La Psicologia dell’asta al Fantacalcio

Qual è la chiave che apre le porte del successo al Fantacalcio? I risultati dipendono, oltre che da un pizzico di fortuna, dalle decisioni che si prendono nell’arco della stagione, in particolare durante l’asta. Ecco quindi svelata la psicologia del Fantacalcio applicata all’asta: conoscerla aiuterà a sfruttarla a proprio vantaggio.

di Daniele Cravino

La natura umana non è cosi razionale come si pensa. Le nostre decisioni sono soggette a pregiudizi cognitivi, ossia a scorciatoie mentali illogiche che prendiamo in certe situazioni. Invece di basare le nostre scelte sulla logica e sulla legge della probabilità, ci facciamo spesso indirizzare dal nostro bagaglio emozionale e da come una determinata decisione ci fa sentire al momento di prenderla. Durante l’asta del fantacalcio questa tendenza può portarci ad allestire una rosa non vincente.

I TIPI DI PREGIUDIZIO COGNITIVO     

Il pregiudizio di conferma è la tendenza a cercare informazioni che corroborino le nostre convinzioni, a costo di non aprire la nostra mente ad alternative migliori. Si ricade spesso in questo tipo di pregiudizio quando, analizzando le statistiche dei giocatori nella fase pre asta, si finisce per ignorare quelle che non avvallano la strategia su cui si vuole puntare. Per esempio, l’assoluta convinzione che un certo difensore possa rivelarsi un buon acquisto perchè timbra sempre la sufficienza, mentre si ignora magari che quel giocatore viene ammonito (o espulso) molto regolarmente.

L’euristica della disponibilita’ è una scorciatoia mentale che ci porta gioco forza a giudicare una scelta sulla base della sua disponibilità. In altre parole, piu’ difficile risulta acquistare un determinato giocatore, più lo si avvalora. Due chiari esempi, durante l’asta, sono la sopravvalutazione dei giocatori più costosi e la sottovalutazione di quelli più economici, in quanto si percepisce che quelli più ambiti sono sempre necessariamente quelli migliori. Spesso non è cosí.

La fallacia dello scommettitore (o legge dei grandi numeri) assume che un certo evento avrà più probabilità di vericarsi sulla base che è occorso poco frequentemente nel passato (e viceversa). Questo pregiudizio potrebbe, per esempio, portare a scommettere ciecamente su Dzeko (reduce da un’annata alquanto deludente) e ad ignorare invece Higuain (autore di un campionato stellare), sulla base che entrambi non ripeteranno le prestazioni passate.

Leffetto dote spinge a sopravvalutare ciò che già si possiede o si  è posseduto in passato. L’articolo di Niccolo’ Premoli sui tipi da asta (https://www.fantamagazine.com/rubriche/l-altro-lato-del-fantacalcio/tipi-da-asta-4-quello-dei-pupilli/) ben esemplifica questa tipologia di pregiudizio, secondo la quale si è disposti a rovinarsi per giocatori che si considerano fedelissimi.

Il pensiero di gruppo è un fenomeno secondo il quale il singolo basa la sua scelta spinto dal desiderio di conformità con gli altri e di accettazione da parte del gruppo. Questo pregiudizio conduce spesso a decisioni illogiche e non razionali. Quante volte, per esempio, ci si convince del valore di un giocatore non sulla base di statistiche e logica, ma esclusivamente in base alle valutazioni dei fantamanagers con cui ci si confronta?

Il pregiudizio del presente conduce a focalizzarsi disproporzionatamente sugli eventi recenti, ignorando quelli passati. Il risultato in termini fantacalcistici è quello di valutare, per esempio, un attaccante o un centrocampista offensivo solo in base al numero di reti segnate durante le amichevoli estive, senza tenere in considerazione la sua prolificità nelle stagioni precedenti.

L’effetto certezza è la tendenza a prendere meno rischi quando si è convinti di avere ottime probabilità di successo. Per esempio, rinunciare ad investire su un potenziale talento fantacalcistico in quanto fiduciosi di aver già allestito una rosa super competitiva.

FANTAPILLS    

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  • Il fantacalcio è logica e studio, ma anche passione e istinto. Trovare il giusto compromesso tra ragione e sentimento è l’approccio vincente.
  • Le valutazioni condivise dalla maggioranza dei fantamanagers non sono necessariamente esatte. Spesso le strategie alternative possono essere vincenti, se supportate dalle statistiche, quindi vale la pena provare a pensare outside the box.
  • Le prestazioni passate non sono necessariamente una garanzia per quelle future, ma sono utili indicatori che minimizzano il rischio di acquisti deludenti.
  • Non rinunciare ai propri pupilli, ma con moderazione.
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