Samp, arriva di Francesco: come cambia la squadra

Samp, arriva di Francesco: come cambia la squadra

La Sampdoria ha ingaggiato il tecnico ex Sassuolo e Roma fino al 2022: vediamo le implicazioni tattiche basandoci sulla rosa attuale.

di Giuseppe Ronco
Samp, arriva di Francesco: come cambia la squadra

Ferrero ha scelto Eusebio Di Francesco per colmare il vuoto lasciato dal neo partente Giampaolo facendo firmare all’ex tecnico della Roma un contratto fino al 2022. Una piazza da rinnovare, il punto di partenza giusto per lasciarsi alle spalle gli ultimi mesi turbolenti alla Roma. Un’occasione importante, insomma, a poco più di un anno di distanza dall’impresa contro il Barcellona sulla panchina dei giallorossi.

Samp, arriva Di Francesco: modulo e identità tattica

Il modulo a cui il tecnico si affida è il 433, a cui è rimasto fedele anche nei primi periodi alla Roma. Durante la sua avventura capitolina, però, il neo tecnico doriano ha mostrato flessibilità e capacità di adattamento alla partita e agli interpreti. Dal 4231 volto a valorizzare le figure di Pastore e Zaniolo al 352 capace di dare ampiezza e un sostegno concreto a Dzeko. Insomma, un allenatore che ha saputo reinventarsi e adattarsi alle esigenze di squadra. Alla Doria troverà un gruppo affiatato e costruito sul 4312, motivo per cui l’ipotesi più plausibile è quella di una partenza proprio con il suo 433, riassettando eventualmente il solo tridente offensivo.

Le parole chiave sono rapidità di transizione offensiva, verticalizzazione, pressing alto e moltissimo movimento interlinea senza palla: fondamentali che, se ben oliati, possono mettere in difficoltà chiunque.

Samp, arriva Di Francesco: come cambia il reparto arretrato

Tra i pali ritroveremo Audero, portiere giovanissimo e cresciuto molto nel corso della passata stagione. Il quartetto che lo coadiuverà nell’impresa di difendere la porta blucerchiata sarà composto da Andersen e Colley al centro. Quando gli avversari pressano alti, le squadre di Di Francesco sono solite impostare la manovra da dietro, tentando di servire i movimenti a tagliare la difesa degli esterni del tridente. Entrambi i centrali doriani hanno buone doti di palleggio: dati OPTA, 88% di passaggi riusciti per il gambiano e 89% per il danese, con rispettivamente in media circa 46 e 56 scambi a partita. Sulle corsie laterali i terzini devono essere bravi a spingere, perché lo sviluppo laterale della manovra è un leitmotiv: Murru, dopo la stagione appena passata decisamente oltre le aspettative, è un buon candidato, mentre a destra il profilo di Berezinsky si alternerà con il nuovo acquisto Depaoli, più propositivo del polacco.

Samp, arriva Di Francesco: come cambia il centrocampo

Il reparto mediano è sicuramente quello più adatto alla filosofia del neo allenatore. Ekdal ha disputato una stagione di sostanza, e avrà come tirocinante il promettente Ronaldo Vieira, che potrà usufruire della fiducia che Di Francesco non ha mai lesinato ai giovani (si pensi ai vari Pellegrini e Zaniolo). Le mezzale sono perfette per i principi di calcio del mister: Praet, Jankto e Linetty assicurano qualità nel fraseggio, intensità nel pressing e ottime capacità di inserimento. Dovranno pressare sui difensori in modo compatto e ordinato in fase di non possesso, e alternare sovrapposizioni sulla fascia e inserimenti negli spazi aperti dal tridente offensivo.

Samp, arriva Di Francesco: come cambia l’attacco

Forse il reparto avanzato è quello che avrà più bisogno di rinforzi. Perché se Quagliarella ha dimostrato di poter segnare in ogni modo e rappresentare una certezza di rendimento come terminale centrale, la rosa doriana è languida di esterni veri e propri. I candidati principali, ad ora, restano Ramirez e Caprari, entrambi però “disabituati” a quel ruolo dall’impostazione data da Giampaolo. Il primo ha disputato una stagione da trequartista, il secondo da seconda punta. Starà adesso ad Eusebio capire se e come possono adattarsi ai nuovi principi di gioco. Sicuramente dal mercato dovrà arrivare qualcuno capace di offrire alternative sulla fascia d’attacco, laddove Gabbiadini è pronto a sopperire alle trentasei primavere di Quagliarella e Kownacki è dato ormai per partente. 

E forse proprio questa sarà la nuova, stimolante sfida di Di Francesco: riadattare un tridente impostato su un idea di calcio totalmente diversa, o adattare il suo calcio ad un reparto solido e consolidato.

 

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