Il tecnico dei lariani dopo la sconfitta: "Abbiamo avuto quattro grandi occasioni per gol, Palmisani ha parato tanto. Il Frosinone ha fatto una grande partita con le proprie armi"

Il Como cade contro il Frosinone e Cesc Fabregas non nasconde la delusione per una partita nella quale la sua squadra ha costruito diverse opportunità senza riuscire a concretizzarle. Il tecnico spagnolo riconosce i meriti degli avversari, ma individua anche ciò che non ha funzionato nella prestazione dei suoi.

In conferenza stampa Fabregas ha analizzato soprattutto le occasioni sprecate, l'approccio alla gara e alcune scelte tattiche, compreso l'impiego di Nico Paz in una posizione più arretrata.

Fabregas: "Se avessimo vinto 4-1 non sarebbe stata una sorpresa"

L'allenatore del Como parte dalla quantità di occasioni prodotte dalla sua squadra, assumendosi però la responsabilità di non essere riuscito a preparare sufficientemente bene i suoi alle caratteristiche del Frosinone.
cesc fabregas como

"Penso che nel pre gara ho spiegato bene cosa sia il Frosinone, evidentemente non sono stato bravo a spiegarlo e farlo recepire alla squadra. Oggi se vincevamo 1-4 non sarebbe stata una sorpresa perché Palmisani ha parato tanto".

Fabregas non nasconde comunque alcuni problemi nella gestione della partita: "Non abbiamo avuto un grande controllo, abbiamo avuto quattro grandi occasioni per gol. Quando si perde bisogna arrabbiarsi e analizzare, però il Frosinone ha fatto la gara che voleva fare e noi non siamo stati all'altezza".

Poi il riconoscimento agli avversari: "Non posso ammazzare i miei giocatori per i gol mangiati. Bravo il Frosinone a farci male con le loro carte, dobbiamo migliorare sicuramente".

Nico Paz regista, Fabregas spiega la scelta

Una delle novità tattiche ha riguardato Nico Paz, utilizzato in una posizione più bassa rispetto a quella nella quale viene solitamente impiegato.

"Non sono d'accordo. Ho provato e analizzato, il miglior Nico è più avanti. Lo conosco da quando aveva 15 anni, io sono il primo a cui piace imparare ma lo conosco bene e sono convinto che lì non si esprime al meglio".

Un esperimento, dunque, che non modifica la convinzione dell'allenatore sulla collocazione ideale dell'argentino, considerato più incisivo quando può agire vicino alla porta avversaria.

Como e Frosinone appaiate, Fabregas frena i giudizi

Con entrambe le squadre a quota dieci punti, a Fabregas è stato chiesto se il risultato possa ridimensionare il Como o, al contrario, certificare il valore del Frosinone. Il tecnico ritiene però prematuro trarre conclusioni dopo appena cinque giornate.

"Stiamo parlando dopo cinque partite, ad oggi serve a poco questo. Le gare sono 38 e alla fine si faranno i conti. Oggi bisogna parlare di un grande Frosinone perché se lo meritano".

Fabregas ha ricordato anche il lungo periodo trascorso senza sconfitte: "Oggi è la prima partita in cinque mesi e l'ultima era in semifinale di Coppa Italia contro l'Inter. Capisco la domanda ma resto equilibrato".

Quindi un altro elogio netto agli avversari: "Oggi grande capolavoro del Frosinone".

L'aggressività del Frosinone non era una sorpresa

Fabregas si aspettava una squadra pronta ad aggredire fin dai primi minuti e proprio per questo non cerca giustificazioni nell'atteggiamento degli avversari.

"Era chiarissimo cosa voleva fare il Frosinone, noi lo sapevamo e non siamo stati capaci di fermarli. Potevamo anche vincere perché loro comunque concedono. Chi è cinico vince la partita".

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