Serie A, ecco il piano B della Lega: final eight e meno partite

Le Lega è spaventata da un nuovo lockdown e, pertanto, prepara un piano d’emergenza. E sulla riapertura degli stadi…

di Mauro Maccioni

Impossibile non pensarci, ignobile e stupido farlo di proposito. Il Coronavirus è stata ed è tutt’ora una piaga mondiale e, anche nel mondo del calcio, si corre ai ripari. Non subito ovviamente, ma ci si prepara al peggio perché, lo dicono tutti, “prevenire è meglio che curare”. Decisamente.

FINAL EIGHT

Gravina, Presidente federale, ne ha parlato nelle scorse ore, ma l’idea, se non può essere già chiamata “il piano”, filtrava da tempo. Ed è stata confermata proprio ieri. L’alone di paura per un possibile nuovo lockdown rimane, anche se fortunatamente è diventato più labile rispetto a qualche tempo fa. Ma Gravina sa benissimo che non si può dormire sugli allori e, pertanto, ha avanzato una proposta sul modello latino-americano.

Riassumendola, si tratterebbe di una competizione suddivisa in tre fasi: un primo girone come quello di andata, una seconda parte con, probabilmente – ma si tratta di teoria – qualche incontro in meno, e una final eight per decretare il vincitore. Un vero e proprio playoff, con la prima classificata contro l’ottava, la seconda contro la settima e via dicendo.

Una proposta innovativa e quindi difficile da accettare, specie se a tempo indeterminato come pare la Lega stia pensando. Ripetiamo, per ora è solo un piano B e rimane tutto sulla carta. Ma nella vita non si sa mai e, quindi, la Lega si prepara a una rivoluzione.

RIAPERTURA STADI

Gravina ha parlato anche degli stadi, una questione spinosa e al contempo fondamentale. Il calcio italiano – e non solo – ha perso milioni a causa della mancanza di introiti provenienti dai biglietti delle partite. La Lega lo sa bene e continua a fare pressioni a un Governo che però ignora le proposte. Spadafora, pochi minuti fa, ha parlato di un limite di 1000 persone per ogni competizione sportiva. Follia, specie se si paragonano stadi come – solo a titolo esemplificativo – San Siro ad altri molto, molto più piccoli.

La Lega, in ogni caso, comincia a perdere la pazienza, con l’acqua alla gola di un sistema che, ora come mai, vacilla e rischia di collassare: Gravina spera di non superare il punto di non ritorno, ma per far si che ciò accada i soldi dei biglietti servono come il pane.

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