Inter, Conte: “Lukaku gioca se dà garanzie. La mia stella allo Stadium? Spiace l’importanza data da Agnelli”

Inter, Conte: “Lukaku gioca se dà garanzie. La mia stella allo Stadium? Spiace l’importanza data da Agnelli”

Il tecnico nerazzurro è intervenuto alla vigilia del sentito derby d’Italia.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

Il passato che ritorna. Potrebbe riassumersi così questo primo derby d’Italia della Serie A 2019-2020, con un Antonio Conte che per la prima volta starà dalla parte dell’Inter e non della Juventus. A quest’ultima, l’attuale tecnico nerazzurro cercherà di strappare lo scettro di regina d’Italia, che lui stesso le ha restituito, già a partire da domani sera, quando però a San Siro potrebbe mancare uno fra più attesi, Romelu Lukaku.

LE DICHIARAZIONI DI CONTE

Sulla partita: “Mi aspetto una partita tra due squadre che al momento sono in testa alla classifica, squadre che hanno fatto meglio delle altre. Parliamo solo della settima partita del campionato, i valori verranno fuori più avanti. Vedremo più avanti le nostre ambizioni. Di sicuro è una bellissima partita che tanti vorranno guardare. Da parte nostra dev’esserci voglia, coraggio ed entusiasmo. Quello di domani è un altro test contro una squadra che ha dettato legge negli ultimi 8 anni in Italia. Ha fatto benissimo anche in Europa, è diventata una squadra molto forte. Grande merito a chi ci ha lavorato negli anni e l’ha fatta diventare una corazzata. Hanno lavorato bene e sono da esempio. Oggi la Juventus ha già una propria idea. Stiamo parlando di una squadra che ne ha vinte cinque e pareggiata una in campionato, mentre in Champions ne hanno una vinta e una pareggiata. Ha già una fisionomia, è una squadra che è abituata a vincere, che ha in rosa giocatori abituati a vincere. E’ una squadra fatta sotto tutti i punti di vista. Hanno esperienza, trascorsi importanti. Complimenti a loro, che per otto anni hanno martellato, mentre le altre hanno fatto un percorso inverso. Per questo in Italia si è creato un gap difficile da colmare, noi abbiamo iniziato la rincorsa per riposizionarci vicini. Ma loro hanno una squadra già fatta, hanno tutto. Noi stiamo crescendo per cercare di iniziare questo percorso”.

Sulla rosa a disposizione: “E’ l’ultima partita di questo ciclo. Alla ripresa mi auguro di poter contare su un numero più ampio di giocatori. Quelli che si sono mostrati in ritardo, hanno costretto gli altri agli straordinari. Il nostro campionato passerà molto da questo, bisogna riuscire a coinvolgere tutti i calciatori della rosa, per non costringere tutti i calciatori a giocare sempre. E’ importante per una squadra come l’Inter poter attingere a tutta la rosa. Non ho potuto fare questo a piene mani anche perché qualcuno era leggermente in ritardo. Ma siamo all’inizio, il serbatoio è pieno. Sono partite che danno energie importanti a prescindere, ci arriviamo con la giusta condizione, dopo una partita ben giocata con il Barcellona. Lukaku? Giocherà se darà le garanzie, altrimenti giocherà un altro”.

Sulle polemiche arbitrali: “Sono stato il primo dopo Barcellona a dire che le decisioni arbitrali per i miei calciatori non dovevano rappresentare un alibi. Ho parlato di un malessere che ho percepito dall’inizio. Se pensate che io voglia cercare scuse, siete lontani anni luce. Abbiamo fatto degli errori che si potevano evitare e su questi errori costruiremo qualcosa di positivo, per evitare di perdere la partita. Per il resto parto dal presupposto che vince sempre il migliore, al di là degli episodi”.

Sul suo passato bianconero: “La petizione contro la mia stella allo stadio della Juve? Dispiace che Agnelli sia intervenuto. Intervenendo ha dato importanza ad una proposta becera, volgare, priva di valori. Ha dato spazio all’ignoranza. Io non lo devo neanche toccare questo argomento. Io non devo ringraziare niente e nessuno, sarebbe stato meglio non dare spazio a questi deficienti, ignoranti e stupidi”.

Su dove può arrivare l’Inter: “Noi dipenderemo molto dalla nostra crescita, dalla crescita dei singoli calciatori. Ci sono in questa squadra dei buoni giocatori che possono diventare top attraverso il lavoro. Il mio compito è quello di aiutare ogni singolo giocatore a migliorare. Aiutando il singolo, aumenta la percentuale di migliorare il gruppo. Da parte mia, non posso far altro che mettermi a disposizione con il mio staff. I ragazzi hanno voglia di diventare protagonisti, di essere dei giocatori che possono dire la loro in futuro. L’unico modo è il lavoro, lavorare e migliorare”.

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