Inter, quanta fatica senza Nainggolan

Inter, quanta fatica senza Nainggolan

Nainggolan decisivo per questa Inter: con lui in campo 9 vittorie e un pareggio in 11 gare contro le 3 sconfitte nelle 5 partite disputate in sua assenza.

di Giuseppe Ronco
No ninja, no party: senza di te è un'altra Inter.

A confrontare l’andamento della squadra di Spalletti, con e senza Nainggolan, ci si rende subito conto di una cosa: Radja è, per questa Inter, sempre decisivo. In termini di corsa, qualità, strappo, dinamismo pochi (e nessuno nella rosa nerazzurra) possono fare meglio. Un giocatore senz’altro fondamentale e il cui apporto alla squadra risulta imprescindibile: forse proprio l’elemento che ha permesso (e sta permettendo) quel salto di qualità che nella Milano del biscione mancava da tempo.

INTER, CON E SENZA NAINGGOLAN: IL CONFRONTO

A partire dai risultati (9 vittorie in 11 gare contro le 3 sconfitte in 5 gare senza il belga in campo) la differenza è evidente: 82% di vittorie contro il 20%, 1,9 gol a partita contro 1,2, 0,5 reti subite contro 1,8 e, per finire, 2,5 punti a gara contro gli 0,8 in sua assenza. I numeri non esaudiscono il calcio, è vero, e bisogna sempre cercare di andare un po’ oltre, ma certamente danno un’indicazione precisa e chiara che è impossibile non ascoltare, soprattutto quando le evidenze sono così nette come in questo caso. Perchè anche se i “meno titolari” stanno dando i loro frutti (tra tutti Joao Mario e Gagliardini, mai davvero in luce l’anno scorso e reduci da un buon momento di forma) e l’Inter sta mostrando carattere e una solidità che nelle scorse stagioni è venuta a mancare, la differenza di rendimento è notevole e non si può non coinvolgere, nell’osservarla, proprio Nainggolan.

INTER, CON O SENZA NAINGGOLAN: L’ASSETTO TATTICO

Proprio guardando l’assetto tattico della squadra con e senza il belga si evince come le sue qualità tecniche e agonistiche siano tanto necessarie quanto insostituibili. Senza di lui l’Inter ha trovato un equilibrio nuovo, è vero, che però non risiede più nel 4231 di marca prettamente “spallettiana”, ma in un 4-3-3 che valorizza gli inserimenti delle mezzali (vedi Vecino, Gagliardini e Joao Mario), permette a Brozovic di correre meno ed essere più lucido in fase di costruzione (vantaggio evidente soprattutto nella spettacolarità del gioco ritrovata) e fa sì che Perisic e Politano giochino più vicini alla porta.  Insomma, senza Nainggolan la squadra ha avuto bisogno di trovare un equilibrio tattico differente che permetta di sopperire alla mancanza del suo apporto decisivo sia in fase di interdizione che in fase di costruzione della manovra. E in tutto ciò la differenza di risultati resta netta, a rimarcare quanto sia importante per i nerazzurri che il ninja sia in campo, magari nelle condizioni di forma migliori: soprattutto adesso, con le sfide contro Tottenham, Roma e Juventus alle porte e quanto mai decisive per dimostrare che il salto di qualità tanto atteso è finalmente avvenuto.

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