Genoa, Prandelli: chi può dormire sonni tranquilli al Fantacalcio?

Genoa, Prandelli: chi può dormire sonni tranquilli al Fantacalcio?

Eliminazione dalla Coppa Italia fatale, con l’ex CT della Nazionale pronto a prendere in mano la squadra: vediamo come e se cambierà il volto del grifone.

di Giuseppe Ronco

Ha toccato il suo minimo, la parabola Juric al Genoa: dopo esser stato rilevato da Ballardini a metà dello scorso anno, per poi subentrargli nuovamente dopo il pareggio casalingo contro il Parma del 10 ottobre scorso, il tecnico croato ha lasciato ora spazio a Prandelli. Decisione che era già nell’aria e su cui ha pesato molto l’eliminazione dalla Coppa Italia contro l’Entella, squadra di Serie C, dopo una rocambolesca partita in cui il Grifone si è visto rimontare al 120′ e poi superare ai rigori dopo una serie lunga sedici tiri.

PRANDELLI: LA STORIA E I MODULI

Prandelli, nome di alto spessore, ha fatto benissimo con la Fiorentina nella annate 2005-2010, portandola addirittura  a giocarsi la Champions, e molto bene con l’Italia ad Euro 2012, con un secondo posto insperato e frutto di buon gioco e ottime prestazioni. Fulcro dei principi di gioco del tecnico è il centrocampo, essendo stato centrocampista lui stesso. È da sempre noto per adattare il modulo alle potenzialità dei suoi giocatori, e non viceversa, per esaltarne le caratteristiche principali.

In questo contesto, a seconda degli interpreti, mantenendo invariata la difesa a 4, ha sempre mostrato una certa dinamicità di interpretazione dei moduli stessi. Passato dal 4-3-3 al 4-4-2 con la Fiorentina, per valorizzare al meglio due punte come Pazzini e Toni, in Nazionale, dopo il 4-3-1-2 atto a sfruttare la grande qualità a centrocampo (Motta, Verratti, Pirlo, Marchisio, De Rossi), ha dato vita a un 4-1-4-1 capace di trasformarsi in un 3-4-3 in fase di possesso.

Dopo l’eliminazione ai gironi del Mondiale del 2014, solo esperienze negative per il tecnico. Prima col Galatasaray, abbandonato da una dirigenza e un presidente dimissionario; poi con un Valencia in cui sono stati i giocatori stessi ad abbandonarlo, tanto da non presentarsi neanche agli allenamenti; per finire con l’Al Nasr, che ora sta ottenendo risultati peggiori di quelli conseguiti con Prandelli in panchina.

PRANDELLI: COME CAMBIA IL GENOA

La sfida con la Spal non può certo essere indicativa per immaginare quelle che saranno le variazioni che Prandelli implemementerà sul sistema di gioco del Genoa: in sostanza, si è adottato lo stesso schieramento tattico in auge con Juric, per non destabilizzare i giocatori con solo un paio di allenamenti a disposizione e per conquistare un punto fondamentale soprattutto in virtù degli oltre settanta minuti giocati in dieci.

Adesso, tenendo conto sia delle dichiarazioni nella conferenza di presentazione sia dei trascorsi (uno su tutti la prima stagione alla Fiorentina, con una rosa su carta e per caratteristiche dei giocatori simile a quella che si ritrova ora a Genova), si può immaginare che si imposterà una squadra sul 4-3-3 o 4-5-1, ma si caldeggiano anche le ipotesi di un più razionale 4-4-2 o 4-3-1-2 che coinvolgerebbe maggiormente Pandev nel progetto.

Kouamè e Piatek verranno valorizzati, a detta di Prandelli stesso, e bisognerà capire soltanto se il tecnico vede meglio il primo sulla fascia, per sfruttarne le doti atletiche, o come seconda punta, per aumentare la densità in area e dare una mano sulle palle alte. Un Kouamè sulla fascia porterebbe ad un 4-3-3, mentre come seconda punta le scelte restano vincolate al 4-4-2 e al 4-3-1-2, a seconda appunto del peso che si vorrà dare a Pandev.

In ogni caso i possessori di Criscito, Biraschi, Romulo, Sandro e delle due giovani punte possono stare ragionevolmente tranquilli. Anche con Gunter può esserci una buona intesa, considerando che il giovane è stato allenato proprio da Prandelli al Galatasaray e che il tecnico ha speso su di lui note di apprezzamento.

Quindi, difesa a 4 con Criscito reindirizzato sull’esterno e centrali fisici e di esperienza, che al Genoa non mancano. Centrocampo con Romulo, giocatore estremamente qualitativo e capace di giocare sia come mezzala sia, in casi di assenza di Pandev, da vertice alto del rombo, Sandro e Veloso a giocarsi un posto da regista e Hiljemark mezzala nel caso di 4-3-1-2.

Se invece, come è anche probabile, la squadra scenderà in campo con un 4-3-3, dentro uno tra Pandev e Medeiros sull’esterno del tridente. Per il 4-4-2 invece, possono tornare in auge i nomi di Lazovic e Romulo adattato a esterno di centrocampo, con due nomi in mediana tra Hiljemark, Sandro e Veloso.

Non da escludere inoltre, un cambio di modulo a partita in corso o di partita in partita: il “trasformismo” ed il sapersi adattare ai valori espressi dai propri calciatori è una caratteristica prandelliana, che vedremo sicuramente anche nel Genoa. In ogni caso, difficile dire quanto tempo ci vorrà alla squadra per assimilare tali variazioni: quello che è certo è che adesso il Genoa deve ripartire, sotto la guida di un condottiero che le carte in regola per far bene ce le ha tutte.

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