Spese pazze: al calciomercato e non solo

Spese pazze: al calciomercato e non solo

Aprire il portafoglio fa male, anche quando i soldi sono solo immaginari

di Nicolò Premoli, @NicoloPremoli

Deve esserci qualcosa di diverso nell’aria di quest’estate. Lasciando da parte le ondate di calore battezzate con nomi sempre più epici il calciomercato italiano è sembrato in alcuni momenti tornare a risplendere come nei pazzi tempi andati quando anche per un terzo portiere c’era da sganciare qualche miliardo. Un mercato che torna a vivere di alcuni nomi altisonanti e che ha regalato ai bilanci delle grandi qualche «meno» importante…e che all’imminente asta del Fanta regalerà qualche meno anche sulla vostra calcolatrice.

Romagnoli? Costa (quasi) come di Nesta

Da quando a Milano tira aria d’Oriente i portafogli sono diventati improvvisamente più gonfi. Prima Thorir con Kondogbia, poi Mr. Bee con Bertolacci e Romagnoli: un centinaio di milioni di Euro per tre giocatori che hanno fatto interrogare tutti i bar italiani senza distinzione di latitudine. Uno dei quesiti più gettonati nella sponda milanista è: «Ma questo Romagnoli costa praticamente quanto Nesta: è buono almeno?». Buono sembra esserlo, forse forse però è costato un pochino troppo nonostante l’etichetta di «nuovo Nesta» e il 13 che porterà sulle spalle. Etichetta che potrebbe far lievitare il suo prezzo in sede d’asta costringendo qualche accanito scopritore di talenti a gettare sul banco anche il budget della prossima stagione. Per poi ritrovarsi un centrale difensivo che ha segnato 3 gol in 3 anni.

Tranquilli: almeno lui è arrivato (quasi) gratis
Tranquilli: almeno lui è arrivato (quasi) gratis

20 milioni per Bertolacci: la giusta somma?

Più o meno la stessa somma su un budget di 1000 fantamilioni che il fantacalcista medio avrebbe speso l’anno scorso per il centrocampista ex Genoa. Un giocatore onesto che nella stagione 2014/15 ha portato in dote un bottino di 6 reti. Anche per lui vale il ritornello di Romagnoli: «ma non sarà mica costato un po’ troppo?». Un po’ come quando all’asta iniziano a partire i nomi pesanti, come quel Mertens che l’anno passato ha fatto accendere mutui a mezza Italia fantacalcista. Salvo poi deludere tutte le aspettative di gloria, naturalmente.

«Chiamo Mertens ad 1». «156». «Tuo».
«Chiamo Mertens ad 1». «156». «Tuo».
Aprire il portafoglio fa male, non solo ai bilanci. Lo sa chi fa il Fantacalcio, lo sa chi vorrebbe sempre sforare quel limite di spesa imposto per ogni giocatore appuntato sul listone. Si fanno mille e più propositi all’inizio delle aste ma per quel pupillo non sempre è la razionalità a parlare. Basta sentire quel nome, quel giocatore e dopo un brivido freddo per il budget residuo che piange miseria si spara alto, altissimo. Poco importa se poi il sesto attaccante sarà un primavera che vedrà il campo solo al novantesimo dell’ultima giornata. Sotto sotto siamo tutti un po’ Mr. Bee: occhio però a non inciampare in uno Shaqiri qualunque.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy