Juventus, De Ligt: “Sarri è uno dei motivi per cui sono qui”

Juventus, De Ligt: “Sarri è uno dei motivi per cui sono qui”

Il neo-acquisto bianconero si è presentato alla stampa nel cuore dell’Allianz Stadium.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

I primi giorni di Matthijs De Ligt alla Juventus sono stati movimentati. Tra le visite mediche di rito, la firma sul contratto e il video celebrativo dei primi attimi in bianconero con tanto di inno in sottofondo postato sui suoi canali social, il giovane talento difensivo olandese ha avuto modo di farsi travolgere dall’affetto dei tifosi. E oggi, nella sala stampa dell’Allianz Stadium, ha incontrato per la prima volta i giornalisti, riferendo le sue prime impressioni sul mondo Juve.

LE DICHIARAZIONI DI DE LIGT

Tra passato e presente:Nell’esperienza con l’Ajax ho giocato tanti minuti sul campo, ma qui voglio imparare da chi ha giocato più di me. All’Ajax ci sono un sacco di giocatori giovani, qui invece ci sono calciatori con più esperienza e io voglio imparare da loro. In Olanda si è sempre parlato molto di costruzione difensiva e di mantenere la linea difensiva. Qui invece si parla di più di marcature e di difendere tutti insieme, per cui io e la Juve possiamo darci qualcosa a vicenda. Io sono ancora giovane e ho margini di miglioramento: voglio migliorare, voglio lavorare giorno per giorno per cercare di migliorare per il futuro”.

Sulla scelta di venire alla Juve:È il mio primo grande passo fuori dal mio Paese. Devo ancora abituarmi, ma è stato un grande onore vedere i tifosi entusiasti e spero di poter restituire sul campo questo entusiasmo”.

Sull’invito di Cristiano Ronaldo a raggiungerlo alla Juve al termine della finale di Nations League:In quel momento stavo cercando di capire cosa volevo fare e in quale club volevo giocare dopo l’estate. Ero piuttosto sicuro che sarebbe stata la Juventus, ma vedere qualcuno come Cristiano Ronaldo avvicinarsi a me è stato un onore, ma non è stato quello a fare la differenza nella mia decisione. Era una decisione già ponderata, avevo già detto di volermi unire alla Juve per fare un passo importante nella mia carriera e fuori dal mio Paese. La mia scelta è stata figlia di un processo molto lungo: mi stavo guardando intorno, ma l’Italia ha una grande tradizione di difensori e io sono orgoglioso di essere qui, in questa tradizione, e di giocare per la Juventus. Devo adattarmi a un nuovo ambiente e a una nuova cultura, ma spero di fare del mio meglio”.

Sulla telefonata a Sarri:È vero, ho parlato al telefono con lui brevemente per conoscerci e lui è uno dei motivi per cui sono qui. La sua filosofia, il suo approccio al calcio, la sua linea difensiva mi hanno convinto a scegliere definitivamente la Juve”.

Sulla foto circolata ieri con la maglia della Juve quando era un bambino:Avevo 7 anni e se sei un difensore, se vuoi fare il difensore, a quell’età sai già quale difensore ammiri. All’epoca ero un grande fan di Fabio Cannavaro, campione del mondo e Pallone d’Oro nel 2006. E poi ho sempre avuto un buon feeling con la Juve, di cui sono sempre stato un grande tifoso da bambino”.

Sui tifosi:Nei quarti di finale qui sono rimasto sorpreso dell’affetto dei tifosi e spero di dare il meglio di me per loro. È uno stadio in cui siamo molto vicini a loro, li sentiamo cantare e urlare per noi”.

Sugli obiettivi di squadra:Ci sono tre competizioni per la Juve, 4 con la Supercoppa. Vedremo partita per partita cosa ci sarà da fare, ma ovviamente noi vogliamo vincere tutto”.

Sul cospicuo prezzo del suo cartellino: “La pressione nel calcio è normale e quando un club ti acquista per un grande importo, la pressione aumenta. Il bravo calciatore deve cercare di gestire questa pressione, ma per me non è un problema”.

Sul numero di maglia: “Il numero 4 per me è speciale perché ci gioco fin da giovane. Era libero qui e mi hanno raccontato tante storie positive sul suo passato qui, per cui lo indosserò con grande orgoglio sperando di essere all’altezza dei passati numeri 4″.

Sugli obiettivi personali: “Per me la cosa più importante è adattarmi alla nuova squadra, al nuovo allenatore, al nuovo ambiente. E poi voglio giocare, come tutti i calciatori, ma la cosa più importante è migliorarmi, per poi dimostrare sul campo di essere migliorato”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy