Lazio, Correa entra e segna: un’arma da sfruttare

Lazio, Correa entra e segna: un’arma da sfruttare

Una sola presenza da titolare e 12 panchine non hanno impedito a Correa di mettere in mostra il suo talento: tre gol per lui, due dei quali decisivi per la vittoria. L’ultimo lo ha messo a segno nel pareggio contro il Milan: Inzaghi adesso deve considerarlo seriamente.

di Giuseppe Ronco
Correa, entra e segna: adesso vuole più spazio

L’exploit di Luis Alberto l’anno scorso, unito ad un problema muscolare che ne ha permesso il rientro solo a dicembre inoltrato, avevano relegato Felipe Anderson al suolo di subentrante, in cui comunque il brasiliano è riuscito a mettere in mostra le proprie qualità. Nomi nuovi, ma la situazione è la stessa anche quest’anno, con l’argentino Joaquín Correa al posto del brasiliano ormai ex Lazio. Perché “El Tucu”, finora, ha avuto una sola chance da titolare contro l’Udinese (andando per altro in rete). Poi staffetta, ormai annunciata, con Luis Alberto e gli ultimi 25/30 minuti a disposizione per incidere.

CORREA: ARMA A GARA IN CORSO PER INZAGHI

E a gara in corso Correa è arma micidiale: gol vittoria a Parma e gol del pareggio contro il Milan a San Siro. Giocatore mobile, tecnico, con il dribbling nel sangue e con un grande passo che gli permette di spaccare le partite e infierire sulle difese stanche e con le squadre lunghe. Forse sono queste le riflessioni che fanno propendere Inzaghi a scegliere di farlo partire sempre dalla panchina: il calcio si sta evolvendo, e sicuramente la linea di demarcazione tra titolari e riserve diventa sempre meno nitida.

Correa è ormai appuntamento fisso, quando attorno al sessantesimo si alza la lavagnetta luminosa si sa già che sarà lui a subentrare: la certezza del suo posto, dunque, ce l’ha. E con questo andamento ha anche le sue possibilità di segnare, forse anche maggiori. Potrebbe essere un giocatore da trenta minuti finali, uno di quelli che entra e rivoluziona il risultato: almeno così, finora, la vede Inzaghi.

CORREA: I GOL RECLAMANO SPAZIO

Eppure uno con quel talento, capace di tirare quei colpi fuori dal cilindro in qualsiasi momento, non è da lasciare in panchina a cuor leggero. E’ vero che davanti c’è un certo Luis Alberto, faro del gioco offensivo laziale, che ieri contro il Milan ha dato segni di ripresa dopo un avvio non ai suoi livelli, ma è anche vero che la carta Correa, costata tra l’altro 16 milioni e mezzo a Lotito, potrebbe essere usata e valorizzata di più. Perché magari sarà anche un giocatore che rende al meglio a gara in corso, ma magari no: provare, dunque, per credere, ed è proprio questo che al tecnico delle aquile manca il coraggio di fare. I gol fanno cantare lo stadio. I gol portano punti. I gol reclamano spazio. E quello concesso al “Tucu”, finora, sta decisamente stretto.

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