Napoli, la squadra segna poco e Milik in area è sempre più solo

Dopo il match di Champions contro la Stella Rossa, il Napoli torna a casa con un amaro bottino: un solo punto nel girone e zero gol segnati.

di Patrizia Monaco
Napoli Milik 2018

Che fine ha fatto il Napoli che lo scorso anno ha fatto innamorare tifosi e non? Probabilmente se lo sono chiesti un po’ tutti ieri sera, mentre la squadra partenopea si muoveva sul campo della Stella Rossa nella gara di Champions League. Tre punti rincorsi per oltre novanta minuti, soprattutto nella prima metà del match, quando gli uomini allenati da Carlo Ancelotti hanno tentato in tutti i modi di superare il massiccio blocco difensivo dei serbi. Niente da fare: nonostante il 66% di possesso palla, il Napoli si fermava quasi sempre sulla trequarti, rimanendo impantanato in un gioco che sembrava stesse sempre per portare ad un gol che poi invece non è mai arrivato.

Ad eccezione di Allan, che ieri ha probabilmente disputato una delle peggiori gare del suo ultimo anno calcistico, tutti gli altri hanno individualmente eseguito al meglio il proprio compito, alternando la tranquillità del possesso alla voglia di sorprendere gli avversari. Eppure, tra la clamorosa traversa di Insigne e l’assalto finale, nulla di concreto è stato fatto e il risultato è rimasto fermo sullo 0 a 0. Viene spontaneo, quindi, storcere il naso, se si pensa che appena cinque mesi fa il Napoli rappresentava una vera e propria macchina da gol: un incubo per le difese avversarie che raramente riuscivano a contenere i colpi dei “tre tenori” Insigne, Callejon e Mertens.

Adesso che a loro si è aggiunto con regolarità Milik, in molti pensavano che le cose potessero soltanto migliorare. Invece, complici i cambiamenti tattici di Ancelotti, il Napoli sembra non riuscire più a sorprendere in attacco, finendo per doversi affidare soltanto alle giocate dei singoli, che a volte riescono e a volte no: se loro non “girano”, il Napoli non segna e lo abbiamo visto anche contro la Sampdoria.

Ieri Insigne era presente con testa e piedi e lo sa bene la traversa del Marakana che ancora sta tremando dopo essere stata colpita in pieno dal folletto di Frattamaggiore. C’erano un po’ meno Mertens e Ounas, subentrati nella ripresa ma incapaci di incidere in maniera determinante nel match. Solo Callejon sembrava pronto a farsi in quattro per ricoprire tutta la fascia di sua competenza, assicurando ottime coperture difensive e interessanti spinte offensive. Nel mezzo di tutto ciò si muoveva Milik, troppe volte lasciato solo in balìa della retroguardia serba. Infine Zielinski, protagonista di importanti incursioni rimaste però incompiute.

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Da dove ripartire, dunque? Di certo la macchina da gol degli scorsi anni è ormai acqua passata e a questo dovremo ben presto farci l’abitudine. Ancelotti predilige un gioco più equilibrato e si proseguirà dunque sulla strada percorsa finora, con l’aggiunta di qualche innesto illustre se consideriamo i recuperi di Fabian Ruiz (tra le poche note positive della gara di ieri) e Ghoulam, ormai prossimo al ritorno in campo.

Il passaggio dal 4-4-2 al 4-2-3-1 non ha dato i frutti sperati e il tecnico dovrà far capire ai suoi maggiori fantasisti di non potersi più intestardire in inutili dribbling e quindi come arrivare a servire al meglio Milik, il quale non potrà di certo continuare a fare a sportellate per tutto il tempo, senza arrivare a fare ciò per cui scende in campo, ovvero segnare. Il tecnico dovrà riuscire a fare tutto ciò nel minor tempo possibile, poiché il prossimo appuntamento del Napoli non sarà tra i più semplici e vedrà gli azzurri impegnati in un’insidiosa trasferta contro il Torino, in programma domenica all’ora di pranzo.

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