Atalanta: Gomez, dove sei finito?

Atalanta: Gomez, dove sei finito?

Un solo 6,5 (fonte Gazzetta) quest’anno quando non in gol: un rendimento non da Papu, che ci ha abituato a voti ben più alti. Cerchiamo di capirne le ragioni.

di Giuseppe Ronco
Gomez, dove sei finito? El Papu non brilla più

Alejandro Gomez, faro e trascinatore dell’Atalanta, è sempre stato un giocatore dal profilo fantacalcistico ben preciso: un numero di reti attorno alle 7-8, un ammontare di assist equivalente e portatore sano di 7 in pagella. Con Gasperini ha trovato nuova linfa, soprattutto nella stagione del quarto posto (2016-2017), arrivando addirittura a 16 marcature, salvo poi calare leggermente lo scorso anno (solo 6 reti e un rigore sbagliato), mantenendo comunque voti sufficienti anche in gare prive di marcatura. Quest’anno, però, l’andamento sembra diverso, con un solo 6,5 e una Media Voto di 5,77 in 11 gare (stimata con voti Gazzetta e non considerando le tre partite in cui il Papu ha timbrato il cartellino).

GOMEZ, LE RAGIONI DEL CALO

Il problema di Gomez non è realizzativo, in quanto i quattro gol segnati in 14 gare lo proietterebbero su un traguardo finale che oscilla tra le 8 e le 10 reti stagionali, ma di rendimento: e non è da poco, perché i suoi fantapossessori lo hanno preso in sede d’asta proprio per queste sue caratteristiche. Finora però, un rendimento da “terzo slot classico”, con una proiezione vicina alla doppia cifra, qualche assist e difficoltà a raggiungere la sufficienza nelle gare in cui mancano i bonus, contro quello atteso da “secondo slot e mezzo”, ovvero proiezione vicina alla doppia cifra, 5 o 6 assist e voti ampiamente sufficienti anche nelle partite senza reti. Una differenza che, forse, giornata per giornata non conta molto, ma su tutto il campionato può avere un’influenza importante.

Le ragioni di tale rendimento a cui possiamo pensare sono molteplici:

-innanzitutto, un calo fisico dovuto alle fatiche della preparazione anticipata (e pesante, come è solito operare Gasperini) per fronteggiare la qualificazione all’Europa League, poi mancata;

-in secondo luogo, un probabile contraccolpo psicologico legato proprio a quest’ultimo fattore;

-oltre a questo, la squadra ha vissuto un momento estremamente negativo lungo almeno 8 giornate e nel quale emergere sarebbe stato veramente difficile;

-in più, nelle ultime gare e a partire dalla sfida contro il Chievo, Gasperini ha provato per il Papu una posizione “nuova”, schierandolo trequartista dietro le due punte. Posizione in cui, a detta dello stesso Gomez, i compiti erano anche di copertura, per ovviare soprattutto in fase di non possesso alla mancanza di un sostituto di Cristante.

Tutte circostanze che tolgono lucidità di gamba all’attaccante argentino che per brillare ne ha disperatamente bisogno. E un dato utile in questo senso è quello sulle conclusioni (primo della squadra con 34, dati della Lega Serie A) e sulle occasioni da gol (20 finora, secondo solo a Zapata con 27). Grande abbondanza insomma, ma poca concretizzazione, sintomo evidentemente di un non arrivare al tiro nelle migliori condizioni.

GOMEZ, I MARGINI DI MIGLIORAMENTO

Detto ciò, i margini di miglioramento di Gomez sono elevati: la proiezione sulle reti a fine stagione, tenendo conto del fatto che è stimata su dati raccolti da prestazioni figlie delle condizioni non ottimali citate in precedenza, potrebbe anche essere maggiore, e l’esperimento tattico del trequartista sembra esser già stato accantonato da Gasperini (nel secondo tempo contro il Napoli e in tutta la sfida contro l’Udinese il Papu ha giocato largo a sinistra, come suo solito). Condizione transitoria dunque, e destinata a cambiare. Anche nell’annata memorabile dei 16 gol, a questo punto del campionato ne aveva messi a segno 3, uno in meno rispetto ad ora, e 5 in tutto il girone di andata: i restanti 11 sono stati messi a segno in sole 7 gare di ritorno, ad evidenziare come sia un giocatore le cui marcature non sono regolarmente distribuite.

Il problema, ad ora, è solo quello di alzare il raggio d’azione, troppo basso specialmente nelle ultime apparizioni, perché anche i dati sugli expected goals sono incoraggianti: è quarto nella classifica della squadra per tiri provati a partita con 3,16, primo nella classifica di passaggi chiave ai compagni con 3,39 a gara, secondo nella classifica di expected assist con 3,9 finora. L’unica pecca sta proprio a rimarcare quanto detto finora: gli xG sui 90 minuti, ovvero una proiezione sui gol in base alla pericolosità dei tiri effettuati, sono solo 0,2, con ben 7 compagni davanti a lui.

Problema risolvibile, soprattutto per uno come lui, magari anche con l’aiuto di Gasperini, che può restituirgli la vitalità ed il dinamismo di gamba necessario a ritrovare una pericolosità di tiro che ha rappresentato la sua caratteristica principale e che, quest’anno, fatichiamo a vedere.

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