La fabbrica del bonus: la Roma di Spalletti ed il “falso nueve”

La fabbrica del bonus: la Roma di Spalletti ed il “falso nueve”

Analisi tattica dei giallorossi alla ricerca del bonus tanto amato

Stadio Olimpico. 4 Marzo 2016. Roma – Fiorentina 4-1. Potrebbe proseguire con il tabellino della partita questo articolo, approfondendo temi della più svariata natura che in queste settimane hanno movimentato l’ambiente giallorosso. In questo caso però il cuore del tifoso e l’occhio dell’appassionato vanno oltre il risultato e la valutazione tecnica delle reti messe a segno, lasciando spazio a quel mostro che convive in ogni fantallenatore: il critico fantacalcistico.

Roma, quali sono i ruoli valorizzati da Spalletti?

Quello che colpisce mentre si è intenti a guardare Roma – Fiorentina è la facilità di andare a bersaglio dei giocatori giallorossi, e lì che scatta subito la molla: “Qual è il calciatore che può garantirmi il maggior rendimento qualità/prezzo al fantacalcio?“. L’analisi tattica fatta al termine del match riporta chiaramente che la Roma ha acquisito una padronanza del campo che raramente, sopratutto nell’ultimo anno solare, aveva con Garcia: squadra corta e tanto possesso palla. Tradotto per noi fantallenatori vuol dire che i giornalisti che osservano e giudicano vedono sempre che i vari Pjanic, Nainggolan ed i centrali difensivi hanno la palla tra i piedi, e sono padroni del gioco, il che vuol dire una tendenza crescente alla sufficienza, soprattutto nella valutazione dei singoli. La trama di gioco è avvolgente e spesso fatta di fraseggi: raramente siamo di fronte a lanci chilometrici o cambi di gioco. In questo caso abbiamo al possibilità di vedere un avanzamento compatto della squadra, con possibilità notevole di inserimenti dei centrocampisti e la facoltà degli attaccanti di trovarsi a dover gestire l’ultimo passaggio o la finalizzazione negli ultmi 20 metri, piuttosto che dalla metà campo in poi.

Roma, analisi sui singoli calciatori

Le singole doti che i calciatori schierati mettono in campo poi permettono di avere delle varianti interessanti al tema sopra descritto: la veromamedialocità di Salah consente anche di poter gestire contropiedi fulminei, piuttosto che una manovra avvolgente. Rinascita e consacrazione per Miralem Pjanic (mv 6,36 e fm 7,5) che, messo in condizioni di essere “protetto” da un frangiflutti come Keità (mv 6,04 e fm 6,18), ha guadagnato sicurezza e quella costanza nella MV tale da renderlo ancora più appetibile rispetto all’inizio della stagione. Non date retta a moduli e specchietti vari, i numeri lasciano il tempo che trovano, e lui non sarà mai un regista classico piantato nel centro alla De Rossi (mv 5,94 e fm 5,97). Diego Perotti (mv 6,19 e fm 6,62) balla tra la maglia numero 10 e la maglia numero 9, con sprazzi da mezzala numero 8: tuttocampista, o meglio, tuttocampistatrequartista! Voti???? sopra la sufficienza. Bonus? Ad ogni partita giocata. El Shaarawy (mv 6,83 e fm 9,67) e Salah (mv 6,02 e fm 7,42) sono figli di due scuole differenti, ma colpiscono entrambi: se l’ex Chelsea era stato già indicato dagli esperti come possibile “craque”, El Sharawy era più una scommessa. La realtà dei fatti fa si che entrambi siano importantissimi per l’assetto, tanto a relegare Dzeko a diverse panchine. …e Dzeko? Dzeko (mv 5,83 e fm 6,64) è nelle mani di mister Spalletti: la gestione centellinata lo sta togliendo dalla bufera delle critiche, ed impegnato con il contagocce può ritrovare quella sicurezza utile per dare un contributo alla squadra.

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