Giampaolo si prende il Diavolo: come cambia il Milan

Giampaolo si prende il Diavolo: come cambia il Milan

L’ex allenatore della Sampdoria è il nuovo tecnico rossonero: vediamo insieme come cambierà l’assetto tattico e chi è più adatto ai ruoli del nuovo condottiero milanista.

di Giuseppe Ronco
Giampaolo si prende il Diavolo: come cambia il Milan

Marco Giampaolo è il nuovo allenatore del Milan: lo ha comunicato ieri il club con una nota ufficiale. Contratto di due anni con possibilità di rinnovo per il terzo e stipendio da due milioni a stagione per il cinquantunenne di Bellinzona ma dalle radici abruzzesi. Non uno qualsiasi, perché negli ultimi quattro anni l’ex allenatore della Sampdoria ha visto una splendida parabola ascendente: prima all’Empoli, dove ha raccolto il seminato di Sarri, e poi gli anni a Genova, in cui ha rinnovato e trasformato la squadra dandole un’identità ben precisa. Identità che si manifesta appieno nel 4312 interpretato secondo i ben chiari principi del mister: verticalità, possesso e una costruzione di gioco costantemente propositiva in cui tanto passa dai piedi del trequartista, per lui fondamentale. Ed è lecito chiedersi, con tutti i se del caso e con un mercato che deve ancora entrare nel vivo, come il nuovo allenatore dei rossoneri imposterà la squadra.

Il Milan di Giampaolo: modulo e interpreti

Si parte da una certezza, il modulo: 4312, decisamente improntato ad uno sviluppo più verticale che laterale della manovra e per cui la rosa rossonera sembra più portata.

In difesa la situazione non subirà drastiche modifiche: tra i pali, qualora dovesse restare, Donnarumma è praticamente certo del posto. Davanti a lui Romagnoli coadiuvato da uno tra Caldara e Musacchio, a sinistra Ricardo Rodriguez a presidiare la fascia e a destra Conti e Calabria a contendersi un posto. Non è da dimenticare Laxalt, pronto a dare il cambio allo svizzero sulla corsia mancina e che potrebbe, per intensità e facilità di corsa, accumulare minuti importanti.

A centrocampo Biglia in cabina di regia, con Bakayoko che quasi certamente non verrà riscattato. Ai suoi lati, i più quotati sono Kessie e Calhanoglu: corsa e fisicità dal primo, tecnica e visione dal secondo, formerebbero un connubio perfetto nel reparto fondamentale del campo. Occhio a Krunic, primo colpo del mercato rossonero e autore di una stagione più che egregia all’Empoli, che per caratteristiche si pone come un giusto mix tra il dinamismo dell‘ivoriano, dato tra l’altro per partente, e la tecnica del turco. Molto più indietro Bertolacci e Jose Mauri, che potrebbero fornire un ricambio rispettivamente come mezzala e come regista davanti alla difesa, ma con i due giocatori che molto probabilmente saranno svincolati.

In attacco troviamo il ruolo principe della mentalità di calcio di Giampaolo, quello di trequartista. Ed è forse anche il ruolo in cui ci sono più dubbi: perché se da un lato Paquetà ha nelle sue corde tutte le caratteristiche del fantasista, dall’altro c’è da ricollocare Suso. L’attaccante ex-Genoa, infatti, in un modulo e sistema di gioco che non prevede esterni d’attacco, dovrebbe in ogni caso reinventarsi: o come seconda punta, accanto a Piatek, o proprio come trequartista, magari alternandosi con Paquetà riproducendo il binomio Saponara-Ramirez che abbiamo visto nella scorsa stagione alla Sampdoria. Dubbio che scioglieremo soltanto più in là, soprattutto in ottica mercato, con lo spagnolo che proprio per ragioni di collocamento tattico potrebbe essere tra i sacrificati della sessione estiva. Altro dubbio è quello della seconda punta: Piatek sicuro del posto, i candidati per fargli da partner sono molti e bisognerà capire anche se arriverà qualcuno dal mercato, soprattutto considerata l’insistenza delle voci su Schick. Sicuramente, il rientro di Andrè Silva dal prestito al Siviglia (9 reti per lui in 27 presenze) aggiunge un candidato con cui Cutrone dovrà competere per una maglia dal primo, a patto ovviamente che resti.

Uno scenario quindi delineato nelle sue linee più grossolane, ma con tutti i dettagli ancora da rifinire. Una cosa, però, è certa: l’ambiente ha accolto con entusiasmo il nuovo Milan targato Giampaolo. 

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