Due sconfitte convincenti: la prima giornata di Parma e Fiorentina

Due sconfitte convincenti: la prima giornata di Parma e Fiorentina

Parma e Fiorentina escono sconfitte dalla sfida con Juventus e Napoli, ma lanciano segnali più che convincenti.

di Giovanni Sichel, @SichelGiovanni
Sottil

Vince, ma non convince” è una delle frasi più abusate della storia del giornalismo sportivo. Ognuno di noi la fissa su di una squadra in un determinato periodo – ad esempio chi scrive associa questa frase all’Inter di Hector Cuper – ma, basta cercare la frase su Google per renderci conto che continuamente viene utilizzata a turno su tutte le squadre. Nel giorno degli anticipi della prima giornata di questa stagione 2019-2020, sono state ben due su due le squadre a vincere senza convincere troppo. Parliamo allora delle due squadre che, invece hanno “convinto, ma non vinto“, vale a dire Parma e Fiorentina.

LA SOLIDITÀ DEL PARMA

Quello che ieri ha sorpreso nella partita inaugurale del campionato di Serie A, più dello schieramento della Juventus con Matuidi titolare, è stato l’atteggiamento difensivo del Parma. Squadra solitamente molto attendista che si abbassa per creare spazi dove far correre i due esterni, contro la Juventus ha invece preferito attaccare alto il portatore di palla. Questo atteggiamento ha creato non pochi problemi alla manovra dei bianconeri che con Pjanic e Khedira hanno perso non pochi palloni in fase d’impostazione già dai primi minuti del primo tempo.

Se Hernani e Barillà sono stati quasi perfetti nel non lasciare tempo e modo al centrocampo avversario, chi ha alzato un po’ l’asticella della qualità e della tecnica si chiama Kulusevski. Il talento macedone di scuola atalantina commette forse qualche errore di troppo, ma al suo esordio in Serie A dal primo minuto contro i campioni in carica lascia intravedere una qualità che a metà campo è finora mancata ai crociati.

Una menzione speciale va poi alla difesa che ha ben gestito le sortite di Cristiano Ronaldo e compagni – eccezion fatta per il velenosissimo calcio d’angolo che ha regalato la vittoria ai bianconeri – ma soprattutto ad un Roberto Inglese che riesce a trasformare in pericoli anche i palloni più banali. La sua prima conclusione in porta nasce da un pallone che rimbalza lento in area e che lui con una velocità felina trasforma in un potente tiro su cui però Szczesny non si fa trovare impreparato.

LA FAME DELLA FIORENTINA

Dal Dicembre 2018 la Fiorentina non vince una partita in casa. 9 mesi di astinenza sono tantissimi per una squadra abituata ai piani alti della classifica. L’estate però ha portato entusiasmo. Il cambio di proprietà, il ritorno di Pradé e l’acquisto di giocatori come Ribery e Boateng hanno galvanizzato non solo i tifosi, ma anche i giocatori che ieri in campo che, contro un Napoli ancora difensivamente assopito, hanno dato spettacolo.

A suonare la carica sono stati soprattutto i giovani. Sottil, passato un po’ in secondo piano dopo l’esplosione di Vlahovic in Coppa Italia, è stato forse uno dei migliori in campo se non il migliore. Lo stesso Vlahovic, se si tiene conto di chi si è trovato a sfidare al centro dell’area avversaria, non ha sfigurato. Chi però ha trascinato i viola, nonostante qualche errore di troppo, è il neo arrivato Erik Pulgar. Il centrocampista cileno è sembrato in stato di grazia, capace di qualunque miracolo con i piedi.

Difensivamente è forse un po’ presto giudicare questa nuova Fiorentina di Montella. Sicuramente si tratta di una squadra spregiudicata, pronta a lanciarsi in avanti contro tutto e tutti ed una certa strategia, contro il Napoli dei tre tenori Insigne, Mertens e Callejon si rischia con il pagarla. L’inserimento di Lirola, non al top della forma, è però sembrato già a buon punto – più in proiezione offensiva che in fase difensiva – e Venuti dal lato opposto, nonostante difficilmente sarà un titolare di questa squadra, è sembrato pronto e soprattutto preparato contro avversari di grande livello.

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