SPAL, Antenucci stenta: crisi o semplice momento no?

SPAL, Antenucci stenta: crisi o semplice momento no?

Mirco Antenucci, l’uomo della salvezza spallina, sta attraversando un momento di crisi in termini non solo realizzativi, ma anche di rendimento. Cerchiamo di capire cosa succede al capitano della squadra di Ferrara.

di Giovanni Sichel, @SichelGiovanni

Se è vero che ”una rondine non fa primavera”, è altrettanto vero che uno stormo di rondini, per quanto piccolo, il lecito dubbio dovrebbe metterlo a chiunque. Così, se le prime prestazioni poco brillanti di Mirco Antenucci non avevano preoccupato più di tanto, dopo le ultime partite qualche domanda è giusto porsela: cosa sta succedendo al trascinatore che lo scorso anno a suon di prestazioni superlative ha portato la SPAL alla salvezza? Che sia già tutto finito?

ANTENUCCI, CRISI O SEMPLICE MOMENTO NO?

Numeri piuttosto precari in quest’inizio di campionato per lui: appena 1 gol e 0 assist in 610 minuti distribuiti in 8 match – 7 da titolare e 1 da subentrante. Il dato più preoccupante della crisi del capitano spallino, però, non è tanto la mancanza di gol in questa prima parte di campionato. Infatti, se facciamo un confronto dei 610 minuti giocati in questa stagione 2018/2019, con i primi 610 minuti della scorsa stagione il dato di tiri e gol effettuati non è poi così diverso: se nel 2017/2018 in 610 minuti aveva realizzato 14 tiri e 2 gol, in questa stagione ne ha realizzati 15 e 1 gol. Il dato che è invece sensibilmente cambiato è quello dei passaggi chiave e degli assist. In questa stagione Antenucci ha effettuato 4 passaggi chiave e 0 assist, mentre nei primi 610 minuti della passata stagione i passaggi chiave erano 9 e gli assist già 3.

Bisogna però contestualizzare questo dato: Antenucci lo scorso anno doveva dividersi fra la fase di costruzione e accompagnamento della manovra e la fase realizzativa a causa della presenza di Paloschi che – come sta dimostrando anche quest’anno nelle sue sortite dalla panchina – è un attaccante più portato ad attaccare la profondità e ad occupare gli spazi. Questo costringeva il numero sette ad un doppio lavoro che però, in termini fantacalcistici, si è tramutato comunque in numeri d’oro per i suoi fantapossessori.

Quest’anno però il suo compagno di reparto è Andrea Petagna. L’ex Atalantino ha caratteristiche molto diverse dal numero 43: ha, infatti, fra le sue qualità più spiccate una tale capacità di nascondere e proteggere il pallone che in Italia in pochi possiedono. Inoltre è un giocatore che gli spazi li apre per gli inserimenti dei compagni: questo dà la possibilità ad Antenucci di essere meno coinvolto in fase di costruzione e più libero di approfittare degli spazi creati dal compagno.

In queste prime 8 giornate, però, non sembra aver funzionato ed il rigore sbagliato contro l’Inter testimonia che comunque questo per il capitano della Spal è un momento di flessione. Fra le possibili cause la più probabile è che ancora Antenucci non abbia raggiunto il suo stato ottimale di forma e la pesantezza nelle gambe lo portino ad essere poco lucido in quelle occasioni che lo hanno portato in gloria nella passata stagione.

SPAL, ANTENUCCI AL FANTACALCIO

In molti, probabilmente senza alcun fondamento, stanno già pensando di cedere l’attaccante ferrarese. I commenti apocalittici, che parlavano addirittura di un giocatore finito“, si sprecano sul web ma è giusto analizzare la situazione in maniera lucida. A nostro avviso tutto questo panico è assolutamente immotivato. Se è vero che, ad oggi, mancano all’appello 1 gol e 3 assist rispetto alla passata stagione, è anche vero che sugli 11 gol e 7 assist che Antenucci ha portato in dote lo scorso anno, ben 7 gol e 3 assist sono arrivati soltanto nella seconda metà di stagione.

Questo significa che anche lo scorso anno ha avuto bisogno di più tempo del previsto per raggiungere lo stato ottimale di forma e che probabilmente, visto quanto fatto nel recente passato, merita più fiducia da parte dei suoi fantapossessori. Noi crediamo infatti che il record personale della passata stagione sia non solo assolutamente replicabile, ma anche migliorabile una volta recuperata la giusta forma fisica. E la vicinanza di un giocatore come Petagna potrebbe essergli di grande aiuto per aprire varchi e tentare più tiri verso lo specchio avversario…

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