Juventus, Sarri: “Dybala non è al top. Ora Matuidi è importantissimo”

Il tecnico bianconero ha parlato alla stampa alla vigilia del match casalingo contro l’Hellas Verona.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

Con l’amaro in bocca lasciato dal pareggio con l’Atlético Madrid, la Juventus riparte dalla sfida interna di Campionato contro l’Hellas Verona con la consapevolezza di essere una macchina da guerra ancora bisognosa di sistemare alcuni ingranaggi. Occorre tempo per perfezionare gli automatismi in difesa, sui quali però Maurizio Sarri sta già lavorando per poter offrire al contempo calcio spettacolo e risultati utili.

LE DICHIARAZIONI DI SARRI

Sulla formazione e l’eventuale turnover: “Vediamo la situazione perché dobbiamo preparare una partita con un solo allenamento, quello di oggi, poi prenderemo le decisioni. Se tutti saranno in buone condizioni, ci sarà meno turnover. Qui c’è un po’ la fissa del turnover: in Inghilterra c’erano più partite, ma le facevamo con 14 giocatori, anche se qui è impensabile, per una questione di energie mentali e non fisiche. La squadra deve trovare un’organizzazione forte e nella prima fase la può trovare solo dando continuità a certe posizioni in campo. Poi se ne vedo tre o quattro affaticati li cambio, non dobbiamo neanche farci condizionare in senso opposto. Quali saranno i cambi? Preferirei dirli prima ai giocatori per rispetto”.

Su Dybala: “Se non lo avessi visto pronto non lo avrei messo in campo in un momento decisivo della partita con l’Atletico. Non è al top della condizione, ma è in grado di giocare e di darci una mano”.

Su Bernardeschi: “La specializzazione di Bernardeschi in futuro è più da centrocampista che da attaccante esterno. Poi io ora ho 7 centrocampisti per tre posti, perciò gli ho chiesto di proseguire come esterno. Ancora non ha inciso nelle partite per le qualità che ha, sia tecniche che fisiche non indifferenti. Cercheremo di farlo crescere e di fargli assumere una personalità per farlo rendere al meglio in campo, cosa che non sempre riesce a fare. È compito suo, mio e della società”.

Su Cristiano Ronaldo: “Nell’ultima partita ha toccato molti più palloni, ma contro l’Atletico è più difficile tirare in porta, anche se tre conclusioni contro di loro non sono nemmeno così poche. Poi da lui ci si aspetta sempre qualcosa di eccezionale: l’aveva fatta al 94′, ma per un pizzico di sfortuna la palla è uscita. Può crescere ancora, così come altre individualità”.

Tra Ramsey e Rabiot: “Ramsey ha fatto passi in avanti importanti, ma anche Rabiot si sta risollevando. Ci sarà spazio per entrambi: vedremo dopo l’allenamento. In questo momento il ruolo di Matuidi è importantissimo, perché legge le situazioni muovendosi tra vari moduli, ma parliamo di due ragazzi che non parlano italiano e arrivano da campionati diversi. Se pensi che Platini ci ha messo 3-4 mesi per entrare nella Juve…”.

Su Douglas Costa: “Ha fatto benissimo in questo inizio di stagione. Veniva da una lunghissima serie di infortuni e di inattività, era uno dei giocatori su cui facevo più affidamento ed era destinato a crescere. Ci sarà un primo controllo nei prossimi giorni: è un infortunio muscolare, perciò dovrà necessariamente stare fuori qualche partita”.

Sull’ipotesi Danilo al posto di Alex Sandro a sinistra: “È un’opzione. Stiamo aspettando De Sciglio perché ci potrebbe risolvere diversi problemi, visto che non siamo in una situazione straordinaria a livello di esterni difensivi. Vedremo se abbassare Cuadrado o se tornerà De Sciglio”.

Sull’essere indietro negli automatismi: “Se hai tre figli non puoi pensare che tutti diventino adulti a 21 anni e 6 mesi. Ognuno ha il suo percorso, e così è anche per le squadre. Ogni squadra ha le sue caratteristiche e deve fare un percorso diverso. Stiamo già facendo tanto in allenamento, ma se aspetti di vedere il Napoli di Sarri probabilmente non succederà mai perché siamo diversi”.

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