Fiorentina, Prandelli: “Ribery può risolvere le partite, Koaumé è una seconda punta”

Il neo-tecnico viola si è presentato in conferenza stampa.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

La nuova vita di Cesare Prandelli sulla panchina della Fiorentina è ufficialmente iniziata ieri sera. E mentre si inseguono le teorie su come giocherà la sua Viola, il neo-tecnico si è già presentato alla stampa, rilasciando alcune importanti dichiarazioni in ottica Fantacalcio.

LE DICHIARAZIONI DI PRANDELLI

Sull’esonerato Iachini: “Mi piace parlare molto dell’aspetto umano. Ho incontrato Iachini e ci siamo abbracciato, io ero imbarazzato. Ho trovato la società molto coesa, bisogna fare un lavoro di squadra”.

Sull’aneddoto di Preziosi: “Stanotte ho dormito poco. Non pensavo di essere un papabile. Una settimana fa ho ricevuto una telefonata e la voglio raccontare, perché mi ha commosso. Mi ha chiamato Preziosi, a mezzanotte. Mi ha detto ‘Mister, sei pronto? Ho parlato benissimo di te’. Io gli ho detto: ‘Ma la squadra?’. E lui: ‘La Fiorentina’. Non lo sapevo neanche”.

Sulla Fiorentina: “È la mia squadra, l’ho sempre amata. Mi ha dato tanto e mi auguro di poter dare tanto in questi mesi. Sono l’unico allenatore che ha poi fatto l’abbonamento per due anni”.

Sulla formazione: “Qualche idea ce l’ho, ma prima mi voglio confrontare con i giocatori. Devono essere i primi a essere sicuri di eventuali cambi”.

Su Kouamé: “Non è una punta di riferimento come situazioni di gioco, ma può essere una seconda punta come ripartenze e profondità”.

Su Amrabat: “Bisogna vedere cosa deve fare un regista e cosa si intende per regista. Se un regista è quello che sta fermo e detta solo i tempi di gioco, non è Amrabat. Lui ha delle qualità straordinarie e può giocare anche davanti alla difesa, ma con caratteristiche diverse. Amrabat ha un motore molto forte”.

Sulla scelta di ritornare: “Chi me l’ha fatto fare? Il cuore, l’istinto. Tanti tifosi per strada mi fermavano e mi dicevano: ‘Torna, torna’. Io non sarei mai andato via. La società ora è ambiziosa, ora vuole fare una grande squadra. C’è una grande sfida che mi aspetta, so che non sarò mai solo in questo percorso. Commisso e Barone sono due persone di una sensibilità straordinaria”

Sull’obiettivo: “Il mio sogno è quello di proporre una squadra coraggiosa e molto propositiva, una squadra che si gioca la partita. Ho solo un sogno tecnico, non di obiettivi o risultato. Questa potenzialmente è una buona squadra”.

Su Ribery: “Non lo vedo dalla serata contro il Bayern Monaco in Champions League, da quel furto clamoroso che ci hanno fatto. Gli dirò che è un mariuolo (furfante, ndr). Ribery è un valore aggiunto, è un campione, è meraviglioso. Vogliamo anche che possa prendere meno calci. Franck può risolvere la partita in qualsiasi momento con una giocata, ma non possiamo cercare solo Ribery”.

Sulla difesa: “Dobbiamo chiarire che quando si parla di un sistema di gioco, si parla della disposizione in fase difensiva. Poi bisogna capire i movimenti offensivi, gli inserimenti e tutto il resto. Io voglio capire se i giocatori sono predisposti. Giocando a tre o a cinque, il 90% delle squadre se passa in svantaggio toglie un centrale e si mette a quattro. La squadra quindi deve essere preparata per tutti i sistemi di gioco”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy