Juventus, Pirlo a tutto tondo: “Cristiano Ronaldo è un esempio. Mercato? Giovani e di grande qualità”

L’allenatore bianconero si è confessato al sito della Uefa.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

Nelle vesti di allenatore lo si conosce ancora poco, ma Andrea Pirlo non perde occasione per lasciare indizi importanti sulla mentalità e il credo calcistico che lo ispirano nella guida tecnica della sua Juventus. E stavolta la possibilità di farlo gli è stata offerta dalla Uefa, che ha da poco pubblicato la sua intervista sul proprio sito ufficiale.

LE DICHIARAZIONI DI PIRLO

Sulla decisione di diventare allenatore: “Negli anni in cui sono stato fermo ho iniziato a studiare e ho visto che questa era una passione che cresceva giorno dopo giorno. È stato automatico il passo di diventare allenatore”.

Sui senatori bianconeri suoi ex compagni: “È una bella sensazione. Li ho trovati molto disponibili, forse per loro non è stato facile all’inizio vedermi come allenatore, ma nel giro di pochissime ore hanno capito quale fosse il mio ruolo rispetto a quello in cui mi vedevano prima, ed è stato subito facile cambiare questo atteggiamento. Mi possono aiutare molto perché sanno cosa vuol dire giocare alla Juve, cosa vuol dire vincere e anche aver lavorato con me negli anni in cui abbiamo giocato insieme. Sanno lo spirito che voglio portare a questa squadra, saranno di grande aiuto nella stagione”.

Sul maggiore stress tra campo e panchina: “Sicuramente ce n’è di più in panchina, perché sul campo comandavo io, ero io a decidere cosa fare con la palla, mentre in panchina posso dirigere ma sono gli altri che interpretano il ruolo e giocano le partite, per cui è un po’ più difficile. Quando giocavo, avevo un certo tipo di gioco che permetteva di dare certe situazioni e decidere certe situazioni in campo, mentre adesso lo devo fare da solo fuori dal rettangolo verde”.

Sul mercato: “Sono dei giocatori giovani e di grande qualità, che hanno grosse prospettive di miglioramento. Quando finisce un ciclo di certi giocatori, è giusto ripartire con gente giovane. Noi fortunatamente siamo riusciti ad acquistare questi ragazzi e con il tempo speriamo possano crescere e diventare grandi campioni come quelli di qualche anno fa”.

Su Cristiano Ronaldo: “Sono molto contento di avere a disposizione il simbolo del calcio mondiale. Averlo tutti i giorni a disposizione, vederlo allenare e poi giocare fa enormemente piacere a me e a tutta la squadra. Uno che lavora a 35 anni come un ragazzino e ha ancora la stessa passione tutti i giorni per giocare a calcio è un esempio per tutti”.

Sulla Champions League: “Quando giochi in Champions le squadre sono tutte forti. Oggi non esiste più la squadra materasso, per cui bisognerà cercare di affrontare tutte le squadre con la massima attenzione e con il massimo entusiasmo, perché non si può sbagliare. È molto dura e dipende molto dai momenti, soprattutto dopo la sosta invernale. Il periodo più difficile è sempre stato quello di marzo, quando le squadre non hanno ancora trovato il ritmo dopo la preparazione, mentre altre sono già più rodate. Quello è il periodo più difficile. Lì devi essere anche un po’ fortunato e avere un sorteggio più abbordabile. Se ti trovi con la squadra non al meglio, rischi di perdere tutta la stagione”.

Sulla propria idea di calcio: “L’obiettivo è quello di proporre sempre un calcio offensivo, di avere padronanza del gioco e andare in ogni stadio a imporre il nostro gioco. Questo è l’obiettivo, che si giochi al Bernabeu o in un altro stadio è lo stesso, per noi non deve cambiare niente”.

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