Juventus, Sarri: “Non ho ancora tempi di recupero per Khedira. Pjanic sta bene”

Il tecnico bianconero è intervenuto in sala stampa alla vigilia del match casalingo contro la Fiorentina.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

Il ko esterno contro il Napoli ha comportato perdita di punti e un po’ di malumore in casa Juventus. Pur essendo consapevole di essere stato il principale bersaglio delle critiche, Maurizio Sarri vuole concentrarsi solo sulla prossima gara che, benché casalinga, nasconde insidie visto che di fronte ci sarà un’agguerrita Fiorentina.

LE DICHIARAZIONI DI SARRI

Sulle polemiche post-Napoli: “Ne so poco. Mi sembra strano strumentalizzare una frase ovvia come quella che ho detto. È chiaro che uno rimanga affezionato a un gruppo che mi ha permesso di arrivare al Chelsea prima e alla Juve poi, che è la squadra più importante d’Italia. Il tifoso juventino si conquista con i risultati: e domenica il tifoso juventino era giustamente arrabbiato perché abbiamo fatto un brutto risultato”.

Sui gol subiti: “Siamo andati a calare dal punto di vista dell’intensità nell’ultimo periodo. Qualcosa da migliorare lo abbiamo sicuramente, ma non è semplice quando si tratta di lavori a livello mentale piuttosto che fisici o tattici”.

Sui numeri della squadra: “Non mi fanno preoccupare, ma bisogna rifletterci. Il percorso che abbiamo fatto è buono, abbiamo fatto meglio in Champions e in Coppa Italia, meglio dell’anno scorso. A livello di risultati, il percorso è buono, non abbiamo dati preoccupanti, bensì partite preoccupanti”.

Sulla partita: “La Fiorentina difende con un’intensità non comune in questo periodo. Poi hanno capacità di riparte velocemente con le loro caratteristiche. Dobbiamo far girare la palla e posizionarci bene”.

Su Khedira: “Negli ultimi giorni ha avuto l’influenza. Sta procedendo nel percorso di riatletizzazione, ma i tempi di recupero ancora non si possono stabilire”.

Su cosa gli piacerebbe fosse ricordato alla Juve: “Mi piacerebbe vincere qualcosa, anche se alla Juve avendo vinto così tanto non è così facile essere ricordati per questo”.

Sul tridente: “Le partite di Supercoppa e di Napoli non fanno tatticamente testo. Non puoi prendere come punto di riferimento sfide dove sei arrivato senza energie mentali e nervose, dove la prestazione fisica decade perché le reazioni sono più attardate. La mente è poco brillante, e tutto va diversamente da come vorresti vederlo. Sono partite da considerare solo per chiedersi perché arriviamo scarichi. Noi con la Roma abbiamo fatto la prestazione migliore in stagione, mentre 4 giorni dopo abbiamo giocato molto peggio. La stanchezza non può essere l’alibi: questo dimostra che la testa è fondamentale. Se partiamo da una condizione mentale scarica, gli altri aspetti sono poco considerabili”.

Su Pjanic: “Aveva solo una grossa contusione, ne ha approfittato per curare un piccolo problemino che aveva. Ma in questi giorni si è allenato con noi”.

Sull’eventuale record di Buffon: “Non lo so, ma so che sicuramente da qui alla fine del campionato giocherà. Per ora giochiamo una volta a settimana, quindi non serve girare molto”.

Sul centrocampo: “Dipende dalle situazioni. Matuidi è un giocatore molto importante, mentre Rabiot è in crescita. In alcune partite uno è davanti all’altro, in altri casi il contrario”.

Su Emre Can: “Io fin dall’inizio ho lavorato con 27 giocatori, senza chiedere nulla. Mi sembra una cosa normale che ce ne possano essere due con difficoltà di inserimento, sono conseguenze naturali. Questo non inficia sulle sue qualità, che con un modo diverso di giocare diventano fondamentali. Sono cose che succedono spesso con il cambio allenatore”.

Su Douglas Costa: “Per noi è importante, può fare la differenza. L’obiettivo è portarlo al top della condizione. Stiamo cercando piano piano di portarlo in condizione. L’opzione Douglas è da prendere in considerazione ogni partita”.

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