Fiorentina, alla ricerca del Simeone perduto

Fiorentina, alla ricerca del Simeone perduto

L’attaccante viola sta ampiamente deludendo. Proviamo a capire il perché.

di Fabio Cancemi

A metà agosto, quando il nuovo campionato si accingeva a iniziare, davvero in pochi si sarebbero aspettati una delusione così cocente da Giovanni “Cholito” Simeone. Il giovanissimo attaccante argentino, approdato alla Fiorentina la scorsa stagione, aveva avuto un rendimento altalenante nella Serie A 2017-2018, ma mai aveva palesato le difficoltà incontrate in queste prime 12 giornate della nuova stagione. Il percorso di crescita che sembrava paventarsi per lui si è bruscamente fermato. Il digiuno dal gol dura ormai dal recupero della prima giornata contro la Sampdoria e non si notano particolari segnali di ripresa.

FIORENTINA: LE POSSIBILI CAUSE DEL FLOP SIMEONE

Quali possono essere le cause di questa netta involuzione? Come sempre accade si tratta di una pluralità di fattori. Qualche responsabilità va ascritta alla società che non ha, di fatto, provveduto all’acquisto di un vice che potesse non solo far rifiatare l’attaccante (al quale tutto si può rimproverare tranne l’impegno per 90 minuti), ma anche mettergli in qualche modo pressione, tenerlo sulle spine e non farlo sentire costantemente sicuro del posto.

Delle colpe vanno date anche a Mister Pioli che, a dispetto di una tenuta difensiva di tutto rispetto, ha impresso un “non” gioco a livello offensivo. In tal senso, lo schema viola si esaurisce in due soluzioni: “palla a Chiesa e speriamo corra sempre come un matto”, oppure “puntiamo sugli inserimenti di Benassi”. Per il resto la manovra offensiva risulta davvero sterile e manca l’uomo che possa innescare Simeone, un trequartista tipico per intenderci. L’attaccante argentino così risulta spesso isolato e non può che limitarsi ad un encomiabile lavoro in pressing.

Ovviamente il giocatore stesso non è esente da colpe. Se è vero che di palloni per battere a rete gliene arrivano ben pochi, è anche vero che nelle occasioni in cui poteva timbrare il cartellino ha peccato di freddezza o non si è fatto trovare nel posto giusto al momento giusto. Ma Simeone non è, per citare alcuni bomber del passato e del presente, Trezeguet, Luca Toni o Icardi: ha bisogno di più occasioni per andare in gol.

In ultimo non va sottovalutato l’equivoco tattico alla base di tutto: Simeone non è una prima punta, non nel senso stretto del termine perlomeno. Risulta al momento una sorta di ibrido tra un falso nueve e una seconda punta che ha, delle volte, colpi da puntero e che probabilmente avrebbe bisogno di un uomo a supporto lì davanti.

FIORENTINA: SIMEONE AL FANTACALCIO

Il finale in crescendo della scorsa stagione aveva ingannato tifosi viola e fantallenatori che si aspettavano quest’anno un rendimento addirittura migliore o, se non altro, pari a quello del campionato scorso (concluso con 14 reti e 4 assist). Inquadrato da molti come secondo slot in leghe ad 8, è fin qui una delusione colossale. Ha messo a referto la pochezza di 2 reti e 1 assist con una Media Voto di 5,54 e una Fantamedia pari a 5,87. Numeri da quarto/quinto slot. E allora? Come gestirlo al Fantacalcio? Si può lasciare in panchina se si hanno alternative affidabili, nell’attesa del risveglio, oppure schierarlo nei match più abbordabili valutando di volta in volta il calendario. Purtroppo, finché non muterà qualcosa nel gioco della Viola, è poco probabile che il Cholito regali le gioie che in molti si aspettavano e al momento sarebbe notevolmente svalutato anche per eventuali scambi. Attendete ed incrociate le dita nella speranza di una rinascita, la stagione dopotutto è ancora lunga.

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