Emergenza Coronavirus, Gravina: “Slittamento Euro 2020 e terminare la Serie A”

Emergenza Coronavirus, Gravina: “Slittamento Euro 2020 e terminare la Serie A”

Il presidente della Figc Gabriele Gravina auspica lo slittamento di Euro 2020 e di poter terminare i vari campionati.

di Massimo Angelucci

La parola d’ordine è questa: “terminare i campionati“, e a quanto pare, sembra essere lo stesso pensiero delle altre leghe europee che martedì si riuniranno rigorosamente in conference call per una riunione con la Uefa per decidere sulle sorti non solo dei rispettivi campionati, ma soprattutto del campionato europeo che, in questo momento, è calendarizzato tra il 12 giugno ed il 12 luglio, ma che molto probabilmente verrà rinviato alla prossima estate. Questa è la speranza del presidente della Figc Gabriele Gravina ed è il primo passo per permettere un recupero più ordinario ai vari campionati europei da concludere, senza ricorrere a regolamenti straordinari

LE DICHIARAZIONI DI GRAVINA

Rinviare Euro 2020: “Non ci sono alternative, l’europeo fa da tappo allo slittamento dei campionati, quindi bisogna togliere il tappo per non far esplodere la bottiglia e farci perdere praticamente tutto. La decisione più giusta sarebbe quello di rinviare l’Europeo ed avere più date a disposizione per recuperare le giornate mancanti. Questa per il momento resta un’ipotesi, ne discuteremo martedì. Serve anche l’accordo delle altre federazioni, ma ho grande fiducia in questo“.

Ipotesi play off e play out: “dipende da quando si potrà riprendere la stagione agonistica, se si riprendesse a maggio ci sarebbe ancora tempo sufficiente per concludere il tutto recuperando le giornate mancanti, servirebbero dai 45 ai 60 giorni, se si riprendesse più tardi, saremmo disposti anche a pensare a formule alternative come playoff e playout. L’unica cosa importante è quella di rispettare la deadline del 30 giugno, data di scadenza dei vari contratti di calciatori ed accordi sui diritti tv, altrimenti dovremmo emanare delle disposizioni straordinarie“.

Non solo lo scudetto: “chiaro che molti club non sarebbero contenti dell’introduzione di questa formula, ma in casi di emergenza servono anche idee straordinarie, voi pensate solo allo scudetto, ma ci sono anche altre cose da decidere come le qualificazioni alle coppe europee, le retrocessioni e le promozioni nei vari campionati”.

Proposta dalle leghe: “ho detto alle leghe di fare le loro proposte che noi valuteremo in breve tempo, serve stabilire le nuove regole prima di ricominciare a giocare“.

Non poteva mancare un elogio all’Atalanta, alla sua prima partecipazione alla Champions League, è arrivata la qualificazione ai quarti di finale: “l’Atalanta è un modello. È l’immagine di una provincia ben gestita che ha avuto la possibilità di emergere nel calcio che conta”.

Il calcio ha peccato di ottimismo: “non si eravamo fermati immediatamente, purtroppo, per un eccesso di ottimismo. Pensavamo di recuperare Juventus – Inter il 2 marzo a porte aperte, per questo avevamo proposto di rinviare il match di 24 ore. Non chiamateci, però, menefreghisti. Nei primi giorni di emergenza era stato emanato un decreto ministeriale che consentiva di giocare a porte chiuse ed eravamo stati minacciati con delle azioni legali di risarcimento da parte di vari club se non si fosse giocato. Non è stato facile scegliere“.

Frecciata a chi, Steven Zhang in testa, ha alzato polveroni in situazione di emergenza sanitaria per i propri interessi di bottega: “è un individualismo che fa male al calcio. Mi auguro che questo periodo di isolamento forzato faccia riflettere molti”.

 

 

 

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