Il tecnico giallorosso dopo la sconfitta a San Siro: "La strategia era quella giusta, ma potevamo attaccare meglio la profondità. Stulic bocciato? Assolutamente no. Camarda va lasciato tranquillo"

Il Lecce esce sconfitto 3-0 da San Siro contro il Milan e per Eusebio Di Francesco il risultato lascia indicazioni piuttosto chiare sul lavoro ancora da fare. La classifica continua a offrire una situazione positiva ai salentini, ma il tecnico non vuole che i punti conquistati finora nascondano i problemi emersi contro i rossoneri.

In conferenza stampa Di Francesco ha analizzato la prestazione, spiegato la sostituzione di Stulic e parlato anche di Camarda, tornato al Milan dopo il periodo trascorso a Lecce.

Di Francesco: "La classifica è buona, ma dobbiamo lavorare tantissimo"

Il tecnico parte proprio dalla differenza tra il dato della classifica e ciò che ha visto sul terreno di gioco.
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"Dal punto di vista della classifica, è buona. Dal punto di vista di quello che vedo dobbiamo lavorare tantissimo. Vedo ancora troppe distrazioni, momenti di black out e, specialmente contro il Milan, non te le puoi permettere".

Di Francesco non cerca quindi attenuanti nel risultato. Contro avversari di questo livello, gli errori vengono pagati immediatamente.

"La strategia era giusta, ma dovevamo attaccare di più la profondità"

Secondo l'allenatore del Lecce, il problema non è stato tanto nell'impostazione iniziale della gara quanto nell'esecuzione.

"La strategia era quella giusta. L'ho vista bene la partita con il Benfica. Hanno fatto una partita di attesa, il Milan è stato un po' sporco. Dal punto di vista tattico era simile a quella di oggi".

Di Francesco individua però ciò che è mancato alla sua squadra: "Analizziamo le qualità dei loro giocatori, cosa spendono loro e cosa spende il Lecce. Dal punto di vista delle nostre scelte potevamo fare meglio, e quello che mi è mancato è vedere un po' più di attacchi alla profondità, cosa che il Milan ha fatto oggi molto bene".

Poi l'autocritica: "Conferma il fatto che il calcio è fatto di verticalità. Questo giro non mi sento di essere autocritico".

Stulic sostituito: "Non è una bocciatura"

Tra le decisioni della partita c'è stata la sostituzione di Stulic, ma Di Francesco respinge l'idea di una bocciatura dell'attaccante.

"No, è una scelta. Volevo più attacco degli spazi. La sensazione che avevo è che davamo poca noia al Milan. Ed è qui che dobbiamo crescere, perché se non riusciamo a fare male a una squadra forte, il gol loro te lo fanno".

L'obiettivo del cambio era dunque modificare il modo di attaccare: "Ho scelto di togliere l'attaccante per avere un giovane che attacca di più la profondità, ma nella ripresa abbiamo dato un po' più di fastidio agli avversari".

Nessun problema particolare, invece, per Tiago Gabriel: "Su Tiago ne sapete più di me. Ha avuto questo problema qui, con il ragazzo che non era al 100% per affrontare la partita".

La sosta per correggere gli errori

Il Lecce avrà ora tempo per lavorare, anche se Di Francesco avrebbe preferito disputare un'amichevole durante la pausa.

"Le amichevoli le stiamo cercando ma è difficile perché stiamo là sotto. Ho chiesto alla società di poterle fare, almeno uno che possa essere indicativa".

Le assenze per le Nazionali ridurranno comunque il gruppo a disposizione: "Mancheranno altri giocatori, ne abbiamo 7-8 fuori, però devo dire che ho diversi giocatori per andare a lavorare e migliorare quegli aspetti dove commettiamo troppi errori".

Di Francesco su Camarda: "Al Milan lo lascerei tranquillo"

Nel post partita si è parlato anche di Francesco Camarda. Di Francesco, che lo ha allenato a Lecce, invita a non caricare di troppe aspettative un giocatore ancora molto giovane.

"Sono stato criticato l'anno scorso per averlo fatto giocare poco. Io credo che Francesco deve fare il suo percorso".

Il tecnico ribadisce la fiducia nelle qualità dell'attaccante: "C'è un allenatore qui che sceglie quanto farlo giocare, lo vede ogni giorno in allenamento. Parliamo di Milan, di livello alto, e in quel tempo che si ritaglierà farà del suo meglio".

La conclusione è un invito alla pazienza: "Ha i mezzi ma in questo momento lo lascerei tranquillo per farlo crescere".

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