SPAL, Antenucci pedina insostituibile: doppia cifra a portata di…gol!

Chi ha avuto la lungimiranza nel puntare sul numero sette romagnolo si è ritrovato un fanta-gioiellino in rosa: e adesso l’obiettivo doppia cifra è davvero alla portata!

di Claudio Cutuli, @cutuli4

«Lasciate che vi dica il segreto che mi ha portato al successo. La mia forza risiede soltanto nella mia tenacia».

Potrebbe essere questo l’input giusto per descrivere la stagione da vero e proprio condottiero di Mirco Antenucci. Dopo l’iniziale smarrimento nei piani tecnici della società spallina (in estate avrebbe dovuto salutare e trasferirsi in B all’Empoli, salvo poi rifiutare il trasferimento in extremis), la punta estense ha riconquistato a suon di gol e assist la fiducia di tutto l’ambiente ferrarese. A gennaio, infatti, è stato insignito della fascia di capitano, riconoscimento puro di come sia diventato un idolo per la tifoseria ed un leader carismatico per i compagni. Ma che campionato è stato a livello fantacalcistico per lui?

ANTENUCCI, RIGORISTA INFALLIBILE

Strappato a prezzo di favore nel corso delle aste estive, ha prepotentemente scalato le gerarchie del reparto offensivo di ogni fantallenatore, partendo da semplice scommessa fino a diventare una pedina insostituibile nelle gare casalinghe disputate dalla SPAL. Alla 50esima presenza ufficiale in Serie A è arrivata l’ennesima, pesantissima, rete nello scontro salvezza contro il Benevento. Pur non essendo al massimo della condizione fisica (a causa di un fastidio pregresso al polpaccio), Antenucci si è confermato una garanzia dagli undici metri, realizzando con freddezza e precisione il 4° rigore su 4 totali assegnati. 

ANTENUCCI, LE STATISTICHE 2017/18

Nonostante un infortunio patito nel momento clou della regular season, il rendimento statistico della punta molisana è da incorniciare: le presenze effettive fin qui sono state 31 (26 da titolare e 5 da subentrante), con la bellezza di 2394 minuti giocati (media di 77 minuti a partita di permanenza sul rettangolo di gioco). Numeri importanti soprattutto dal lato dei bonus, dove spiccano i 9 gol fatti (8 da titolare e 1 da subentrante) ed i 6 assist confezionati per i compagni (5 da titolare e solo 1 da subentrante). Stupisce, infine, la percentuali di passaggi riusciti a partita, che tocca il 78%, accompagnata dalla media di quasi 3 tiri nello specchio avversario a partita. Tutte queste informazioni ci consegnano un calciatore che, oltre a partecipare attivamente alla fase di finalizzazione della manovra biancazzurra, ha riscosso numerosi consensi in sede di valutazione: l’impegno profuso è stato spesso premiato dai pagellisti, come dimostra ampiamente la media-voto di 6,24. Ottima anche la fanta-media di 7,24, che lo vede protagonista al pari di gente come Cutrone ed abbondantemente sopra i vari colleghi più blasonati come Simeone, Pavoletti e Inglese.

ANTENUCCI, ADESSO SERVE IL GUIZZO SALVEZZA

Anche se, probabilmente, non giocherà mai in Champions League, sarà chiamato a trascinare la SPAL all’obiettivo di inizio campionato: una salvezza tanto insperata quanto meritata. Nelle ultime due sfide si troverà a fronteggiare le agguerrite difese di Torino e Sampdoria: riuscirà ad uscirne vincitore? Ha le carte in regola per farlo, di sicuro costituiranno due ghiotte occasioni per centrare definitivamente la doppia cifra, che dista ormai solo una lunghezza.

Chiudiamo con un simpatico aneddoto riguardante un’intervista che lo stesso Antenucci ha rilasciato alla Gazzetta dello Sport pochi mesi fa dove, soffermandosi tra passato e presente, aveva praticamente anticipato il suo ”magic moment” attuale:

«A Catania Zenga mi fece esordire in A: avevo 24 anni e speravo potesse essere la volta buona, ma poi le cose cambiarono e cominciai una serie infinita di prestiti. Quando andai al Leeds avevo 29 anni e pensavo di aver perso ormai il treno per la A: per limiti caratteriali, magari. Forse ho pagato un po’ l’etichetta di attaccante di categoria, che in fondo non era neanche così male per me. Perchè in alto così tardi? Probabilmente non credevo tanto in me stesso, ma la realtà è che chi segna tanto in B segna anche in A se viene schierato con continuità».

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