Atalanta, non segni più?

Atalanta, non segni più?

Sono solo 2 le reti messe a segno dai nerazzurri nelle ultime 7 gare: poco, pochissimo per una squadra che era partita per giocarsi un posto in Europa e che, adesso, si ritrova con soli 6 punti in otto gare.

di Giuseppe Ronco

I primi novanta minuti contro il Copenaghen in casa erano finiti a reti inviolate: partita dominata, moltissime occasioni, eppure nessun gol segnato. Da lì il copione si è ripetuto praticamente finora, ad eccezione delle partite contro Roma e Milan, forse sintomo forse causa di un problema di finalizzazione che è costato alla squadra di Gasperini non solo la partecipazione all’Europa League, ma anche i tanti, troppi punti persi contro squadre che sono tra le dirette concorrenti per quel sesto/settimo posto in campionato a cui la Dea puntava a inizio stagione.

Ad eccezione delle sfide contro Cagliari (finita 0-1 per i sardi, ndr) e Spal (sconfitta 2-0 per i bergamaschi, ndr), in cui la crisi sembrava non solo finalizzativa ma anche di gioco, le quattro sfide successive contro Milan, Torino, Fiorentina e Sampdoria ci hanno restituito un’Atalanta diversa, più aggressiva, più dinamica, spesso con più gamba degli avversari. Eppure i punti raccolti sono stati solo 2, il pareggio 2-2 contro il Milan e quello a reti inviolate contro il Torino: un bottino davvero troppo magro che proietta la Dea in una posizione in classifica inaspettata a inizio stagione.

ATALANTA: LE RAGIONI DEL CROLLO

Il problema è in sostanza la mancata finalizzazione dell’enorme mole di gioco creata, unita ad una fragilità difensiva nuova, a cui gli uomini di Gasperini non ci avevano abituato: 11 reti subite finora, un numero decisamente troppo alto che, unito al dato delle 5 partite terminate senza riuscire a segnare neanche un gol, forniscono un quadro e una panoramica delle ragioni della situazione attuale.

Tanti giocatori nuovi, tanti automatismi da metabolizzare per dare quello smalto e quella freschezza giusta che, negli ultimi 20 metri, sono decisivi per insaccare la palla in rete. Rigoni alla ricerca di una collocazione precisa e di una continuità di rendimento che finora è mancata, Pasalic sta pagando un inizio scoppiettante, con Gasperini che lo ha impiegato pesantemente fin da subito per sostituire l’infortunato Ilicic, la cui mancanza si è fatta decisamente sentire e il cui ritorno in campo può dare quella rapidità e quell’imprevedibilità necessarie agli orobici per sbloccarsi e tornare a fare punti. Recuperato appieno lo sloveno, il tecnico di Grugliasco potrà dare allora a Pasalic gli spazi e i tempi giusti per imparare al meglio meccanismi e dettami tattici del ruolo che ha ereditato da Cristante.

Altro aspetto da rivedere e su cui lavorare è l’approccio ai piazzati: 6 delle 11 reti subite finora sono arrivate da calci da fermo e, oltre che essere una novità per la squadra di Gasperini, è anche un problema da risolvere al più presto per restituire le garanzie e le certezze che questo gruppo ha avuto negli anni trascorsi.

Infine, a proposito di certezze, quello che forse è il punto di maggior debolezza dell’Atalanta al momento: il gioco sulle fasce. Perché se con Spinazzola e Conti era stato un leitmotiv dei bergamaschi, in queste ultime uscite le fasce non hanno brillato: prestazioni scolastiche, pochi tagli e rischi presi in un sistema di gioco che vive della vivacità delle corsie laterali. Hateboer, Gosens e Castagne si sono comportati più da terzini che da esterni, e di questo ne ha risentito il gioco e la pericolosità di manovra.

ATALANTA: I PUNTI DA CUI RIPARTIRE

Nonostante i problemi e la mancanza di risultati, ci sono delle note positive da cui Gasperini può ripartire: se prima della sfida contro il Milan abbiamo visto una squadra sulle gambe, spenta e senza idee, da allora qualcosa è cambiato, almeno nell’atteggiamento e nella condizione. Dati alla mano, l’Atalanta si è fatta preferire agli avversari contro Torino, Fiorentina e Sampdoria per aggressività, mole di gioco, possesso e circolazione di palla.

Prendendo a esempio l’ultima partita, gli uomini di Gasperini hanno mantenuto un baricentro molto alto (attorno ai 57 metri contro gli appena 45 della Sampdoria, ndr), creando ben 13 occasioni da gol contro le 4 degli avversari. 

E bisognerà tornare a segnare prima, e vincere poi, perché le reazioni le stiamo vedendo giornata dopo giornata: Zapata sembra vicino alla condizione ottimale, fa a sportellate con la difesa avversaria e mantiene reparto da solo; Freuler e De Roon sono in crescita, così come Castagne, autore domenica di una gara di buona personalità; il terzetto difensivo ha migliorato solidità e compattezza, con Palomino in continuo crescendo e Toloi che è tornato ad accompagnare magnificamente l’azione offensiva; note positive anche da Mancini, chiamato in causa per sostituire Masiello e, non da ultimo, Gollini, il titolare a sorpresa di questa stagione nerazzurra.

Questa sosta servirà ai giocatori e al tecnico per compattare il gruppo, scacciare i fantasmi che queste prime gare hanno portato con sé e cercare il risultato già dalla trasferta contro il Chievo, in programma domenica 21 ottobre: perché, per il tasso tecnico e quanto dimostrato in campo finora, la classifica dei bergamaschi e dei fantallenatori che hanno puntato sui loro giocatori più rappresentativi può essere solo destinata a migliorare.

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