Consigli Fantacalcio, verso l’asta: il top per la difesa. Chi scegliere tra Gosens, Theo o Hakimi?

La scelta del terzino di spinta e che garantisca bonus, equivalente, poi, al maggior investimento nella retroguardia, non può che essere legato alla “trinità”. Tra tanti dubbi e altrettante certezze, ecco il nostro consiglio

di Mauro Maccioni

Poche volte ci sono dubbi come quando, durante l’asta estiva, vengono chiamati i terzini. Chi gioca al Fantacalcio conosce benissimo questa sensazione e oggi, con tutta l’umiltà possibile, vogliamo fornirvi la nostra chiave di lettura. I candidati al ruolo di top – dove per “top” si intende un giocatore in grado di fare la differenza – sono sempre loro, Gosens e Theo Hernandez, a cui si aggiunge un nuovo nome: Hakimi. Ma tra questi tre, su chi puntare per alzare il livello?

ROBIN HOOD GOSENS

34 partite, 31 da titolare, 9 gol e 8 assist. No, non stiamo parlando di un trequartista, né di un attaccante. Stiamo presentando quello che è, all’unanimità, il miglior “terzino” della Serie A. Le virgolette non sono casuali e, forse, ce ne vorrebbe qualcuna in più dato che Gosens, di terzino, ha ben poco. Le sue statistiche parlano chiaro, le sue giocate ancora di più: Gosens è un giocatore eccezionale. Impiegato a sinistra nel 3-4-3 gasperiano, Robin Hood ha incantato tutti con le sua duttilità e la sua condizione fisica. Difficilmente fermabile in corsa, è in grado di sovrapporsi in ogni secondo della partita e di giocare palla con lucidità. Tanto per continuare con le statistiche, permetteteci un “Lo sapevi?”. Ebbene, lo sapevi che rispetto al 2017/18 Gosens ha moltiplicato di 5 volte la sua capacità di arrivare al tiro, passando da 10 a 52? E lo sapevi che ha avuto una media gol superiore a Quagliarella e al Papu, suo compagno? E che ha realizzato più passaggi riusciti all’interno dell’area rispetto a Milinkovic-Savic e Fabiàn Ruiz? Forse lo sapevate già, forse no, ma di una cosa siamo tutti consapevoli e d’accordo: non sono numeri da “terzino”. E continuiamo a usare la parola “terzino”, perché Gosens, in fin dei conti, è bravo anche a difendere. Strano, verrebbe da dire, ma non per Robin Hood.

FRECCIA THEO HERNANDEZ

Chi se lo sarebbe mai aspettato, un anno fa, quando Maldini ha incontrato un terzino scartato dal Real Madrid in una torrida giornata estiva, che il Milan avrebbe messo le mani, da lì a poco, su un gioiello. Oggi, invece, si pensa a quanto sia forte Theo Hernandez perché il francese, e che nessuno dica il contrario, forte lo è per davvero. 6 gol e 3 assist non esaltano certo come i numeri di Gosens, ma bisogna sottolineare un punto focale: Theo gioca in una difesa a quattro e spesso, prima di attaccare, deve difendere. Non lo fa ancora benissimo, a volte pecca, ma si può dire con tranquillità che, nell’ultimo periodo, è migliorato anche in quella fase. Per inciso, non osiamo nemmeno immaginare che giocatore verrebbe fuori se migliorasse le – poche ma importanti – lacune. Ma lasciamo questo pensiero al futuro e concentriamoci sul presente. Theo Hernandez è un giocatore particolare, difficile da accostare e, pertanto, ancora più interessante da vedere. Uno di quelli in grado di vedere la giocata, lo spazio, di capire prima dove buttarsi e correre a testa bassa, veloce come una freccia e imprendibile per tutti. Invitiamo, in caso di vuoto mnemonico, a guardare gli highlights della sfida contro la Lazio, dove Theo, nell’ultima parte di gara, ha seminato il panico come se fosse appena entrato. Quando corre è mostruoso, ma segnaliamo un’altra piccola mancanza: spesso si divora qualche gol. Non che gli si possa chiedere di più, questo è certo, ma quando diventi il miglior marcatore della tua squadra nel girone di andata è impossibile non diventare avidi. A Theo Hernandez si chiede sempre di più ma, se anche solo pareggiasse la stagione passata, nessuno avrebbe di che lamentarsi.

NOVITÀ’ HAKIMI

Eccolo il terzo nome, dall’alto della sua fama e avvolto in un’incognita: in Serie A, renderà come sempre fatto? Sì, è probabile. Hakimi ha qualità, tecnica e corsa e difficilmente potrà far male. Verrà impiegato come quinto di centrocampo a destra, ruolo in cui si è messo a lucido nella scorsa stagione al BVB con 5 gol e 10 assist, sostituendo Candreva. Hakimi, l’apparenza fa subito ricordare Cancelo, è un giocatore molto completo. Anche lui ha iniziato la sua carriera come terzino ed è in grado di giocare su entrambe le fasce con facilità, anche se la destra, in quanto destrorso, è quella più indicata e dove ha reso di più. La sua formazione gli permette di avere nelle corde una buona fase difensiva, mentre quando attacca fa più danni della grandine. L’anno scorso, rapportandosi spesso con Sancho, era capace di sfondare le linee difensive con passaggi rapidi e scambi precisi, cosa che potrebbe replicare con, per esempio, Eriksen, anche se il suo impiego meriterebbe un capitolo a parte. Hakimi, comunque sia, rappresenta una scommessa che, almeno sulla carta, è vincente. Conte, poi, ha storicamente aumentato il rendimento degli esterni rispetto alla stagione precedente. Se così sarà, allora si possono dormire sogni tranquilli.

