Il tecnico spagnolo dopo il successo al Maradona: “Il Napoli è uno squadrone, negli ultimi 15 minuti abbiamo dovuto difendere bassi. Baturina è un grandissimo giocatore, ma devo avere pazienza con i giovani”
Il Como passa al Maradona contro il Napoli e Cesc Fabregas si gode una vittoria di grande prestigio senza cambiare il tono con cui racconta il percorso della sua squadra. In conferenza stampa il tecnico spagnolo respinge l'idea di aver mandato un messaggio al campionato e insiste sulla distanza che ancora separa il Como dalle realtà abituate a competere ai massimi livelli.
Fabregas esalta soprattutto la risposta del gruppo. Per lunghi tratti i lariani hanno giocato la partita che volevano, mentre nel finale hanno dovuto cambiare atteggiamento e resistere alla pressione di un Napoli diventato ancora più offensivo grazie ai cambi.
Fabregas: “Ho visto 32 giocatori che sono eroi”
Alla domanda sul possibile segnale lanciato al campionato, Fabregas non si lascia trascinare dall'entusiasmo.Non cado in questa provocazione. Sono contento di ciò che ho visto: 32 giocatori che sono eroi. Io sono bagnato come una sauna ed è un merito incredibile per loro giocare con questo caldo».
Ciò che soddisfa maggiormente l'allenatore è la mentalità mostrata dal Como: «I ragazzi hanno avuto la mentalità giusta per andarsi a prendere la partita, la resilienza dei 15 minuti quando ti mettono De Bruyne, Neres, Alisson e Spinazzola».
Fabregas non ridimensiona il valore dell'avversario, anzi lo utilizza per spiegare la portata della prestazione: «Il Napoli è uno squadrone, dobbiamo continuare a migliorare e sappiamo dove vogliamo arrivare con umiltà e lavoro».
“Il Napoli oggi deve vincere, per noi non è ancora normale”
Il successo al Maradona non cambia le gerarchie nella lettura del tecnico. Il Como sta accelerando il proprio processo di crescita, ma per Fabregas non è ancora arrivato il momento di considerare normali risultati di questo tipo.Il Napoli, se oggi vince, è normale. Per noi ancora non lo è e dobbiamo continuare così. Loro 20-25 anni fa hanno iniziato a fare ciò che noi vorremmo fare».
Il progetto lariano, quindi, deve procedere senza saltare passaggi: «Un giorno sarà naturale anche per noi fare così, ma ci manca tantissimo per fare ciò che hanno fatto Napoli o Atalanta. Dobbiamo avere la prudenza e l'umiltà di voler lavorare per crescere».
Como in blocco basso nel finale: “Non mi piace, ma bisogna saperlo fare”
La partita ha mostrato anche un Como differente da quello abituato a cercare costantemente il controllo attraverso il pallone. Nei minuti conclusivi la pressione del Napoli ha costretto i lariani ad abbassarsi.Ci dobbiamo abituare al livello di quest'anno. Quarantacinque minuti top, dopo 15-20 minuti del secondo tempo bene, poi loro hanno cambiato e messo dentro tanta qualità».
Da quel momento è servita una partita diversa: «Negli ultimi 15 minuti blocco basso. Non mi piace essere lì, ma quando si alza il livello non puoi essere sempre felice e giocare in avanti».
Per Fabregas è una maturità che il Como aveva già iniziato ad acquisire nella passata stagione: «L'abbiamo capito già l'anno scorso, soprattutto dopo quella partita con il Milan in casa. Contro una squadra di grandissimi come il Napoli si può continuare a crescere».
Baturina convince Fabregas: “È cresciuto tantissimo”
Tra i singoli, Fabregas si è soffermato sulla prova di Martin Baturina, uno dei giovani sui quali il Como continua a investire.Martin è un grandissimo giocatore, è cresciuto tantissimo nella seconda parte della scorsa stagione. Ha fatto anche un grande Mondiale, è arrivato un po' più tardi degli altri ma si sta abituando».
Contro il Napoli la risposta è stata positiva: «Oggi ha fatto molto bene».
Il tecnico ha poi allargato il discorso alla costruzione della squadra, sottolineando la differenza anagrafica tra le due formazioni: «La nostra età media era di 24 anni, quella del Napoli di 29. Stiamo lottando contro squadre di campioni, noi siamo molto giovani».
Fabregas: “Non sono un allenatore che deve vincere, devo formare”
È proprio la giovane età della rosa a spiegare uno dei passaggi più interessanti della conferenza. Fabregas considera parte centrale del proprio lavoro la crescita individuale dei calciatori.Non sono un allenatore che deve vincere, sono un formatore, un educatore. Sono ragazzi e devo formarli».
Un percorso nel quale anche gli elementi arrivati più recentemente possono avere un ruolo importante: «Anche quelli che sono arrivati come Chalobah e Milla devono dare una mano allo spogliatoio».
La Champions può aspettare: “Domani penso al Genoa”
Inevitabile, dopo una vittoria a Napoli, una domanda sulle prospettive del Como e sull'approccio a un eventuale cammino in Champions League. Fabregas, però, preferisce riportare immediatamente l'attenzione sul presente.Non è il momento, manca una partita importantissima col Genoa. Ci saranno tante partite dove loro sono meglio di te, lo devi accettare: loro hanno l'80% di vincere la partita, noi il 20%».
Anche qui il tecnico torna sul concetto di crescita graduale: «Quando vai molto veloce nel processo, come noi che siamo 5-6 anni in avanti, qualcosa devi concedere. Questo è un processo passo dopo passo, anche se vogliamo sempre guardare avanti».
La vittoria del Maradona resta comunque un momento da assaporare. Senza trasformarlo, però, in qualcosa di più grande di ciò che rappresenta oggi: «La vita è fatta di piccoli momenti, oggi è un gran momento. Da domani pensiamo a venerdì».
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