Fiorentina, Iachini: “Chiesa gioca al 90%. Ribery è in dubbio”

Il tecnico viola ha presentato alla stampa l’anticipo casalingo contro la Sampdoria.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

Il weekend calcistico della terza giornata di Serie A prende il via domani sera, con la Fiorentina che ospiterà al Franchi la Sampdoria di Ranieri. Diversi dubbi di formazione però, assalgono il tecnico della Viola Beppe Iachini, che sarà costretto a scegliere i suoi undici titolari tenendo in considerazione le eventuali assenze per infortunio e per trattative di mercato in corso.

LE DICHIARAZIONI DI IACHINI

Sulle condizioni di Chiesa, Ribery e Pezzella: “A loro aggiungo anche Borja Valero. Siamo tornati da Milano con qualche acciacco. Vediamo oggi nell’ultimo allenamento, verifichiamo bene. Chiesa è dovuto uscire per affaticamento, Franck per un colpo subito alla caviglia. Abbiamo cercato di tirare, poi è stato controproducente. Verifichiamo nell’ultimo allenamento con chi giocare e come. Li provo tutti e quattro, tra oggi e domani mattina capiamo chi può essere del match. Bisogna vedere fino a che punto arriva il dolore. Sono decisioni che dipendono dallo staff medico, ma anche dai giocatori, a seconda delle loro sensazioni”.

Su Chiesa: “Federico lo abbiamo visto anche a Milano, sta benissimo ed è coinvolto nel nostro lavoro. Al di là dell’inconveniente fisico con l’Inter, sta bene e mi auguro che quello sia superato. A livello di attaccamento, il suo verso la Fiorentina è totale, lui è della Fiorentina e nel momento in cui verificheremo le sue condizioni non ci saranno problemi per vederlo in campo”.

Su Vlahovic: “Il primo controllo nell’occasione da rete contro l’Inter non è stato corretto, e magari non è riuscito a fare gol per questo. Fa parte della crescita dei ragazzi, dobbiamo continuare a lavorarci. Fa parte del percorso di lavoro, lo accettiamo. Sulle sbavature si va a lavorare, la strada però è tracciata. Gli posso rimproverare che quando ha sbagliato il gol si è abbattuto. Si può sbagliare, ma poi bisogna rimanere sempre sul campo. Però ha vent’anni e sono passaggi di crescita che deve affrontare per migliorare la sua conoscenza nel calcio. Non mi sono arrabbiato tanto per l’errore, quanto per l’atteggiamento dopo. Capisco che un attaccante viva per il gol, ma gli ho detto che bisogna andare sopra a queste cose perché nel calcio si sbaglia, ma serve pensare a ciò che si fa dopo, e non a ciò che si è fatto prima. Questo ho rimproverato a Vlahovic, ma lui sta lavorando bene e ha capito questo passaggio”.

Ancora sulle condizioni di Chiesa e Ribery: “Percentuali di vederli in campo? Chiesa, per le indicazioni che ho, al 90% gioca. Ribery non lo so invece: quando ci sono certe situazioni alla caviglia vanno verificate. Stesso discorso per Pezzella e il suo acciacco. Chiunque andrà in campo dovrà in ogni caso fare una bella partita”.

Su Igor: “Si gioca in 11, ora è per lui, la prossima sarà per un altro invece. Fa parte del calcio, oggi sto portando avanti quel discorso in difesa. È giovane, sta crescendo e lavorando, è una delle alternative per la difesa, al centro, non come esterno. Lo si è scelto per le potenzialità, su cui bisogna lavorare. Poi arriverà il momento in cui dovrà giocare e dovrà essere pronto”.

Su Bonaventura: “Lo sto gestendo per evitare problemi di tipo muscolare, per questo l’ho gestito nelle prime due giornate. Stesso discorso vale per Borja Valero, sono giocatori che vanno gestiti per il percorso che hanno avuto nella scorsa stagione”.

Su Castrovilli: “Penso possa essere ancora più incisivo là davanti. Solo la costanza ti fa migliorare. Stiamo arrivando in porta anche con gli esterni e va bene, perché non dobbiamo contare solo e soltanto sugli attaccanti. Sono convinto che questi ragazzi stiano già facendo vedere qualcosa di interessante”.

Su Pulgar: “L’ha superata, ma ancora deve portare avanti il programma di lavoro. Se sarà titolare in mediana? Valuterò di volta in volta. Amrabat non è un regista classico, ma è uno che tatticamente dà una grande mano. Un giocatore con caratteristiche di palleggio può servire in formazione. In questo momento lo sviluppo del nostro gioco è molto dettato dagli interni di centrocampo, per raccordo e geometria”.

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