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Erling Haaland tra Mondiale e Pallone d’oro: l’ascesa del cyborg norvegese

Redazione Fantamagazine
Negli ultimi anni il calcio internazionale ha assistito all’affermazione di una figura capace di ridefinire i parametri del ruolo di centravanti moderno. Erling Braut Haaland, nato a Leeds nel 2000 ma cresciuto calcisticamente in Norvegia, si è...

Negli ultimi anni il calcio internazionale ha assistito all’affermazione di una figura capace di ridefinire i parametri del ruolo di centravanti moderno. Erling Braut Haaland, nato a Leeds nel 2000 ma cresciuto calcisticamente in Norvegia, si è imposto come uno dei giocatori più dominanti della sua generazione, combinando una struttura fisica fuori dal comune con una continuità realizzativa che raramente si era vista in epoca recente. Il soprannome di cyborg, infatti, non è casuale: forza, velocità, resistenza e istinto del gol sembrano convivere in modo quasi scientifico, rendendolo un riferimento assoluto sia a livello di club sia in ambito internazionale.

Tra le qualità che si riscontrano in un centravanti di questo tipo, è impossibile non menzionare la capacità di eccellere in contesti differenti, adattandosi a sistemi di gioco complessi e assumendosi responsabilità crescenti. Dai record infranti nei club al ruolo centrale nella rinascita della nazionale norvegese, il percorso degli ultimi anni evidenzia una crescita costante, che potrebbe trovare nel Mondiale e nella corsa al Pallone d’oro i prossimi capitoli di un’ascesa che sembra tutt’altro che conclusa.

L’ascesa nei club

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Il percorso di Haaland nei club inizia lontano dai riflettori dei grandi campionati. Dopo gli esordi con il Bryne e il Molde, dove già tra il 2017 e il 2018 mostra un fiuto del gol superiore alla media per età e contesto, il primo vero salto avviene con il trasferimento al Red Bull Salisburgo. Nella stagione 2019-2020, il norvegese segna 28 gol in 22 presenze complessive, di cui 8 in Champions League nella sola fase a gironi, attirando l’attenzione dei principali club europei. In quel periodo si afferma come uno dei giovani più prolifici del panorama continentale, grazie anche a prestazioni memorabili contro avversari di alto livello.

Il passaggio al Borussia Dortmund, nel gennaio 2020, rappresenta la conferma definitiva. In Bundesliga, Haaland mantiene una media realizzativa impressionante: 13 gol in 15 partite nella seconda parte della stagione 2019-2020, seguiti da 27 reti in 28 gare di campionato nel 2020-2021. Anche nel 2021-2022, pur condizionato da alcuni problemi fisici, chiude con 22 gol in 24 presenze in Bundesliga, accompagnati da 8 assist, dimostrando una crescente partecipazione al gioco offensivo della squadra. Con il Dortmund conquista una Coppa di Germania e consolida la propria reputazione come attaccante totale, capace di segnare in ogni modo e contro qualsiasi difesa.

Il trasferimento al Manchester City nell’estate 2022 segna l’ingresso definitivo nell’élite del calcio mondiale. Alla prima stagione in Premier League, 2022-2023, Haaland realizza 36 gol in 35 partite di campionato, stabilendo il record assoluto di marcature in una singola stagione del massimo campionato inglese. A questi numeri vanno aggiunti 12 gol in Champions League e 8 nelle coppe nazionali, per un totale di 52 reti stagionali. Un rendimento che contribuisce in modo decisivo alla conquista del treble da parte del City, con Premier League, FA Cup e Champions League vinte nello stesso anno.

Nelle stagioni successive, il rendimento resta su livelli elevatissimi. Nel 2023-2024 Haaland supera nuovamente quota 30 gol complessivi tra tutte le competizioni, pur in un contesto tattico leggermente più equilibrato, in cui Pep Guardiola gli chiede maggiore partecipazione alla manovra. Anche in termini di assist, i numeri crescono, con una media che si stabilizza intorno ai 6-8 passaggi vincenti a stagione, a testimonianza di una maturazione tecnica evidente. Ormai, quando si pensa al calcio inglese il primo nome che viene in mente è inevitabilmente il suo. Molte statistiche sui gol di quello che viene considerato il campionato più bello del mondo sono dominate da Haaland e i pronostici sulle partite di Premier League non possono non interessarsi anche alle prestazioni del gigante del City, quasi sempre presente nel tabellino dei marcatori e quindi puntualmente indicato tra i potenziali marcatori di ogni giornata, oltre che sempre in lizza per il titolo di capocannoniere del campionato.

Il Manchester City diventa così il palcoscenico ideale per consolidare la candidatura di Haaland ai massimi riconoscimenti individuali. Pur non avendo ancora conquistato il Pallone d’oro, il norvegese entra stabilmente nelle prime posizioni delle classifiche annuali, contendendo il premio a giocatori più affermati e dimostrando una continuità che pochi attaccanti possono vantare nell’arco di più stagioni consecutive. I numeri, del resto, parlano da soli: guardando al solo rendimento in Champions League, ad esempio, il cyborg norvegese è stato in grado di mettere a segno 54 gol in 52 presenze, rientrando nella classifica dei migliori marcatori di sempre nella competizione nonostante i soli 25 anni.

La carriera in nazionale

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Parallelamente all’ascesa nei club, il percorso di Haaland con la nazionale norvegese assume un valore storico. La Norvegia, tradizionalmente lontana dai vertici del calcio internazionale, ha in tasca la qualificazione ai Mondiali che mancava da 28 anni e, soprattutto, ha centrato l’obiettivo nel miglior modo possibile, senza mai perdere nelle partite del girone (con l’Italia, tra le altre). L’emergere di una generazione guidata da Haaland e da altri talenti come Martin Ødegaard ha progressivamente cambiato la percezione della squadra.

I numeri di Haaland in nazionale parlano chiaro. Debutta nel 2019 e, già nelle prime stagioni, mantiene una media realizzativa superiore a un gol ogni due partite. Nelle qualificazioni ai Mondiali, il centravanti diventa il punto di riferimento assoluto dell’attacco norvegese, segnando reti decisive contro avversari diretti e trascinando la squadra nei momenti chiave. In una singola campagna di qualificazione riesce a superare la doppia cifra di gol, un dato mai registrato prima da un attaccante norvegese in competizioni ufficiali di questo livello.

Haaland non solo contribuisce con i gol, ma assume un ruolo di leadership tecnica e simbolica, diventando il volto di una nazionale che passa da outsider a possibile sorpresa del torneo. La Norvegia, pur non partendo tra le favorite, viene indicata da analisti e osservatori come una potenziale mina vagante, grazie a una struttura solida e a un attacco capace di colpire anche le difese più organizzate.

Nel contesto mondiale, le prestazioni di Haaland potrebbero incidere in modo determinante anche sulla corsa al Pallone d’oro. Storicamente, il torneo iridato ha spesso rappresentato uno spartiacque per l’assegnazione del premio individuale più prestigioso. Un Mondiale giocato da protagonista, con gol pesanti e una Norvegia capace di superare le aspettative, rafforzerebbe ulteriormente la candidatura del centravanti del Manchester City, colmando uno dei pochi vuoti ancora presenti nel suo palmarès.