Il tecnico chiede equilibrio dopo il 9-1 al Lens e prepara la trasferta di San Siro. Spazio anche alla storia di Papaccioli e alle indicazioni per il Fantacampionato.

Il Como arriva alla sfida contro l'Inter sulle ali dell'entusiasmo, ma Cesc Fabregas non vuole che il 9-1 rifilato al Lens condizioni l'approccio alla partita. Domenica 8 novembre, alle ore 18, i lariani saranno attesi a San Siro per uno degli appuntamenti più impegnativi della stagione. Una gara che l'allenatore considera un test importante per capire il livello raggiunto dalla sua squadra, senza però trasformarla in un esame definitivo.

Nella conferenza stampa della vigilia, il tecnico spagnolo ha affrontato diversi temi: dalla forza dell'Inter alle assenze di Diao e Chalobah, passando per le convocazioni in Nazionale e la crescita dei giovani. Proprio su quest'ultimo aspetto è arrivato uno dei passaggi più interessanti, con il racconto del percorso di Matteo Papaccioli, giovane attaccante che ha conquistato spazio grazie al lavoro e alla mentalità mostrati durante gli allenamenti.

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Inter-Como, Fabregas chiede equilibrio dopo il 9-1 al Lens

Il successo europeo ha inevitabilmente aumentato l'entusiasmo intorno al Como, ma Fabregas ha voluto subito riportare l'attenzione sulla realtà del campionato. Alla domanda se la trasferta di San Siro rappresenti un esame di maturità, l'allenatore ha risposto con una certa ironia: "Per noi sembra che ogni settimana sia esame di maturità in base a quello che mi chiedete. Tutte le settimane lo è, va bene, sapevamo che questa stagione sarebbe stata molto speciale per noi".

Il tecnico considera la partita un'opportunità per misurare i progressi della squadra, non un giudizio definitivo sul percorso. La sua attenzione resta concentrata sulla strada intrapresa e sulla necessità di continuare a lavorare secondo i principi consolidati. Dall'altra parte ci sarà però un'avversaria di altissimo livello: "Una partita importante, si arriva da una buona dinamica ma è un test solo per vedere dove possiamo arrivare. Inter la più forte in Italia: vedremo il nostro livello dopo".

Fabregas ha anche ricordato i precedenti contro i nerazzurri, nei quali il Como è arrivato più volte vicino a un risultato positivo senza riuscire a completare l'impresa. "Tre volte ci siamo andati vicino. Ma quando loro alzano il livello e l'asticella sono troppo forti". Nonostante questo, l'allenatore non vuole cambiare identità alla propria squadra: "Noi dobbiamo giocare il nostro calcio, fare le nostre cose, come abbiamo fatto finora. Senza nervosismo o pressione. Dopo la partita vedremo dove siamo".

Diao out e Chalobah non verrà rischiato

Le indicazioni più importanti per il Fantacampionato riguardano le condizioni degli indisponibili. Fabregas ha confermato che Diao non sarà a disposizione per la trasferta di Milano. Nessuna possibilità, quindi, di recuperare l'esterno offensivo per la sfida contro l'Inter.

Situazione diversa per Chalobah, che ha provato fino all'ultimo a tornare a disposizione. Il tecnico ha però escluso la possibilità di forzare il recupero, anche davanti a un eventuale impiego limitato: "Abbiamo provato fino ad oggi. Forzandolo potrebbe giocare 5-6 minuti ma non mi prendo il rischio". La gestione guarda già al prossimo appuntamento contro il Cagliari, dopo la sosta: "Ci sono due settimane per prepararlo per Cagliari. Mancano 38-40 partite se facciamo bene fino a fine stagione".

Una scelta di prudenza che conferma quanto il Como voglia gestire con attenzione le proprie risorse. L'assenza di Diao riduce le alternative nel reparto offensivo, mentre quella di Chalobah modifica le possibilità di scelta in difesa. Due situazioni da tenere distinte, senza anticipare valutazioni sulle formazioni che Fabregas deciderà di schierare.

