Spal, Castro e il riscatto: l’obbligo potrebbe cadere

A causa di un vuoto normativo, se Castro non verrà schierato nelle prime due giornate la Spal non sarebbe obbligata a riscattarlo

di Mauro Maccioni

Uno dei problemi principali di questa ripresa post-Covid è sempre stato quello dei contratti. Quelli in scadenza, ovviamente, ma anche i prestiti. Ci si chiedeva se i giocatori avrebbero visto un allungamento fino al termine della stagione, e la risposta è stata che ogni caso andava affrontato personalmente. Sembrava a posto la situazione dei prestiti con diritto o obbligo, ma la situazione Castro ha cambiato tutto.

VUOTO NORMATIVO

Castro è in prestito alla Spal dal Cagliari e, a fine anno, scatterà l’obbligo di riscatto. O, meglio, avrebbe dovuto esserci. L’accordo tra le parti prevedeva l’obbligatorietà del riscatto nel momento in cui il giocatore fosse sceso in campo almeno una volta dopo l’1 aprile e non oltre il 30 giugno, termine della stagione. Ma la stagione si è bloccata e alla ripresa saremo già a metà giugno. E per la fine si andrà ad agosto. A chi sostiene che semplicemente le date vadano traslate, lo studio legale Osborne Clarcke ha evidenziato un vuoto normativo che va a favore della Spal. Per semplificare il tutto: se i ferraresi non schiereranno Castro nelle due giornate di giugno, e quindi fino al 30 – data ultima per lo scatto dell’obbligo –, la Spal potrà decidere di non riscattarlo.

Questo è uno dei primi problemi che sono sorti sulla questione contratti, un nodo complesso da sciogliere. Quello che rimane è la sicurezza che, nel caso in cui la Spal decidesse di seguire questa linea, ne seguirà un contenzioso legale. E siamo solo all’inizio.

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