Udinese, enigma Mandragora: serve una svolta

Il centrocampista ex-Crotone, nato e cresciuto nella Juventus che può esercitare su di lui un diritto di recompra, non ha brillato a dovere in queste prime sedici giornate. Toccherà a lui ora dare la svolta, con tre impegni importanti in ottica salvezza alle porte.

di Giuseppe Ronco
Udinese, enigma Mandragora: serve una svolta.

Forse è dai tempi di Inler che all’Udinese manca un regista capace di far girare a dovere la squadra: talvolta Pinzi riadattato, poi Badu, e tante soluzioni di ripiego come Fofana e Barak. Insomma, playmaker vero e proprio lo si rivede dalle parti di Udine solo quest’estate, quando i Pozzo comprano per ben 20 milioni di euro Rolando Mandragora, gioiellino della Juventus reduce da una stagione al Crotone in cui le ha giocate praticamente tutte. Certamente un acquisto in prospettiva (calciatore molto giovane, classe ’97), ma da cui ci si aspettava fin da subito qualcosa in più.

UDINESE, ENIGMA MANDRAGORA: INIZIO DELUDENTE

Mandragora può coprire più ruoli nel centrocampo, ma gli esperimenti da mezzala non sembrano avergli giovato. Si trova decisamente più a suo agio da regista puro, a smistare e organizzare la manovra. Finora con Velazquez però, il rendimento non è stato granchè, e l’arrivo di Nicola che lo ha allenato a Crotone può (e deve) mettere le basi e i presupposti per una crescita del ragazzo che, finora, stenta ad arrivare. Di giocare, le ha giocate quasi tutte: 15 presenze di cui 14 da titolare lo attestano sicuramente su una proiezione finale che supera le 30 gare. Il problema è, oltre che la scarsa propensione al bonus (qualità che finora non ha mai mostrato di aver interiorizzato) il rendimento al di sotto della sufficienza: la media voto della Gazza finora si assesta su un 5,83, asticella decisamente migliorabile.

UDINESE, ENIGMA MANDRAGORA: LE RAGIONI E I MARGINI DI MIGLIORAMENTO

Diciamo che gli alibi, per lui, si sprecano: vuoi il peso delle grandi aspettative (comprato a 20 milioni dalla Juventus che ha un diritto di recompra fissato a 24); vuoi una scarsa adattabilità dell’Udinese al gioco propositivo di Velazquez che ha penalizzato il rendimento di molti; vuoi una non completa compatibilità con una squadra dal baricentro basso che riparte in contropiede, dinamica a lui non congeniale sia per mancanza di gamba che per mancanza di propensione all’inserimento. Insomma, le ragioni possibili per un rendimento al di sotto delle aspettative ci sono.

E i margini di miglioramento? Anche quelli si sprecano. È ancora giovanissimo, e può e deve imparare tanto sia dal punto di vista tattico, che tecnico. Il dinamismo e l’approccio alla partita sono altre caratteristiche su cui Nicola potrà lavorare e su cui Rolando deve accettare e vincere la sfida. Un altro fattore decisivo è proprio Nicola: a Crotone Mandragora ha fatto molto bene, portando a casa ben 36 presenze, due reti e una media voto di 6,04 che lo classifica non solo come regolarista ottimale per le situazioni di emergenza, ma anche come un calciatore che può crescere ancora tanto.

In definitiva, chi lo ha in rosa può tenerlo come sesto/settimo slot, consapevole che il rendimento ha buone possibilità di migliorare e, soprattutto, tenendo a mente che per caratteristiche non è tanto un centrocampista da bonus, quanto un calciatore capace di portare sempre a casa un voto che oscilla attorno alla sufficienza.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy