tenuta fisica e temperamento: ha fatto di tutto al mondo con il pallone ai piedi, non per niente si è guadagnato il soprannome di “FantaAntonio“.cassano e le merendine Nella Roma di Capello post scudetto con Totti e Mancini, nel Real Madrid dei Galacticos e poi alla Sampdoria con Pazzini, nel Milan, nell’Inter, nel Parma di Donadoni guadagnando la qualificazione UEFA, ed infine di nuovo alla Samp di W.Zenga. Talento e spregiudicatezza, le ha fatte tutte: ha insultato arbitri, ha spaccato bandierine, ha malmenato allenatori, ha mangiato tantissime merendine, ma con la palla ai piedi ha fatto sempre vedere cose sublimi. MV e FM degli ultimi anni sono da capogiro, e se tornasse in forma potrebbe essere un vero valore aggiunto di questa nuova Samp. Ti aspettiamo in campo Antonio!

Totò, unico ed insuperabile. Antonio Di Natale!

486_udi_di_nataleQuando ho comprato Di Natale alla prima asta del fantacalcio, devo essere sincero, lo scambiai palesemente per Arturo Di Napoli che allora dava belle garanzie realizzative, sopratutto in termini di spettacolarità. Invece, nel lontano 2001, mi ritrovai un bel giocatorino da 13 reti e tanta, tanta tecnica, diciamo l’identikit del mio giocatore preferito. Certo, a vederlo parlare durante un’intervista ti metti le mani nei capelli perché il suo dialetto napoletano, misto alla voce stridula rende il tutto incomprensibile, ma al pallone dà veramente del TU! Devo parlare di numeri? 296 reti tra Serie A e Coppe nazionali ed internazionali, rigorista, punizioni, assist, gol di ogni tipo, insomma un attaccante da prima fascia in qualsiasi fantacalcio. In questa stagione, alla soglia dei 38 anni, è partito un po’ in sordina ma sono sicuro saprà regalarci delle perle di pregio assoluto. Totò è stato la fortuna di milioni di fantallenatori negli ultimi 10 anni in cui ha militato nell’Udinese. Peccato per la carriera europea e con la nazionale in cui ha raccolto veramente poco rispetto al calibro della sua classe.

Steve Antonio Buscè(mi)

In quell’Empoli guidata da Luciano Spalletti c’era un gregario che mi (e ci) ha regalato diverse gioie nel tempo: Antonio Buscè, capitanoAntonio Buscè coraggioso, portatore sano di bonus a qualche spicciolo di crediti. Il classico giocatore che ti garantisce voti e qualche bonus. Quanta corsa, quanto carattere, 7 anni strepitosi dal 2002 al 2009 corredati da ben 25 gol. Lo so, lo so cosa stai pensando caro lettore: “Cosa c’entra tra tutti i nomi fatti quello di Buscè?” E’ che Buscé è stato per anni il classico giocatore da studioso, da intenditore, da prendere a pochi crediti, il classico giocatore che oggi consiglierebbe il Gruppo Esperti.

I tre-tre della famiglia Antonio

i tre treNel calcio ci sono le meteore, e negli “Antonio” volete non ce ne siano? Ma si… Antonio Floro Flores, Antonio Mirante ed Antonio Nocerino fanno parte della stessa famiglia in questo piccolo volo pindarico e romantico che sto scrivendo. Eh si, perché hanno fatto delle promesse, ma non le hanno mai mantenute: su di loro sono state spese parole, pagine di giornale e soprattutto crediti in fase d’asta. Sono stati per anni ragazzi promettenti su cui fare investimenti, ma a parte rari casi, vedi l’anno di exploit di Nocerino con 10 reti, ci hanno fatto bollire il sangue: Antò… fa caldo! Ma noi, imperdibili romantici, li aspettiamo ancora.

 Sant’Antonio Romoletto: Candreva

Antonio CandrevaSpianceto – Terni – Udine – Torino – Parma – Cesena – Roma. Il girovagare di questo ragazzo è stato impressionante tanto quanto la sua volontà: indicato come un giocatore dall’avvenire certo, le ha provate tutte, e su di lui hanno investito in molti ma non è stato cosi semplice. Sant’Antonio Candreva oggi è un punto fermo della Lazio e della Nazionale italiana: lo scorso campionato ha concluso con 10 gol segnati e 10 assist per i compagni il che, per un giocatore listato centrocampista, lo mette in cima alla lista di appetibilità dei fantallenatori. Non si può scherzare su di lui: tanta gavetta e sacrifico ripagata poi da soddisfazioni sul campo. Protagonista della vittoria in Coppa Italia in finale contro la Roma, oggi guida l’attacco della Nazionale insieme ad altre stelle emergenti. Certo peccato per quel soprannome: “Romoletto” lo chiamavano i tifosi non appena giunto a Formello vista la sua nota fede giallorossa, ma successivamente è stato ribattezzato Sant’Antonio, riconquistando la Cruva Nord. Noi fantallenatori puntiamo su di te!

L’Antonio che verrà

Il vero fantallenatore è sempre alla ricerca di nuovi talenti. Il supporto del Gruppo Esperti e del Fantamagazine mi ha fatto imbattere in tre “piccoli Antonio”: Rudiger, difensore della Roma, Di Gaudio, centrocampista del Carpi e Donnarumma, portiere di proprietà del Genoa ed in forza al Bari in Serie B. Ne sentirete parlare, ne siamo certi. Quest’anno il nome su cui puntare è Antonio… Di Gaudio. Ecco cosa dice il Gruppo Esperti di lui:

“Listato centrocampista, non può che finire tra le possibili sorprese. Immagino che Totò Di Gaudio abbia già stuzzicato più di uno di voi… e avete fatto benissimo a puntarlo, un centrocampista che nella maggior parte delle partite gioca in avanti, non è un fattore da trascurare, in più è ben dentro gli oliati meccanismi della squadra di Castori (8 gol e 1 assist l’anno scorso) a differenza dei nuovi arrivati. Insomma io qualche creditino su di lui lo butterei … il nuovo Brienza”

Rudiger arriva in sordina alla Roma ma potrebbe essere un Antonio che fa al caso vostro, soprattutto se non dovesse recuperare a pieno Castan. Ecco un estratto su di lui dal nostro FantaMagazine. Infine Donnaruma: passati due anni all’ombra di Perin in casa Genoa, ora difende i pali del Bari, ma il suo futuro sembra già scritto. Gli accostamenti sono emozionanti, ed insegue il suo sogno insieme al fratello che, di proprietà del Milan, farà da 3° a Milanello per questa stagione.

“Vota Antonio… vota Antonio…”

Insomma, gli “Antonio” non hanno mai deluso, e potrebbero continuare a darci soddisfazioni. E’ vero, ho passato le ultime ore della notte e le prime luci dell’alba a pensare a questi giocatori che hanno segnato le nostre stagioni calcistiche, ma soprattutto fantacalcistiche. Eh si, perché il fantallenatore non è un tifoso, è un malato di scouting che farebbe di tutto per beccare l’acquisto giusto e vincere. Poi se quel colpo si chiamasse Antonio, perché no, cantare “VOTA ANTONIO… VOTA ANTONIO… VOTA ANTONIO…” come ci ha insegnato il grande Antonio de Curtis in arte Totò… un altro Antonio, pensa un po’!

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