Ritorno in campo, Ricciardi (OMS): “Diverse ipotesi di protocollo, nostra proposta è giocare campionato al Centro-Sud. La ripresa a maggio…”

Membro del Consiglio Esecutivo OMS, Walter Ricciardi ha fatto il punto della situazione su Radio Punto Nuovo.

di Mario Ruggiero, @MarioRuggi

Mentre si studiano diverse novità in vista della ripresa delle attività come quella di effettuare cinque cambi a partita (qui, l’idea) Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo Oms, consigliere del ministro Speranza per il Coronavirus e consulente Coni, intervistato dall’emittente Radio Punto Nuovo, ha fatto il punto della situazione su una possibile ripresa in tempi brevi.

LE DICHIARAZIONI DI WALTER RICCIARDI

Il gruppo di lavoro ha fatto un lavoro serio e rigoroso proponendo una serie di soluzioni. E’ chiaro che dobbiamo valutare lo scenario in due settimane, non vale la pensa guardare l’andamento giornaliero: perché servono due settimane per l’incubazione del virus. La situazione sta andando molto meglio in molte regioni italiane, ma non in tutte. In Lombardia c’è ancora uno scenario preoccupante, non si può dare un’indicazione generica per tutti. Ad inizio Maggio potremo dare dei suggerimenti guardando la situazione. Sarà ancora un mese interlocutorio. Ciò che suggeriremo è di avere provvedimenti diversi a seconda delle aree geografiche. Questo virus continuerà a circolare fino a quando non si troverà un vaccino e così come colpisce i cittadini, anche i calciatori e lo staff: bisogna tutelare tutti”.

Sul protocollo da adottare: “Ci sono diverse ipotesi, è sicuramente finalizzato alla fine del campionato a cui tutti tengono molto. C’è bisogno di due approcci: uno finalizzato alla conclusione del campionato, con una serie di misure che tendono a circoscrivere il virus. E’ un’ipotesi fortemente condizionata, ma ci sono squadre e squadre: non tutti possono permettersi i test, alloggi per tutti. quest’impegno economico è pesante. C’è sicuramente un minimo che viene richiesto a tutti: garantire la sicurezza. Come viene modulato è una scelta “politica” da parte della federazione. Non c’è dubbio che l’allenamento o il gioco di squadra che prevedere contatto fisico tra atleti è un evento che va considerato piuttosto pericoloso. Sistema chiuso? Sulla fattibilità dei sistemi di controllo, è da verificare, ma le proposte sono credibili e sostenibili. C’è un discorso geografico: l’Italia non è tutta uguale a livello di contagi. Al Centro-Sud non c’è stata quell’esplosione terribile del Nord. Ma la gente comunica, la gente viaggia, ma in alcune parti del Paese questo non si può ancora fare, ci sono paesi dove ci sono ancora 100 e più morti al giorno. Differenziare le aree per livello di rischio è giusto, stiamo proponendo di giocare al Centro-Sud, non ha senso vietare attività dove ci sono 0 casi come la Basilicata. La Campania ha reagito molto bene, tempestivamente, la popolazione ha compreso bene la situazione ed ha reagito in tempo, preoccupa un po’ di più la Puglia. La seconda e terza ondata possono risultare più pericolose della prima: non possiamo permetterlo”.

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