Fantacalcio Cagliari, l’attacco e Nainggolan non incidono: dove sono finiti i bonus?

Tra quelli davanti segna solo Joao Pedro, mentre il Ninja sembra lontano parente del vero Nainggolan

di Mauro Maccioni

Il Cagliari non naviga in buone acque e la sconfitta nel finale con l’Atalanta conferma la brutta aria che tira da tempo. Ora Di Francesco è più che mai a rischio, con i rossoblù a -2 da una salvezza sempre meno probabile. Servirebbero i gol degli attaccanti che, però, non arrivano. Magari anche del Ninja, vero campione della rosa insieme a Joao Pedro. Eppure, i +3 sono un miraggio.

ATTACCO DESERTICO

Di Francesco è il primo a riconoscere il più grande limite della rosa. Dopo la partita con l’Atalanta, infatti, si è lasciato andare ai microfoni di Sky Sport: “Abbiamo fatto pochi gol, le soluzioni le abbiamo avute anche in questa gara“. Un chiaro messaggio difficilmente fraintendibile, con Simeone e Pavoletti che devono incassare e portare a casa. D’altronde, i numeri danno ragione al tecnico.

2021 SENZA BONUS

Prendendo in considerazione le partite del 2021 – ben 8 – le statistiche sono impietose. Escludendo il gol di Sottil in Coppa Italia, gli unici 3 centri in campionato sono arrivati da Joao Pedro. Poi il vuoto. Simeone, Pavoletti e Cerri non riescono a farsi sentire là davanti e il trend non sembra essere al punto di svolta. Per trovare l’ultimo gol di Simeone bisogna addirittura scendere fino alla partita con il Bologna del 31 ottobre – persa 3-2. Certo, per il Cholito bisogna anche tenere in considerazione il Covid che lo ha tenuto fermo qualche settimana e che ne ha rovinato il ritmo, ma i numeri – esclusi i 4 gol nell’arco di 3 partite – non sono mai stati dalla sua parte. Pavoletti, invece, si è bloccato dopo essersi sbloccato con lo Spezia. Giochi parole a parte, il centravanti sembrava sul punto di partire per una nuova avventura dopo i numerosi infortuni. Alla fine è rimasto, ma oltre al gol appena citato non esistono altre prove di bonus se non due assist che, di certo, non incidono molto. Per ultimo Cerri, un discorso a parte sia per qualità, sia per impiego: il centravanti è una carta dell’ultimo minuto e, anche se ci aspettava qualcosa di più, il suo rendimento non può essere paragonato agli altri due.

IL NINJA DISPERSO

Anche su Nainggolan Di Francesco non ha scelto il silenzio. “Fisicamente è ancora al di sotto del suo livello“, aveva detto prima di affrontare l’Atalanta. Con i bergamaschi una risposta è arrivata e il Ninja ha finalmente lanciato qualche segnale, ma i bonus continuano a non farsi trovare e i motivi sono molteplici. In primis la sua condizione fisica: Nainggolan è arrivato dall’Inter dopo un periodo di completo inutilizzo che sicuramente non lo ha aiutato. Serve e servirà tempo, ma ormai la pazienza inizia a dare i primi segnali di cedimento: se con l’Atalanta è arrivato qualche segnale, ci si augura che quella flebile luce non si estingua ma che aumenti d’intensità. Dall’altro lato, troviamo la sua posizione. Ieri è tornato nel suo ruolo naturale dietro le punte e, non a caso, è stata una buona prova. A causa delle numerose assenza Di Francesco si è visto spesso costretto ad arretrarlo in una posizione che, sì, è in grado di occupare ma che, comunque, non è la più adatta alle sue caratteristiche. Con il rientro di Duncan e una stabilizzazione delle gerarchie, il Ninja potrebbe trovare sempre più spazio davanti e magari qualche bonus. Per ora, in 11 partite 0 gol e 0 assist. Peggiorare è impossibile.

AL FANTACALCIO

Quello che lanciamo per quanto riguarda il Fantacalcio è un SOS che risuona a gran voce: evitare gli attaccanti del Cagliari meno che Joao Pedro. Abbiamo già portato a galla quanto le punte rossoblù siano sterili e, a meno di cambi improvvisi che potrebbero arrivare solo con un nuovo allenatore, per ora è meglio girare al largo. Discorso analogo per Nainggolan: dietro le punte è sempre schierabile, ma anche lui risente delle difficoltà del Cagliari. Di Francesco affronterà, nelle prossime tre gare, Torino, Crotone e Bologna: fare punti è d’obbligo, altrimenti le strade si divideranno. In quel caso i discorsi cambieranno, ma per ora – lo ripetiamo – se si hanno alternative… beh, è arrivato il momento di invertire i ruoli: il Cagliari di adesso è un deserto di bonus.

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