Juventus, Ronaldo: “Per me la priorità è vincere qui”. Sarri: “Posso anche sorteggiare Higuain o Dybala”

Juventus, Ronaldo: “Per me la priorità è vincere qui”. Sarri: “Posso anche sorteggiare Higuain o Dybala”

Il tecnico bianconero e il cinque volte Pallone d’Oro presentano il terzo match europeo contro la Lokomotiv Mosca.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

È di nuovo tempo di Champions League per la Juventus ed è di nuovo tempo di conferenza stampa per Maurizio Sarri, che per presentare il match casalingo contro la Lokomotiv Mosca è stato affiancato da Cristiano Ronaldo.

LE DICHIARAZIONI DI CRISTIANO RONALDO

Sul suo modo di giocare quest’anno: “Penso che la squadra stia facendo meglio, abbiamo più fiducia in noi stessi e stiamo giocando un calcio diverso rispetto al passato. Siamo più in attacco, con posizioni più precise. Il mio ruolo mi sembra simile, forse con un po’ più di libertà, dipende da come sono più a mio agio. Sono contento perché passo dopo passo siamo dove dobbiamo essere. Abbiamo un nuovo allenatore, nuovi giocatori, abbiamo cambiato per migliorare. Ci sono ancora cose da migliorare, ma lo stiamo facendo, ci siamo già riusciti in maniera graduale”.

Su cosa è più difficile tra vincere il Pallone d’Oro e vincere la Champions con la Juve: “Ogni anno è una nuova sfida, non solo per me, ma anche per la Juve. Noi vogliamo vincere tutto e penso che la Juventus debba pensare in grande perché un club così deve pensare in grande. Vogliamo vincere tutto, sappiamo non sarà facile in Serie A e Champions, ma passo dopo passo possiamo farcela. L’aspetto individuale non conta, conta il collettivo, perché se si vincono premi a livello collettivo si vincono anche premi a livello individuale. Siamo al punto giusto, poi gli altri premi sono in secondo piano. Adesso l’aspetto individuale non conta, conta la partita di domani che dobbiamo vincere, perché se vinciamo al 50% siamo qualificati. Dobbiamo continuare come fatto finora”.

Su Sarri: “Mi piace il modo in cui vuole che la squadra giochi. Se vedete le partita, vedete che la squadra è più fiduciosa, creiamo più occasioni, teniamo più la palla, c’è più fiducia. È quello che dovevamo migliorare. Abbiamo fatto un bel lavoro l’anno scorso, ma stiamo migliorando. Sono felice di questi cambiamenti, perché giochiamo di più in avanti, creiamo più occasioni. Magari non segnamo quanto vogliamo, ma creiamo. Siamo primi in campionato, messi bene in Champions, la stagione è cominciata bene. Abbiamo  cose da migliorare, ma finora siamo felici di quello che stiamo facendo”.

Sul record dei 700 goal: “I 700 goal sono il passato. Penso oltre, voglio segnarne altri, aiutando la squadra, che è la cosa più importante. Voglio scendere in campo e aiutare la squadra. I premi individuali non sono il motore principale. Ovviamente è una cosa bella, sono contento e orgoglioso di aver fatto 700 gol e aver vinto dei premi, ma per me la priorità è vincere con la Juve e con la Nazionale. I record poi arriveranno, ma per me sono in secondo piano”.

Sulle critiche della stampa: “Mi rende triste quando la gente non rende la verità, questo mi ferisce. Nel calcio però, non ci sono molte cose dette dalla stampa che mi fanno arrabbiare. Fa parte dell’industria del calcio e lo accetto. Faccio parte di questo mondo da quando ho 17 anni, ho giocato e vinto molto e in tanti campionati, so cosa vende. Non è questa, però, la cosa più importante. A parte il calcio, ho una vita, una famiglia, dei bambini, una compagna e questa è la cosa più importante. Poi nel calcio tutti possono criticare, avere dei preferiti, è normale. È il mio lavoro, se parlate di come mi comporto in campo va bene. Cosa mi rende felice? Vincere le partite. Vincere, segnare, tornare a casa e ricevere i complimenti dei miei bambini. Questa è la mia motivazione, giocare, vincere e intrattenere i tifosi con il mio calcio e la mia passione”.

Sull’eventuale ritiro: “L’età per me è solo un numero, ma non necessariamente significa che avere 34, 35 o 36 anni significa che sia alla fine. Io lo posso dimostrare con le mie prestazioni, per come gioco, il modo in cui mi sento ancora in forma lucido e più maturo di prima. Questo credo faccia la differenza”.

Tra Higuain e Dybala: “A me piace giocare con loro, con Bernardeschi, con Cuadrado, sono giocatori eccezionali e tutti fanno il proprio lavoro al meglio. Le decisioni spettano al mister, lui prende le decisioni e sa cosa è meglio per la squadra. Sono entrambi due grandi giocatori, l’abbiamo visto tre settimane fa. Dybala titolare, gol, entra Higuain, gol. Non importa chi siede in panchina e chi entra, siamo una squadra e questo è importante”.

