Torino, Niang non convince: con l’Hellas Verona già l’ultima chiamata?

L’esterno francosenegalese, fedelissimo di Mihajlovic, è ancora lontano dall’essere al 100% della forma. Domenica contro l’Hellas Verona è chiamato a invertire la rotta e dimostrare di valere la fiducia del mister serbo che l’ha fortemente voluto in rosa.

di Elisabetta Favilli, @relawen

A lungo corteggiato nel corso dell’estate e fortemente voluto da Sinisa Mihajlovic, M’Baye Niang è stato il colpo finale del mercato granata firmato Petrachi. Il suo acquisto doveva servire a colmare il vuoto creato sull’esterno sinistro, lasciato dalla partenza per fine prestito di Iturbe, e alimentare un reparto offensivo che, sulla carta, potesse spaventare qualunque squadra di serie A e aiutasse a raggiungere il grande obiettivo granata: l’Europa.

NIANG, LA DELUSIONE DI UN POTENZIALE CRACK

Nonostante tutte le premesse, le prestazioni ad oggi non sono affatto incoraggianti: volendo valutare i meri numeri, infatti, ad oggi il campionato di Niang conta 4 presenze, una media voto pari a 5,5 ed un solo bonus, un assist nella partita casalinga contro la Sampdoria. Un bottino decisamente deludente per un giocatore che avrebbe dovuto spostare gli equilibri in positivo ed invece, prestazione dopo prestazione, non ha fatto altro che confermare i dubbi di chi credeva poco nel definitivo rilancio del giocatore.

A questo proposito è lo stesso Mihajlovic a rispondere alle domande dei giornalisti sul dubbio stato di forma di Niang: Un giocatore come Niang non è mai un problema, ma sempre una risorsa. Solo giocando troverà il ritmo partita, lo smalto dei bei tempi, ma sono convinto che tornerà il Niang che io conosco”.

NIANG, CONTRO L’HELLAS GIA’ L’ULTIMA CHIAMATA?

A parte le parole di incoraggiamento rilasciate da Mihajlovic, è palese che il giocatore stia vivendo un momento di difficoltà che, per forza di cose, si ripercuote sulle prestazioni della squadra che dovrebbe avere in lui una fonte di pericolosità in più. Sul banco degli imputati, oltre alla condizione fisica precaria, è finito anche e soprattutto l’atteggiamento messo in campo dall’ex Milan che spesso trascende in giocate di sufficienza, e, per questo, non ci sono allenamenti che tengano: la fame e la voglia di fare la differenza in parte possono sopperire alla reale possibilità di farlo, almeno in attesa di uno stato di forma accettabile. Facendo nostra questa premessa, ecco che il prossimo impegno contro l’Hellas Verona potrebbe essere il viatico per entrare nei cuori dei tifosi e dimostrare finalmente a Mihajlovic che la fiducia è stata ben riposta nonostante un inizio stentato. In caso contrario, Berenguer e Boyè saranno pronti a giocarsi le proprie carte: le alternative nel ruolo non mancano, anche se sarà difficile per Mihajlovic rinunciare al proprio pupillo.

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