A tutto Balotelli: “Al Napoli di corsa. Nazionale? Tornerò se lo merito. Ibrahimovic…”

A tutto Balotelli: “Al Napoli di corsa. Nazionale? Tornerò se lo merito. Ibrahimovic…”

In una diretta Instagram con Fabio Cannavaro, l’attaccante del Brescia confessa alcuni aneddoti simpatici tra passato, presente e futuro.

di Mario Ruggiero, @MarioRuggi
Brescia: contro la Spal dubbio Balotelli, out Joronen

Mai banale. Mentre il Brescia, con le focose dichiarazioni di patron Cellino valuta di non proseguire il campionato una volta giunta l’ufficialità della ripresa (qui le parole al vetriolo del numero uno del club lombardo) Mario Balotelli si confessa, in una diretta Instagram, all’amico Fabio Cannavaro tra passato, presente e futuro. Nel club della sua città (è cresciuto a Brescia, ndr), tuttavia, la punta non ha brillato particolarmente: 18 presenze e 5 reti, con una media voto di 5,97 e una fantamedia di 6,63.

LE DICHIARAZIONI DI SUPERMARIO

Negli scorsi mesi più volte erano giunti rumors su una possibile trattativa tra il Napoli e SuperMario: “Io ci ho provato – ammette l’attaccante – a Napoli starei benissimo. Mia figlia Pia tifa Napoli. La farei diventare capo ultrà. Le canto ‘Brescia, Brescia’ ma lei continua a tifare Napoli. Quando l’ho portata al San Paolo è stata felicissima, era ipnotizzata”.

Inevitabile un passaggio sulla Nazionale e sul rapporto col CT Mancini: “Il rapporto con Mancini è speciale. Se mi dovesse chiamare in Nazionale non lo farebbe per farmi stare in panchina. Quando lo meriterò, sarò là e giocherò. Ora è giusto che chiami chi merita di più”. 

Balotelli non ha dubbi. Lo stadio più bello è San Siro e, a proposito di ciò, ricorda con piacere alcuni aneddoti del passato, in special modo su Zlatan Ibrahimovic: “Quando mi allenai la prima volta con l’Inter avevo 16 anni. Mi sono girato e avevo Adriano, Cruz. Pensavo fosse tutto uno scherzo. Ibrahimovic un giorno mi disse: ‘Tu pensi di giocare qua? Ti fanno allenare oggi, poi te ne vai’. Mi diceva sempre che ero scarso, di lasciar stare con il calcio, ma so che è stato proprio Ibra a dire a Mino Raiola che c’era uno più forte di lui. Lui poteva anche non fare nulla in campo, poi decideva di cambiare la partita e segnava. L’ho sempre guardato come un Dio, era impressionante”.

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