Consigli Fantacalcio, Juventus: che rabbia la difesa!

La retroguardia bianconera non è più un fortino blindato e i fantallenatori volgono lo sguardo altrove.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

“Se non hai difesa, gli altri segnano… e poi vincono”. Quale migliore citazione canora per descrivere quanto capitato domenica sera al San Paolo? La Juventus è uscita sconfitta in malo modo da un Napoli in grado di segnarle due reti e di far emergere, per l’ennesima volta, tutti i suoi limiti difensivi. L’attuale armata bianconera infatti, non è nuova a lanciare segnali d’allarme sulla propria retroguardia, incapace ormai di fornire prestazioni solide.

JUVENTUS, I DATI DELLA DIFESA

21 goal subiti in 21 partite di campionato, per una media di un goal incassato a partita, con titolari dalle Medie Voto e Fantamedie non pienamente sufficienti: fatta eccezione per il veterano Leonardo Bonucci (MV 6,3 – FM 6,9), gli altri interpreti vivono in bilico tra il 5 e il 6 (De Ligt MV 5,9 – FM 6,06; Cuadrado MV 6,08 – FM 5,97; Alex Sandro MV 5,7 – FM 5,76), e anche l’accoppiata tra i pali formata da Szczesny (MV 6,5 – FM 5,67) e Buffon (MV 6,28 – FM 5,28) sembra non essere più garanzia di clean sheet (soltanto 6 in Serie A, di cui 5 del polacco e 1 dell’italiano).

Dati davvero allarmanti, soprattutto se la squadra in questione è quella del ciclo degli otto scudetti consecutivi che fin qui aveva fatto della difesa il suo miglior reparto. È vero, mai come quest’anno la Vecchia Signora si è ritrovata a raccogliere il pallone così tante volte dal fondo della sua rete, ma è anche vero che mai come quest’anno ha dovuto affrontare cambiamenti non di poco conto.

JUVENTUS, LE VARIABILI DI RENDIMENTO DELLA DIFESA

Con l’arrivo di Maurizio Sarri, i bianconeri sono stati costretti a rivedere e sostituire alcune vecchie abitudini difensive che, seppur vincenti, mal si sposavano con il credo calcistico del nuovo tecnico. Innanzitutto, la difesa a uomo sui calci piazzati a favore degli avversari è stata accantonata e rimpiazzata dalla difesa a zona, i cui principi hanno fin qui messo sempre a dura prova Bonucci e compagni, che puntualmente sono andati in affanno concedendo spazio e tiri in porta al saltatore di turno.

Non va inoltre dimenticato che uno dei fulcri del sarrismo è il pressing alto che, se non riesce, lascia campo aperto a pericolosi contropiedi. A loro volta, le ripartenze diventano letali qualora, per fronteggiarle, non si abbia ancora a disposizione un uomo d’esperienza come capitan Chiellini, bensì un esterno adattato terzino come Cuadrado, che inevitabilmente finisce per lasciare la squadra in 10 commettendo fallo da ultimo uomo su Lazzari durante la 15a giornata di Serie A.

JUVENTUS, IL CAMBIO DI ROTTA

Gli interpreti dunque, e la loro determinazione nell’aggredire l’avversario, mantenendo la linea difensiva alta ed evitando di assistere inermi e passivi alle avanzate altrui, diventano fondamentali se si vuole cercare di ridurre a zero il rischio di cedere lo scettro di Campioni d’Italia a difese fin qui meno perforate, come quelle di Inter (18 goal subiti) e Lazio (19 goal subiti).

È alquanto urgente un cambio di rotta perché “La dura legge del goal” non fa sconti. Specie su palcoscenici importanti. E in questo, più di un barlume di speranza è lasciato acceso dalla crescita costante di De Ligt, dal rientro fra un mese dello stesso Chiellini e dalla presenza in rosa di professionisti abituati a fare di necessità virtù, oltre che di un certo Cristiano Ronaldo, che ha già toccato quota 20 reti stagionali. D’altronde, se la Juve non è più un fortino, mister Sarri potrebbe sempre pensare di ripagare gli avversari con la stessa moneta, sfruttando la propria macchina da goal e adottando l’unica regola che davvero conta al calcio: per vincere, basta segnare un goal in più degli avversari.

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