ALLA FINE, CHI SCEGLIERE?

Domandare è sempre lecito, rispondere è sì cortesia, ma è anche difficile, se non quasi impossibile. Verrebbe da dire, a occhio e croce e senza stare a pensarci troppo, che chiunque andrebbe bene. Vero, come è anche vero che la cosa migliore sarebbe prendere tutti e tre. Ma sappiamo che si deve fare una scelta e quindi, ancora una volta, propongo una lettura personale: punterei su Hakimi. Mi spiego immediatamente. Sia Gosens, che Theo Hernandez, che Hakimi non sono una scelta sbagliata, tutt’altro.

Gosens, in particolare, è una sicurezza: gioca su alti livelli da tempo, è già rodato in Serie A ed è capace, come ha fatto vedere, di poter spezzare gli equilibri con la sua Atalanta. Il problema di Gosens è che, e permettetemi di chiamarlo problema, è stato listato nuovamente come difensore. Sicuramente – lo so benissimo – non capirete dove voglia andare a parare, per questa ve la metto giù in termini semplici: tra tutti i difensori, sarà quello che costerà di più. Decisamente di più. Chi ha un minimo di esperienza sa bene quanto un solo credito speso nella retroguardia possa cambiare l’intera asta e Gosens, su una base ipotetica di 500 crediti, verrà a costare sui 35 milioni, se non di più: si parla di almeno il 7% dei propri fondi. Tanto, anche se poi il rendimento vale la spesa. Puntare su Gosens significa limitarsi a centrocampo o, ancora, in attacco. E’ una scelta che, alla fine dei conti, potrebbe anche rivelarsi vincente. Resta poi ancora un’incognita: Gosens ripeterà la sua stagione, o è stata solo una fiammata dettata dal grande momento dell’Atalanta? Più probabile la prima opzione, ma la paura, anche se poca, resta.

Passiamo a Theo Hernandez, anche se non c’è poi tanto da dire. Theo è l’unico dei tre che gioca da terzino in una difesa a quattro, certamente una limitazione che potrebbe, però, essere un punto a favore, in quanto il suo prezzo potrebbe diminuire proprio in virtù del ruolo più arretrato. Certo è che, in campo, il suo essere arretrato conta poco, dato che fa almeno un poker di incursioni a partita. E spesso fa male, molto male. Quello che preoccupa di più di Theo sono la fase difensiva carente e la possibilità che la scorsa stagione, a livello numerico, sia stata solo un caso. Anche perché il suo rendimento, più degli altri due, è legato a quello della squadra ed è impossibile sapere quale sia la vera faccia del Milan, almeno per ora. Difficile rivedere gli stessi bonus, specie ora che è finito l’effetto sorpresa, ma al contempo viene da chiedersi: come lo si ferma? Per Theo Hernandez si parla di una spesa inferiore a Gosens, diciamo intorno ai 28-30 milioni, anche se sconsiglio di andare oltre il 5,8-6% del budget complessivo. Come reagirà il francese di fronte alle aspettative aumentate, bene o male? Meglio o peggio? Anche qui è probabile la prima opzione, perché fermare il treno Hernandez sembra impossibile.

Per ultimo Hakimi, il neo-acquisto dell’Inter, che arriva con molte pressioni e altrettante speranze. Come detto, è lui la mia scelta personale. Non tanto per le qualità, comunque eccelse se non superiori agli altri due, quanto per una questione di rischio e costi. Il Fantacalcio è, almeno durante l’asta, un gioco d’azzardo e spesso sono proprio le scommesse a portare alla vittoria. Hakimi costerà, tranne nei casi di aste in cui si cerca con insistenza il nome nuovo arrivando a sparare cifre spropositate, meno di Gosens ed Hernandez. Diciamo intorno ai 25, non di più: dunque, il 5%. Per Hakimi, in grado di poter dare quel che ha dimostrato in Germania, si tratta di una cifra, in prospettiva, quasi ridicola. Certo è che, comunque, non si può sparare troppo alto per un ragazzo al primo anno di Serie A: niente garantisce per lui e bisogna vedere come si adatterà al calcio italiano. Ancora una volta è, nei giusti termini, una scommessa che potrebbe fruttare oro come rovinare una stagione. Conte poi, come detto, aumenta sempre il valore dei suoi esterni e Hakimi, come anche gli altri due, sarà pressoché sempre titolare, con Candreva che lo sostituirà poche volte.

Non scegliere Hakimi, ci tengo a sottolinearlo, non è un errore. Tutto dipende dalla strategia utilizzata, con il neo-acquisto nerazzurro che è, tra i tre, il meno costoso. Ma Gosens e Theo Hernandez, noi lo sappiamo bene, sono giocatori incredibili che, sicuramente, è meglio avere in rosa. La palla, ora, passa a voi, nella speranza comune che tutti possano portare a casa la carta vincente.

 

Attiva Magic, il fanta-concorso con il montepremi più ricco d’Italia, vinci una Jaguar e diventa il Magic Allenatore più famoso d’Italia

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy