Pastore, ancora panchina: vale la pena tenerlo?

Pastore, ancora panchina: vale la pena tenerlo?

Il trequartista argentino, arrivato alla corte di Di Francesco per far fare alla squadra un salto di qualità importante, sta vivendo un avvio di stagione decisamente deludente: tra infortuni e prestazioni opache, non va a voto dalla sfida contro la Spal di ottobre. Vale ancora la pena tenerlo?

di Giuseppe Ronco
Pastore, ancora panchina: vale la pena tenerlo?

Pastore, è da “tagliare”? Sicuramente questo dubbio sta affliggendo i possessori del Flaco, che finora ha sfavillato assai poco, rendendosi autore di prestazioni opache che ne certificano il rendimento ben al di sotto dei suoi (elevati, su questo non c’è dubbio) standard. Fonte Gazzetta, soltanto 9 partite giocate di cui 5 da titolare: numeri assai bassi per uno che, come lui, ha oltrepassato il Rubicone ed è stato accolto con entusiasmo misto ad attesa e trepidazione dai tifosi giallorossi.

A questo si aggiunge anche un rendimento che, ad eccezione della gare contro Atalanta e Frosinone cesellate da due splendidi gol di tacco risalenti ad ormai quasi tre mesi fa, non lo ha mai visto andare oltre il 5.5. E, proprio escludendo queste gare, la media voto è disastrosa: 5, tondo tondo. E per un top di reparto è quasi la sentenza di un flop clamoroso.

PASTORE E LE RAGIONI DEL FLOP: DA ZANIOLO A PELLEGRINI

C’è da dire che i problemi fisici non hanno aiutato: il problema al polpaccio si è fatto vedere a più riprese, tenendolo fuori ben 59 giorni su 80 dal 10 Settembre al 29 Novembre. Sono 10 le gare complessive saltate dal Flaco tra Campionato e Champions per questo motivo, e sicuramente ha influito negativamente sull’inserimento negli schemi di gioco, nell’approccio alle gare e nella scarsa condizione fisica che, al momento, è il problema principale.

Questo ha necessariamente comportato lo scarso minutaggio dal recupero ad ora, con pochissimi scampoli contro Inter e Cagliari (non abbastanza per andare a voto) e addirittura panchina per tutti i novanta minuti contro il Genoa. Intanto sono emersi Pellegrini, che da trequartista ha trovato la sua giusta dimensione in un ruolo che ne esalta le qualità, e Zaniolo, che ad ora Di Francesco preferisce nel ruolo di trequartista per incisività, presenza fisica e funzionalità al tipo di gioco.

PASTORE, VALE LA PENA ASPETTARLO?

Quindi lo si può etichettare come flop da svincolare alla prima occasione? Qui la risposta è complicata: la Roma sta attraversando un momento difficile, e le previsioni a lungo termine sono al limite dell’impossibile. Quello che è certo è che se con un 4-3-3 era lecito dubitare dell’impiego effettivo dell’argentino, in un 4-2-3-1 la questione cambia completamente: per il ruolo da trequartista le qualità migliori sono le sue, senza dubbio, e ha tutte le carte in regola per riprendersi il posto da titolare, considerando anche che lo spazio per Zaniolo è destinato a diminuire proprio in funzione di un maggiore impiego del Flaco e di Pellegrini e che quest’ultimo ha le caratteristiche anche per giocare più arretrato accanto a uno tra N’zonzi e De Rossi. L’unica incognita resta, dunque, l’approccio mentale alle partite e la condizione fisica: imponderabile, certo, ma sicuramente non abbastanza per obbligare chi lo ha in rosa a guardare altrove.

Insomma, Di Francesco ha a disposizione tre trequartisti con caratteristiche diverse e, chi per un motivo chi per l’altro, con le possibilità e capacità di fare bene: la gestione non sarà semplice, e Di Francesco dovrà lavorare per ottimizzarla al meglio. Fantacalcisticamente, Zaniolo da slot scommessa si colloca decisamente tra i migliori, mentre i possessori di Pastore possono provare magari a coprirsi con Pellegrini tenendo l’argentino e aspettando che fiorisca definitivamente questa sua nuova primavera tinta di giallorosso.

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