Sull’importanza di Matuidi alle sue spalle: “Molte persone della stampa dicono che la squadra gioca diversamente con Cristiano. Anche in Nazionale c’è chi fa questa domanda e io non sono d’accordo. Ovviamente ognuno ha le sue opinioni, ma da come si dice sembra che io non aiuti la squadra difensivamente. E non è vero. Tutti abbiamo il nostro ruolo, se mi chiedete di fare il portiere non so farlo, se chiedete a Buffon di fare l’attaccante non saprebbe farlo. Ognuno ha il suo ruolo, io conosco il mio ruolo, tutti conosciamo i nostri ruoli e noi ci comportiamo da squadra. Abbiamo successo perché lavoriamo da squadra e solo così possiamo vincere cose importanti. Questo per me è l’aspetto importante. Con Matuidi, Rabiot, Ramsey, Dybala: noi siamo tutti insieme e lavoriamo da squadra”.

Chiosa finale al termine della conferenza: “Nessuno ha chiesto però della Lokomotiv!”.

LE DICHIARAZIONI DI SARRI

Sulla partita: “L’insidia è quella di giocare contro una squadra che sta facendo un’ottima stagione. Stanno facendo benissimo in campionato, anche in trasferta, si sono messi in una buona condizione di classifica anche in Champions e questo vuol dire che è una squadra più forte di quello che tutti si aspettavano. L’insidia è quella di giocare contro un avversario che magari non ha un grande nome ma è più forte. Perché è difficile per la Juve? Per quello che abbiamo visto a Leverkusen. Si è chiusa bene, ha fatto un buon lavoro difensivo in intensità e quando rubava palla nella linea centrale del campo era insidiosa. Ha segnato rubando un pallone da un fallo laterale contro, mettendo pressione e facendo sbagliare il portiere. E’ una squadra pericolosa per questa densità difensiva che sa fare e questa abilità nel ribaltare le azioni. Serve rispetto e grande calma nei 90 minuti perché sarà dura”.

Su chi gioca tra Higuain o Dybala: “Preferirei dirlo prima a loro. Sono in buona condizione psicofisica entrambi, quindi scegliendone uno anche tramite sorteggio le possibilità di sbagliare sono limitate. E questa è una grandissima fortuna. Chiaramente nel corso di queste tre settimane avranno modo di esprimersi entrambi. Vediamo se domani sera sarà meglio far partire uno o l’altro, ma sono sereno in entrambi i casi”.

Su cosa manca alla Juve per segnare di più: “Come ho detto nell’ultima conferenza post-partita, credo che nella prima parte di stagione abbiamo creato meno occasioni in relazione al gioco espresso. Ora stiamo finalizzando poco in relazione a quello che creiamo. Sicuramente quello che sta succedendo non è preoccupante, perché se continuiamo a creare tante palle gol, verranno le partite in cui la qualità dei giocatori ci farà segnare tanti gol. Abbiamo preso la strada giusta, c’è solo da mettere nelle giuste dimensioni le percentuali realizzative”.

Tra Ramsey e Danilo: “Aaron non penso ci sarà. Non ha nessun problema dal punto di vista muscolare, perché gli esami che ha fatto non hanno evidenziato lesioni. Però sotto sforzo ha questa sensazione di affaticamento all’adduttore e questo può essere un rischio in questo momento. Sta lavorando su questo muscolo per non avere questa sensazione di affaticamento quando va sotto stress di prestazione. Danilo si allena con noi da qualche giorno, non so se abbia i 90 minuti nelle gambe, ma sta bene e dal punto di vista clinico è recuperato. E la sensazione è che lo sia anche dal punto di vista agonistico”.

Su Cristiano Ronaldo: “Chiaramente è motivo di orgoglio per me allenarlo. Al di là delle caratteristiche fisiche e tecniche, ha una mentalità straordinaria. Sa porre obiettivi a tutta la squadra e a se stesso in continuazione. Io credo che appena ha segnato il 700° goal stava già pensando a 800. Ha una capacità straordinaria di porsi obiettivi e darsi motivazioni e per noi è bello averlo attorno perché è positivo. Mentalmente ha qualcosa più di tutti.

Su Rabiot: “Sicuramente giocare con continuità aiuta tutti i giocatori. Nelle grandi squadre con organici così forti e vasti giocare con continuità è difficile per tutti. L’aspetto più positivo del ragazzo è che lui è stato un mese senza giocare, è tornato dentro ed è migliorato. Questo vuol dire che si può migliorare anche attraverso gli allenamenti e di questo sono particolarmente contento. Lui ha avuto la fortuna/sfortuna di non andare in Nazionale e poter lavorare con i tecnici e i preparatori e fare un lavoro specifico non solo fisicamente, ma anche di tattica e di ruolo che penso lo abbia aiutato. E’ in grande crescita, ma era tenuto in considerazione anche prima, lo stavamo solo aspettando”.

Sulla difesa: “Tra Demiral e Rugani c’è un discorso di caratteristiche, hanno caratteristiche diverse. Come se mi chiedete la differenza tra Bonucci e Chiellini, c’è ed è di caratteristiche. Demiral è più simile a Chiellini, grande velocità e trasuda energia da tutti i pori, mentre Rugani è più simile a Bonucci, più di lettura. E’ un discorso di caratteristiche e non di gerarchie. In questo momento nel tentativo di far crescere il reparto abbiamo privilegiato, soprattutto per vie centrali, la continuità. Spero in futuro, e spero che il futuro sia molto prossimo, di cambiare anche due giocatori a partita nella linea difensiva”.

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