Il derby di Verona secondo Shakespeare

di Redazione Fantamagazine

Il tifoso pallonaro medio rabbrividisce nel sentire una parola più di ogni altra, nulla a che vedere con “scudetto”, “Champion’s League”, “Triplete” o “Zero tituli”. Sono cinque semplici lettere che valgono più una stagione, cinque lettere in grado di spedirti in 90 minuti in paradiso come all’inferno. Chiunque abbia mai giocato o vissuto da tifoso un derby sa che è questione per cuori forti e caviglie d’acciaio. Dalla serie A alla terza categoria vivere un derby è un’emozione speciale, qualcosa che calcisticamente parlando è inspiegabile, perché è come se per quella domenica si annullassero i punti in campionato, i gol fatti o subiti,  le stelline sulla maglia o le wags in tribuna. La supremazia cittadina è tutto: chi vince regna, almeno fino al derby successivo. Una stracidattina che attinge dalla letteratura

L’amore contrastato tra Romeo e Giulietta sullo sfondo di una Verona piena di dissidi
L’Italia e la serie A di oggi possono vantare derby cittadini che hanno fatto la storia del nostro calcio, come Milan-Inter, Roma-Lazio, Juventus-Torino e Genoa-Sampdoria. Poi c’è un derby che per metà attinge dal grande libro della storia e per metà da una favoletta di quartiere; anche Verona da un ventennio a questa parte può vantare un derby tra i piani nobili del calcio nostrano, Hellas Verona-Chievo. La storia di questa sfida è recente e cominciò a prendere forma quando il piccolo Chievo scalava categorie su categorie per raggiungere gli amici del Verona scudettati nell’84-85 (ebbene sì, agli albori erano amici), un po’ come quando Romeo, tanto per restare in città, guardava affascinato con il naso all’insù la sua bella Giulietta sul prestigioso balcone della serie A, sognando un giorno di affacciarvisi insieme. Anche Giulietta amava Romeo, d’altronde che fastidio avrebbe potuto dare un quartierino tra le potenze del calcio italiano? Il primo derby della Scala si disputò in serie B il 10 dicembre 1994, quando Hellas e Chievo pareggiarono 1 a 1. Seguirono altri 7 incontri nella serie cadetta, con il computo totale in perfetta parità, 3 vittorie a testa e 2 pareggi.

Il derby della Scala finalmente in serie A

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Malesani esulta alla vittoria del derby
Nella stagione 1998-1999 il Verona festeggiava un nuovo ritorno in serie A, dopo la fugace apparizione di due stagioni prima; Romeo non poteva più aspettare, e due anni dopo prese la Scala e raggiunse il balcone di Giulietta:  Chievo in serie A. Nel frattempo l’amore fra le due squadre e fra le due tifoserie diminuiva, e la sfida assumeva sempre più i connotati di un vero derby. E’ dunque preferibile all’immagine dei due innamorati quella dei mussi volanti, così venivano definiti i clivensi, che presero il volo e raggiunsero i mastini veronesi, pronti alla battaglia. Il primo scontro storico nella massima serie avvenne il 18 novembre 2001, conclusosi con un rocambolesco 3 a 2 in rimonta per l’Hellas e con la pazza corsa sotto la Sud del mister dell’Hellas Malesani, che aveva guidato i “ceoloti” nei primi quattro derby in serie B. Il gesto risultò parecchio indigesto al Chievo e ai suoi tifosi, mentre il mister venne idolatrato sull’altra sponda dell’Adige. Fu la classica goccia che fece traboccare il vaso: era derby vero, Romeo e Giulietta un ricordo dolce ma lontano; la stagione, dopo la partita di ritorno vinta 2 a 1 dal Chievo, vide la retrocessione del Verona e il Chievo dei miracoli in Coppa Uefa. Davide aveva sconfitto Golia e con orgoglio e decisione si apprestava, o meglio si illudeva, di conquistare l’intera città ed i cuori dei suoi abitanti. Infatti, per i seguenti 12 anni la gloriosa squadra dell’Hellas navigò tra le serie minori sfiorando addirittura il baratro delle serie C2 nel 2008, ma i suoi tifosi non la tradirono mai, tantomeno per l’odiata matricola clivense. Durante il lungo periodo di purgatorio dei cugini, il Chievo stupiva il mondo con una serie di salvezze miracolose e con la storica qualificazione ai preliminari di Champion’s League nel 2006 a seguito dei fatti di Calciopoli. Nel 2007 il Chievo retrocesse in B, cosicchè quell’anno la città di Verona non fu rappresentata nella massima serie. Il Chievo fu tenace nel risalire l’anno seguente in A e nel 2013-2014 terminò finalmente l’attesa: l’Hellas di Mandorlini era di nuovo in nell’olimpo del calcio italiano ed era nuovamente  derby. Le ultime sfide ai nostri giorni

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Lazarevic decide il primo derby da allenatore di Corini
Il 23 novembre 2014, il Chievo di mister Corini, unico giocatore in grado di segnare con entrambe le maglie nel derby, appena subentrato a Sannino, vinse all’ultimo respiro grazie a Lazarevic. Ossigeno puro per la classifica molto deficitaria del Chievo, rammarico per l’Hellas che galoppava in classifica sulle ali dell’entusiamo. 0-1 restituito dai cugini nella partita di ritorno con la rete dell’eterno Luca Toni, che insieme ad Iturbe e Romulo trascinò la squadra neopromossa ai piedi della zona Europa League. Anche il Chievo a fine campionato si salvò e così altre due pagine di derby erano pronte per essere scritte. Sulla prima ha messo la firma Paloschi all’82esimo della sfida d’andata, la seconda la scriverà chi avrà più voglia di vincere domenica. Le due squadre sono già matematicamente salve, si gioca esclusivamente per la supremazia cittadina. Montecchi e Capuleti sono pronti, buon derby.

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