Il tecnico giallorosso dopo il pesante 5-0: "Il Frosinone è stato più cattivo, abbiamo perso troppi duelli. Il rigore per me non c'era, ma non è una giustificazione". Poi l'analisi delle assenze e delle scelte tattiche.
Una sconfitta pesantissima per il Lecce, travolto 5-0 dal Frosinone. Al termine della partita, Eusebio Di Francesco non cerca alibi e punta il dito soprattutto contro l'atteggiamento dei suoi giocatori. Più del risultato, a preoccupare l'allenatore giallorosso è la facilità con cui la squadra ha smesso di reagire alle difficoltà, perdendo compattezza e lucidità.
In conferenza stampa il tecnico ha riconosciuto i meriti degli avversari, contestando però la decisione arbitrale sul rigore e soffermandosi sulle difficoltà emerse nei duelli individuali.
Di Francesco: "Il Frosinone ha fatto una grande partita, noi siamo usciti troppo presto"
"Abbiamo impattato bene sulla gara ma questo non giustifica il resto. Il Frosinone ha fatto una grande partita ma noi siamo usciti troppo facilmente dalla gara favorendo l'errore come succede spesso".
Il problema principale, secondo Di Francesco, è stato mentale prima ancora che tattico.
"La tenuta mentale della squadra oggi ci ha fatto perdere i duelli e il match, compreso il quinto gol che mi ha dato enormemente fastidio perché dimostra che siamo usciti dalla gara".
Il tecnico ha poi commentato l'episodio del calcio di rigore:
"Per me non era rigore, ne danno alcuni leggerissimi e non ne danno altri netti. Questo non giustifica nulla perché il Frosinone è stato più cattivo in campo e quando è così la porti a casa".
"Abbiamo perso troppi duelli. Non serve parlare di sistemi"
Le numerose assenze hanno condizionato le scelte di formazione, ma Di Francesco non intende utilizzarle come spiegazione sufficiente per una prestazione tanto negativa."C'erano tanti infortuni, N'Dri è entrato in campo senza allenarsi. Tante cose hanno inciso sulle mie scelte. Avrei voluto mettere più qualità ma non è stato così".
A sorprendere l'allenatore è stata soprattutto la difficoltà nei confronti fisici.
"Abbiamo perso duelli aerei nonostante siamo tra le squadre più alte e questo dimostra la cattiveria che ha messo il Frosinone. Siamo usciti troppo facilmente di testa dal match, se dobbiamo raggiungere l'obiettivo bisogna cambiare atteggiamento. Non serve parlare di sistemi, bisogna ragionare sui duelli".
Di Francesco riconosce i meriti del Frosinone: "Voglio ritrovare solidità mentale"
Il Lecce aveva preparato la partita cercando di limitare la profondità degli avversari attraverso il lavoro preventivo dei tre difensori. Il piano, però, non è bastato."Non gli volevamo dare profondità con le preventive con i tre difensori ma la qualità poi fa la differenza. Abbiamo avuto diverse occasioni e dovevamo fare meglio".
Di Francesco torna quindi sulla necessità di mantenere la concentrazione anche quando la partita prende una direzione sfavorevole.
"Voglio ritrovare solidità mentale all'interno della partita. Mi sono arrabbiato sul quinto gol perché ho visto una squadra che ha staccato".
Le assenze e il risultato: "Se prendi cinque gol, certi errori non vanno commessi"
Il tecnico ammette che la profondità della rosa rappresenta un limite quando si accumulano indisponibilità."Non siamo una squadra che si può permettere tante assenze ma era un'opportunità per tanti altri che andava colta. Farò le mie scelte. Mi piace avere una squadra che tira qualcosa in più nelle difficoltà".
Quanto alle dimensioni della sconfitta, Di Francesco non cerca attenuanti:
"Ci poteva stare un risultato diverso ma merito agli altri e demerito nostro. Se prendi 5 gol vuol dire che determinati errori non vanno commessi".
Possibile cambio di modulo? "Valuterò tutte le situazioni"
Tra gli argomenti affrontati anche l'eventualità di schierare due attaccanti e modificare l'assetto offensivo."Io prendo tutto in considerazione, nella ripresa giocavamo con Monteiro e Stulic ma ci sono squadre che hanno degli equilibri e possono giocarsi le gare in un determinato modo, noi non so se abbiamo questa forza. Valuterò tutte le situazioni".
Infine, una riflessione sulla precarietà del mestiere di allenatore e sulla frequenza degli esoneri nel calcio italiano:
"Non lo so ma fa parte del giochino. Quando si fa questo lavoro siamo consapevoli di questo, a volte il cambiamento può giovare. A volte ci sono demeriti degli allenatori, altre volte si parla di progetto ma in realtà dura poco".
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