Milan, il rilancio della panchina: Leao, Paquetà e Bonaventura fanno all in

Il portoghese e il brasiliano cercano di convincere la società a puntare su di loro, mentre Bonaventura è ormai a un passo dall’addio

di Mauro Maccioni

Nuova stagione, nuovo ricambio generazionale. Questa è la storia del Milan da qualche anno a questa parte e, la prossima estate, il copione non cambierà. Oltre a pochi, pochissimi pilastri, tutti gli altri sono sacrificabili, e in particolare chi non è mai riuscito a imporsi ed è finito ai margini, come Leao, Paquetà e Bonaventura. I tre stanno affrontando situazioni diverse ma condividono lo stesso desiderio: fare bene per ripartire.

LEAO DEVE DIMOSTRARE DI ESSERE CRESCIUTO

Il primo dei tre nomi è quello di Rafael Leao, il “ragazzino” portoghese che tanto aveva incantato i tifosi ad inizio stagione. Sembrava un giocatore che, nonostante i 20 anni, fosse in grado di offrire anche una buona dose di affidabilità, oltre che le sue peculiari accelerazioni e cambi di passo. Ma, dopo un inizio scoppiettante, Leao sparisce. Dai titolari, prima, dalla bocca dei tifosi, poi. Alla società e a Pioli piace molto e Leao, nonostante spesso non rientri negli 11 iniziali, è subentrato a partita in corso con il compito di spaccare le difese con la sua esplosività. Ma troppe volte è apparso spento, quasi svogliato. Ora, dopo la pausa forzata, il Milan lo controlla con attenzione e Leao, se vuole continuare ad essere al centro del nuovo progetto, deve dimostrare chiaramente di non essere un fuoco di paglia. Le qualità ci sono, ora Leao deve fare l’accelerata finale. Magari segnando.

CENTROCAMPO

La situazione di Paquetà e Bonaventura è leggermente diversa. Entrambi, per ragioni diverse e con modalità altrettanto differenti, sono sul piede di partenza. Il primo, dopo essere stato un intoccabile di Gattuso, è finito quasi fuori rosa. Paquetà è cercato  con insistenza dalla Fiorentina e il brasiliano, deluso dalla sua avventura rossonera, vuole fare bene nell’ultima parte di stagione per non vedersi svalutato. O, non è da escludere, rimanere come colonna del futuro del diavolo. Anche Bonaventura è vicino all’addio, sponda Roma, che lo acquisirà a zero. Di rinnovo con i rossoneri non si è nemmeno parlato, e il centrocampista è pronto alla sua nuova avventura. Anche per lui discorso analogo: questi due mesi serviranno per dimostrare di non essere un giocatore finito. Su di lui gli occhi di tutti: dei suoi tifosi, del Milan, e anche della Roma, che sicuramente vorrà assicurarsi delle sue condizioni.

Insomma, questi due mesi a ritmi forzati vedranno rispolverare il lustro delle panchine e, per chi non è mai stato centrale, si tratta di un’occasione d’oro. Ognuno ha i suoi motivi e la propria visione, ma quello che è certo è che tutti vogliono fare bene. E il Milan, forse, potrà finalmente contare su un panchina affidabile.

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