Tipi da asta #2: chi rilancia all’ultimo istante

Perché il “tre” del banditore non arriva mai. Soprattutto se c’è lui al tavolo…

di Nicolò Premoli, @NicoloPremoli

C’è chi non riesce proprio ad arrivare puntuale all’asta ritardando clamorosamente. Ma c’è anche chi, pur essendo magari arrivato in anticipo, pensa bene di rifarsi. E di farlo con modalità fastidiose almeno quanto il ronzio di una zanzara in una notte d’estate. Proprio lì a pochi centimetri dall’orecchio mentre il ventilatore fende l’aria. Tutti sono finalmente presenti, assiepati intorno ad un tavolo sempre troppo stretto. Arriva anche la prima chiamata attesa da giorni, settimane, mesi.

Handanovic, 1

Parte la corsa ai rilanci, con i primi dubbi che si concretizzano nei primi «lascio» dell’anno. Si arriva a somme importanti ed è allora che chi rilancia all’ultimo istante inizia la sua lenta opera di logorio.

Handanovic a Deportavo la Carogna per 60 crediti. 1,2 e…
Ah scusate, io dico 61 per Samir

Chi rilancia all’ultimo secondo pare spesso vivere in una dimensione parallela dove il tempo è dilatato. Proprio quando il banditore sta per pronunciare il fatidico “tre” si accorgerà di desiderare ardentemente quel giocatore. Proprio quando stavate per appuntarvi il suo nome sul foglio Excel o sul taccuino. Inutile dire che il fastidio accumulato da tutti i partecipanti tocca i livelli di guardia dopo i primi due portieri della lista. E chi rilancia al “tre” diventa il bersaglio numero uno di insulti e vendette trasversali su ottavi difensori e centrocampisti.

Eh ma non è possibile che chiami sempre all’ultimo. Datti una svegliata

No, non si darà mai una svegliata. Inutile sperarci. Magari non lo fa con cattiveria, forse in quei due secondi prima del “tre” si ferma a riflettere sui misteri del cosmo, alla carriera del giocatore e a tutte le statistiche annesse. Forse, più semplicemente, ha la testa da un’altra parte. Ma anche questa è un’altra storia…

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