Il tecnico giallorosso deve fare i conti con diversi problemi fisici e prepara una gara insidiosa. «Dobbiamo essere bravi a impattare la partita».
Il Lecce arriva alla trasferta di Frosinone con diversi dubbi di formazione e un'infermeria che complica i piani di Eusebio Di Francesco. Alla vigilia della gara, in programma giovedì 29 ottobre alle 18.30 allo stadio Benito Stirpe, l'allenatore giallorosso ha fatto il punto sulle condizioni dei suoi, analizzato le caratteristiche dell'avversario e affrontato anche il tema degli attaccanti. Senza dimenticare il ritorno in una piazza a cui è ancora legato, ma che gli lascia un ricordo doloroso.
Lecce, quanti dubbi per Di Francesco: le condizioni degli infortunati
La situazione più delicata riguarda Tiago Gabriel, che non si è allenato regolarmente, e Ndaba, ancora da valutare. Anche N'Dri non è al meglio, mentre Fatah ha riportato una botta alla tibia che ha richiesto alcuni punti. Il tecnico attenderà le ultime valutazioni prima di scegliere l'undici titolare.
"Ho diversi problemi, devo capire la formazione migliore sapendo che in seguito giocheremo con il Genoa", ha spiegato Di Francesco, allargando lo sguardo anche alla gestione delle energie in vista del prossimo impegno.
Nonostante le assenze, l'allenatore non vuole ricorrere a giocatori della Primavera soltanto per completare numericamente la panchina. "Non porto giocatori solo per numero per riempire la panchina. Porto solo chi credo possa essere pronto per giocare in Serie A. Manterrò quello che ho, senza lamentarmi degli infortuni".
Di Francesco studia il Frosinone: "Dobbiamo essere bravi a impattare la gara"
Il Lecce dovrà affrontare una squadra che, secondo il suo allenatore, presenta caratteristiche ben precise. Di Francesco si aspetta una partita diversa rispetto a quella contro la Juventus e invita i suoi a prestare attenzione soprattutto alla velocità con cui i ciociari attaccano gli spazi."La squadra sta assimilando cose interessanti da mettere in campo. È una partita differente, il Frosinone gioca verticale, non fa tanto possesso ma crea situazioni di gioco pericolose, è una squadra immediata nelle transizioni e difficile da contenere. Sugli esterni hanno due attaccanti di qualità nell'uno contro uno".
Il tecnico ha riconosciuto i meriti dell'avversario e del suo allenatore, sottolineando il coraggio della formazione gialloblù. Tra i giocatori da tenere d'occhio ha citato Ghedjemis e Kvernadze, capaci di creare pericoli con le loro iniziative offensive.
"Faccio i complimenti a loro e all'allenatore, mi piacciono le squadre che hanno coraggio", ha aggiunto. Poi l'avvertimento ai suoi: "Giocheremo in uno stadio difficile, avranno un grande incitamento, c'è tanto entusiasmo. Dobbiamo essere bravi a impattare la gara".
Centrocampo e attacco, le valutazioni del tecnico
Le scelte non riguardano soltanto la difesa. Di Francesco sta riflettendo anche sull'assetto del centrocampo e sulle soluzioni offensive da utilizzare dal primo minuto. Il tecnico ha lasciato aperta la possibilità di modificare l'impostazione della squadra durante la partita, ricordando che una gara può presentare diverse fasi."Non valuto la partita solo dal primo minuto, ci sono partite nella partita. Sto facendo diverse valutazioni", ha precisato.
In attacco resta aperto il confronto tra le alternative a disposizione. Di Francesco ha ribadito la fiducia nei propri giocatori, chiedendo però risposte concrete a chiunque venga chiamato in causa. Il messaggio riguarda anche Geubbels e Stulic, con quest'ultimo apprezzato per l'applicazione mostrata in allenamento.
"Va supportato, tutti vanno supportati. Anche Stulic, che in allenamento ha grande applicazione. Io voglio risposte dagli attaccanti, chi gioca e chi non gioca deve saper essere determinante". Il tecnico ha poi ricordato il contributo offerto dal centravanti nella passata stagione: "Ricordiamo che Stulic lo scorso anno ci ha salvato da subentrante. Per la partita di domani ho dei dubbi".
Di Francesco e gli infortuni: "Non vedo correlazione con le nuove regole"
Nel corso della conferenza, l'allenatore del Lecce si è soffermato anche sull'aumento dei problemi fisici e sul possibile rapporto con il maggiore tempo effettivo di gioco. Di Francesco non ritiene che ci sia un collegamento diretto con le nuove regole, ma ha richiamato l'attenzione sull'intensità dei contrasti."Non vedo correlazione, sicuramente c'è più tempo effettivo. Ormai vedo che non si danno neanche i rigori che ci sono, vedo delle cose al contrario".
Il tecnico è tornato quindi sugli episodi che hanno coinvolto i suoi calciatori, sottolineando la componente agonistica degli infortuni più recenti. "Fatah ha preso una legnata sulla tibia, N'Dri sotto il piede, Tiago Gabriel ha preso una botta. Sono problemi legati a scontri di gioco. Si è alzato il livello agonistico. Dobbiamo farci trovare pronti per subire determinati tipi di intervento".
Le 200 vittorie e il ritorno a Frosinone: "Una grande ingiustizia"
La vigilia offre anche l'occasione per parlare di un traguardo personale: le 200 vittorie in carriera da allenatore. Di Francesco, però, non si è soffermato sui numeri, preferendo ribadire la sua ambizione. "Non lo sapevo, non sono amante dei dati, ma ne avrei potute vincere di più. Dipende sempre dove alleni, che squadre hai, ma il desiderio di vincere c'è sempre. A volte dobbiamo essere più attaccati al risultato".Più intensa la riflessione sul ritorno a Frosinone, dove ha allenato nella stagione 2023-24. La retrocessione resta una ferita aperta e il tecnico non nasconde il peso di quell'esperienza.
"Quella retrocessione è una ferita ancora aperta, non la meritavamo. È stata un'ingiustizia, quell'anno non mi sono piaciuti i comportamenti di molte squadre". Un ricordo amaro, accompagnato però dall'affetto per le persone incontrate durante quell'esperienza: "Ritroverò gente a cui sono affezionato, è stata una delle sconfitte che bruciano di più, tuttora penso sia stata una grande ingiustizia".
La trasferta di Frosinone rappresenta un banco di prova importante per il Lecce, chiamato a superare le difficoltà legate alle assenze e a ritrovare risposte sul campo. Di Francesco conosce bene l'ambiente ciociaro, ma per novanta minuti conterà soprattutto la capacità dei giallorossi di affrontare una squadra che sa attaccare in verticale e sfruttare gli spazi.
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