Il tecnico giallorosso presenta la sfida contro i bianconeri: "Tutto è possibile nel calcio. Pierotti resterà fuori almeno un mese e mezzo, Gandelman non è un esterno. Dobbiamo mantenere l'attenzione vista a Udine"

Il Lecce si prepara ad affrontare la Juventus davanti al proprio pubblico, in una partita che Eusebio Di Francesco vuole giocare con personalità e senza timori. Nella conferenza stampa della vigilia, l'allenatore giallorosso ha chiesto coraggio alla squadra, sottolineando l'importanza dell'atteggiamento e della concentrazione contro un avversario ricco di qualità.

Tra i temi affrontati anche l'infortunio di Pierotti, le possibili alternative sulle fasce, le scelte a centrocampo e le soluzioni tattiche studiate per mettere in difficoltà la formazione allenata da Luciano Spalletti.

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Di Francesco: "Tutto è possibile, dobbiamo trascinare il nostro pubblico"

Il tecnico salentino non considera proibitiva la sfida contro la Juventus, pur riconoscendo il valore dell'avversario.

"Tutto è possibile nel calcio, la Juve viene da un periodo in cui non ha vinto tantissimo ma ha giocatori di qualità. Bisogna mantenere il livello di attenzione visto a Udine in entrambe le fasi".

Di Francesco si aspetta anche una risposta importante dagli spalti del Via del Mare.

"Noi giochiamo per dare soddisfazioni al nostro pubblico, che domani sarà numeroso. Dobbiamo essere bravi a trascinarli attraverso determinati tipi di prestazioni".

L'obiettivo è riproporre l'attenzione mostrata nell'ultima trasferta, cercando di accompagnarla con maggiore iniziativa nei momenti favorevoli della gara.

Pierotti fuori almeno un mese e mezzo: le alternative sulle fasce

Una delle principali difficoltà riguarda l'assenza di Pierotti, che costringerà Di Francesco a rivedere le proprie scelte offensive.

"Mi dispiace perdere Pierotti, almeno un mese e mezzo starà fuori, ci saranno tempi da rispettare. In quel ruolo per sostituirlo magari non in partenza dovrò fare valutazioni".

Il tecnico ha escluso che Gandelman rappresenti una soluzione naturale per la fascia, indicando invece altre possibilità.

"Gandelman si sta allenando con continuità, la sua caratteristica non è giocare sull'esterno. Geubbels e Esteban possono coprire la fascia, lo stesso Fatah può giocare a destra".

Le scelte dipenderanno anche dalle indicazioni arrivate durante la settimana. Di Francesco ha insistito soprattutto sull'umiltà, un aspetto che considera indispensabile per mantenere alta la competitività del gruppo.

"Dopo Udine ho parlato di umiltà. Si deve partire da qui. Bisogna essere umili nel lavoro e coi propri compagni. Appena vedo un calo da questo punto di vista sei out".

Le scelte a centrocampo: "Kaba è l'alter ego di Coulibaly"

A centrocampo Di Francesco sembra intenzionato a confermare l'assetto utilizzato nella parte conclusiva della partita di Udine.

"Kaba è l'alter ego di Coulibaly. Ho visto in crescita Gorter, deve acquisire maggior sicurezza. Fortunatamente abbiamo tanti centrocampisti, anche Fofana e Gandelman".

L'allenatore ha poi aggiunto: "Dall'inizio credo che confermerò il terzetto che ha finito la partita a Udine. Voglio tenere la squadra viva, riguardo tutti gli elementi a disposizione".

Non mancano dunque le alternative, ma l'intenzione è dare continuità alle risposte positive ricevute nell'ultimo impegno.

Di Francesco su Spalletti: "La Juventus è camaleontica"

La preparazione della partita ha riguardato anche la possibilità di modificare il sistema di gioco durante i novanta minuti.

"Sì, in settimana ho alternato due squadre che giocavano con due sistemi diversi. Abbiamo provato soluzioni perché a partita in corso possono capitare determinate situazioni, il modulo lo fanno le caratteristiche dei calciatori".

Di Francesco ha quindi spiegato come la scelta dell'assetto debba essere legata agli interpreti: "Il 4-3-3 si fa con due esterni offensivi, le caratteristiche le fanno gli elementi. La stessa Juventus è camaleontica. Spalletti per me è un ottimo allenatore, di altissimo livello".

Il tecnico del Lecce ha studiato soprattutto i movimenti degli attaccanti bianconeri.

"Woltemade mi è piaciuto contro il Rennes, sa venire incontro e legare il gioco, Kolo Muani sa attaccare bene gli spazi. Abbiamo lavorato sulle situazioni di gioco che creano tantissimo".

Particolare attenzione sarà necessaria quando la Juventus riuscirà a portare il pallone negli ultimi metri: "Sono fra le prime per tocchi nell'ultimo terzo offensivo, noi dobbiamo avere grande attenzione quando arriveranno lì".

Il valore del gruppo e la crescita di N'Dri

Di Francesco ha dedicato un passaggio anche al lavoro quotidiano dei giocatori che trovano meno spazio.

"La differenza sta nell'allenare chi gioca meno, io sono felice di poter utilizzare i ragazzi che ho a disposizione. Tutti si sono sempre allenati al meglio, merito loro e del mio staff".

L'allenatore ha citato N'Dri come esempio di crescita all'interno della rosa.

"Prendiamo N'Dri, che lo scorso anno non ha quasi mai giocato da titolare. Ma c'è sempre una maturità e una crescita nei calciatori. Lo scorso anno cambiavo molto meno".

Quanto a Geubbels, Di Francesco ha preferito sottolineare il ruolo dei compagni nel favorirne l'inserimento: "La formazione la fanno i compagni di squadra, la predisposizione nel gioco di squadra".

"Il coraggio va messo in campo, non basta parlarne"

Il messaggio più significativo della conferenza riguarda l'atteggiamento che Di Francesco pretende dai suoi giocatori contro una squadra costruita per competere ad alti livelli.

"C'è un approccio diverso a queste gare, ci abbiamo lavorato tanto. Voglio vedere coraggio e sana incoscienza in certi momenti della gara, ma dirlo non basta. Le cose vanno fatte. Il coraggio va messo in campo".

Un concetto che si lega anche alla spinta del pubblico, sulla quale il tecnico conta particolarmente.

"Mi auguro che ci sia grande spinta da parte dei nostri tifosi".

Contro la Juventus, dunque, il Lecce dovrà trovare il giusto equilibrio tra attenzione difensiva e capacità di proporsi in avanti. Di Francesco ha preparato più soluzioni tattiche, ma il punto sul quale non intende transigere è l'atteggiamento: la squadra dovrà mostrare sul campo quel coraggio richiesto alla vigilia.

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