Milan, Giampaolo è l’uomo giusto: le analogie con Sacchi e gli spunti al Fantacalcio

Parole al miele per il neo-tecnico rossonero da parte di chi la storia del Milan l’ha fatta. E i parallelismi con Sacchi non desinano.

di Giuseppe Ronco
Milan, Giampaolo è l'uomo giusto: parola di Arrigo Sacchi

L’avventura di Giampaolo sulla panchina rossonera inizia con il benestare di un totem della storia milanista come Arrigo Sacchi. Entrambi arrivati “dal basso”, entrambi con alle spalle una gavetta lunga e importante, entrambi accolti con cautela dal tifo. “Signor Nessuno”, così fu definito Sacchi all’epoca da un autorevole giornale: era il 1987, e proprio da lì venne poi scritta la storia di una delle squadra più forti di sempre.

GIAMPAOLO E LA RINASCITA MILAN

Entrambi arrivati in sordina, entrambi per ripartire e rendere di nuovo grande la squadra dopo un quinto posto. L’ex tecnico della Sampdoria, tuttavia, si presenta con un bagaglio maggiore. Proprio con i blucerchiati abbiamo potuto ammirare il suo calcio propositivo, dinamico e moderno, e proprio dal suo calcio si ripartirà per rifondare il progetto Milan.

E l’idea alla base della scelta è chiara: partire dal gioco, dal collettivo, e ridare un’identità alla squadra. Una sfida stimolante che il neo-tecnico rossonero saprà sicuramente cogliere. Pochi acquisti, ma mirati, e soprattutto la voglia di mettere i giocatori a disposizione al posto giusto. Di giovani valorizzati e responsabilizzati, Giampaolo in curriculum ne annovera tanti. E adesso ne potrà aggiungere altri, da Çalhanoglu fino a Paquetà.

TATTICA E FANTACALCIO CON GIAMPAOLO

E proprio dal gioco bisogna partire per provare a tradurre e decifrare questo nuovo Milan. Un gioco verticale, dinamico e votato alla costruzione e alla manovra offensiva. 4-3-1-2 e varianti la base, con un tridente offensivo da gestire e ridefinire.

Andrè Silva potrebbe affiancare Piatek, con Suso a suggerire, in una metamorfosi tattica che potrebbe farlo rinascere. Occhio al portoghese, perché gli attaccanti lanciati da Giampaolo non mancano: da Muriel a Schick, passando per un Quagliarella completamente rinato.

Tanta densità e corsa per le mezzali, con Kessiè e Paquetà che offrono il giusto mix di tecnica e fisicità al nuovo  mister e che si prospettano decisamente appetibili in fase d’asta. Discorso diverso per il play basso, per il cui ruolo è in lizza Biglia e che svolge un compito decisivo nello scacchiere del tecnico. Lì abbiamo visto crescere e diventare grande Torreira, a cui proprio Giampaolo ha messo le ali per spiccare il volo, destinazione Arsenal: pochi bonus, ma tanta continuità e buone prestazioni assicurate.

Cura nei minimi dettagli anche della fase difensiva, con le crescite esponenziali di Skriniar e Andersen. Adesso la porta la blinda Donnarumma, e davanti la cerneria difensiva è composta da difensori già rodati e di esperienza. Romagnoli, Musacchio e Caldara, che ha tutta la voglia di lasciarsi l’annata appena trascorsa alle spalle, hanno tutti i presupposti per fare bene.

Tanti spunti fantacalcistici, insomma, e la voglia di vedere in campo questo nuovo Milan, sicuri che la cura Giampaolo possa funzionare. Parola di Sacchi.

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