Papaccioli, la storia del giovane che ha conquistato Fabregas

Uno dei passaggi più interessanti della conferenza riguarda Matteo Papaccioli. Il giovane attaccante sarà aggregato alla squadra per la trasferta, insieme a De Paoli, e rappresenta un esempio concreto dell'attenzione che Fabregas riserva al settore giovanile.

L'allenatore ha ricostruito la sua storia partendo da quando era alla guida del Como in Serie B. "Quando ho preso la squadra in B mi hanno detto che c'era un ragazzo in U16 che stava facendo molto bene". Da lì è iniziato un percorso di crescita che ha portato il giovane a lavorare sempre più vicino alla prima squadra. Tre anni fa, il club lo aveva già portato ad allenarsi a Mozzate, in una struttura con il terreno ancora in erba artificiale.

Fabregas ha apprezzato soprattutto le qualità caratteriali del ragazzo: "Ha avuto una grande crescita, ma lui è un martello. Molto dinamico, grandissima mentalità e grande voglia. Mi piacciono i giocatori così".

Il cammino non è stato però privo di ostacoli. Un infortunio importante ne ha rallentato la crescita e ne ha condizionato il percorso tra Under 17 e Primavera. Il ritorno è arrivato circa un mese e mezzo fa, con prestazioni che hanno convinto lo staff a concedergli una nuova opportunità.

Il tecnico ha spiegato anche come sia arrivata la decisione di coinvolgerlo nella trasferta europea. Dopo il 6-0, con la possibilità di concedere riposo a Douvikas, Fabregas ha scelto di affidare a Papaccioli il compito di occupare il ruolo di attaccante. "Non abbiamo l'attaccante? Ho fatto riposare Douvikas e ho chiesto a Papa a fare l'attaccante, come un pazzo a pressare, con tanta energia. Così l'abbiamo portato con noi".

Poi l'indicazione che racchiude il messaggio rivolto a tutti i giovani del Como: "Per questo dico sempre ai giovani di prendere tutte le occasioni per dimostrare quando sei qua". E ancora, ricordando ciò che ha chiesto al ragazzo prima di concedergli spazio: "Dimostra: fatti vedere".

Una storia che va oltre la semplice convocazione. Per Papaccioli, la trasferta di San Siro rappresenta un'altra occasione per stare a contatto con la prima squadra e continuare un percorso costruito attraverso il lavoro. Per il Como, invece, è la conferma di una linea che punta a valorizzare i giovani senza regalare opportunità: bisogna saperle conquistare.

Thuram e la forza dell'Inter: "Serve la partita perfetta"

Fabregas ha dedicato attenzione anche alla pericolosità degli attaccanti nerazzurri, soffermandosi in particolare su Marcus Thuram. L'assenza di Lautaro non cambia la valutazione del tecnico sulla qualità del reparto offensivo avversario. "Per loro è determinante perché un giocatore fantastico, si muove in maniera forte e veloce. Attacca dentro, viene a giocare, difende bene".

Il francese rappresenta un problema per qualsiasi difesa, soprattutto per la capacità di alternare movimenti in profondità e partecipazione alla manovra. Fabregas ha allargato il discorso anche ad altri grandi attaccanti, citando Lewandowski per spiegare quanto sia difficile limitare interpreti di questo livello: "Come fermi Lewandowski o Thuram? Non lo so, con una grande prestazione e aiuto magari".

La conclusione dell'allenatore è stata molto chiara: "Sono attaccanti top che ti trovano sempre situazioni. Ti fanno pensare tantissimo come difensore. Serve la partita perfetta".

Il reparto arretrato sarà quindi chiamato a una prova particolarmente impegnativa. Dall'altra parte, i giocatori offensivi dell'Inter mantengono un potenziale importante anche in una gara nella quale gli avversari cercheranno di limitare gli spazi.

