BaccAstinenza: perchè il colombiano non segna più?

Lontano dal tabellino da troppo tempo: è la fine dell’era Bacca?

di Piergiuseppe Musolino, @PiergiuMusolino
Il calcio è un gioco spietato: se vinci ottieni premi e riconoscimenti, se perdi solo oneri. Per gli attaccanti la questione è anche più complicata: se segni resti, se non segni vai via. Se fai 20 gol in 43 partite puoi restare, se ne fai 6 in 15 puoi aver vinto anche due Europa League per due anni di fila, non sei più il titolare. Peggio ancora se ti chiami Bacca.

3 mesi fantasma: perché Bacca è scomparso dai tabellini

Non segna dal 2 ottobre 2016, ha avuto 24 occasioni da rete in 14 partite e ne ha realizzate solo 6, media voto 6.12, fantamedia 7.36: questi sono numeri da attaccante qualunque, non da Bacca. Non è sicuramente lo stesso Bacca dell’anno scorso, anche se 365 giorni fa il suo bottino era fermo “solo” a 10 gol. Ma chi ha messo in crisi il colombiano? Sicuramente non Lapadula, il bomber della B che si è fatto spazio nel cuore dei tifosi rossoneri per la sua splendida media gol nelle poche occasioni che Montella gli ha concesso tra infortuni e scarso rendimento del colombiano. Qualche problemino fisico può aver aggravato il tutto, visto che ha già saltato 3 partite per infortunio, ma non è il motivo principale: “Bacca ha ottime qualità, ma è fuori dagli schemi del Milan: è una squadra operaia, mentre il colombiano è un puro finalizzatore che non partecipa alla manovra corale”. Angelo Carbone, ex centrocampista del Milan, ci spiega perfettamente la situazione.
Bacca non è il capocantiere dei suoi operai, non è il coronamento perfetto del gioco montelliano: nel gioco dell’aereoplanino serve una punta che fatichi, che torni sulla trequarti per recuperare palla, che faccia assist e che pensi prima alla squadra e poi al gol. Ad un 9 vecchia scuola come Carlos non puoi imporre questo gioco: lui il primo sguardo lo darà sempre alla porta, poi ai compagni.

Il mercato o la cura: Bacca 2.0

Si parla spesso della cura Montella che ha fatto benissimo al Milan riportandolo in alto come non lo era da tempo e consegnandogli negli ultimi giorni anche un’insperata Supercoppa, ma Bacca non ha minimamente giovato dell’aeroplanino in panchina. Gli attriti fra i due esistono, ma non sono così gravi da spingere necessariamente ad una cessione: la società può venderlo, ma non può svenderlo. A luglio 2015 Galliani ha portato ben 30 milioni al Siviglia per accaparrarsi il fresco (ri)vincitore dell’Europa League, e ora non può permettersi grosse minusvalenze. Tanto più che la dirigenza rossonera, così come Montella, non ha smesso di credere nel colombiano: per non rendere questa stagione peggiore della precedente, Bacca dovrebbe segnare 14 reti nelle 21 partite che gli sono rimaste, un ritmo forse troppo alto anche per il miglior Bacca di anni fa (equivale a circa due gol ogni tre partite). Il 2017 può essere nel segno di Bacca, o può sconsacrarlo definitivamente: sta di fatto che lui è tornato ad allenarsi prima di tutti, e questo può essere un segnale.
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