Efficacia e dettagli: cosa può fare la differenza a San Siro

Un altro aspetto affrontato da Fabregas riguarda la capacità di trasformare le occasioni in gol. Il tecnico sa che contro una squadra come l'Inter non sarà possibile concedersi molti errori. I nerazzurri, infatti, possono trovare la rete anche senza costruire un numero elevato di opportunità.

Il Como dovrà quindi essere molto più concreto rispetto a quanto mostrato nelle altre sfide contro i campioni d'Italia. "Aiuta molto fare gol. Loro possono farlo in una o due occasioni. Dobbiamo essere efficaci almeno al 60% rispetto a quanto fatto a Lens. Ma tranquillità, per fare la nostra partita".

L'allenatore ha anche ripensato alla semifinale di Coppa Italia, ricordando quanto siano stati sottili i margini che hanno separato le due squadre. "La partita di ritorno a San Siro l'ho rivista e se Diao fa gol siamo noi in finale di Coppa Italia: è il dettaglio, loro sono troppo forti".

Un ragionamento che spiega bene l'approccio del tecnico: il Como non deve sentirsi inferiore, ma nemmeno dimenticare il valore dell'avversario. Anche il riferimento alla vittoria del Milan contro l'Inter è servito a ribadire quanto sia importante trovare la via della rete. "Ha sempre segnato e questo ti aiuta. Anche facendo due gol però ti dimostra la grande forza loro di saper reagire a livello offensivo. Ma se pensiamo solo a loro, diventa impossibile".

Arteta, la crescita di Fabregas e la fiducia nei giovani

La conferenza ha offerto anche uno spunto sul percorso personale di Fabregas, attraverso il riferimento a Mikel Arteta. Il tecnico del Como ha raccontato di averlo contattato quando il presidente Suwarso gli aveva proposto di prendere la squadra, ammettendo inizialmente alcuni dubbi sulla propria preparazione.

"Il giorno che Suwarso mi chiede di prendere la squadra l'ho chiamato e gli ho detto: 'Non so se sono pronto'". Arteta gli consigliò di cogliere l'opportunità, nonostante le incertezze. Un suggerimento che Fabregas considera ancora oggi importante, anche per il modo in cui l'allenatore dell'Arsenal ha saputo costruire il proprio progetto con pazienza.

Lo spagnolo ha poi riflettuto sulla propria evoluzione in questi due anni e mezzo, spiegando di sentirsi migliorato soprattutto nella preparazione delle partite e nella lettura delle situazioni. "Ovviamente mi sento molto più evoluto, ogni volta che giochiamo e in allenamento, giocare ogni 3 giorni mi ha cambiato la vita. Anche allo staff".

Ma il risultato di una singola partita non deve modificare le convinzioni di un allenatore. Fabregas ha voluto ribadire questo concetto anche parlando delle difficoltà attraversate dopo alcune sconfitte: "Dopo Frosinone, Roma e Feyenoord sembrava ci fossero dubbi, ma adesso vincendo sei partite non cambierà la mia opinione. Vogliamo arrivare ad essere una grande squadra. Con umiltà, piedi a terra ed equilibrio".

Infine, spazio alle convocazioni in Nazionale. Fabregas ha espresso soddisfazione per Mattia Liberali e sorpresa per la chiamata di Riccardo Cassano, sottolineando l'importanza di accompagnare i giovani senza sottoporli a pressioni eccessive. "Poi non vanno massacrati se non vanno", ha precisato, invitando a mantenere fiducia nei ragazzi anche quando i risultati non arrivano immediatamente.

Il messaggio vale anche per il Como: entusiasmo sì, ma senza perdere il senso delle proporzioni. La sfida con l'Inter arriva in un momento importante, ma non cambia il percorso. A San Siro serviranno coraggio, attenzione e concretezza. E per Papaccioli potrebbe esserci un'altra occasione per dimostrare quanto il lavoro svolto finora possa aprire le porte della prima squadra.

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