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Fantamondiale Russia 2018: la scheda dell’Islanda

Fantamondiale Russia 2018: la scheda dell’Islanda

La squadra scandinava, alla prima partecipazione ufficiale ad un Mondiale, ha già attirato su di sè numerose simpatie: gli ”azzurri del Nord” hanno già incassato, infatti, il sostegno della Gazzetta dello Sport, e cercheranno di onorare al meglio la competizione contro squadre più quotate come Croazia e Argentina

di Claudio Cutuli

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“La favola continua”: un titolo scontato ma che calza a pennello per descrivere il percorso calcistico della nazionale Islandese. Dopo aver chiuso ai quarti di finale il primo Europeo della sua storia, sconfitta dai padroni di casa della Francia, gli Islandesi hanno raggiunto un altro storico traguardo conquistando per la prima volta l’accesso ai Mondiali. Per dare continuità al progetto la Federazione ha scelto Heimir Hallgrímsson, dentista prestato al mondo del calcio che già dal 2012 ha abbandonato la professione a tempo pieno per affiancare Lars Lagerback, il generale svedese che nell’isola di ghiaccio ha vinto la sfida più intrigante della sua carriera, dopo il flop in Nigeria e nella seconda parte della sua avventura sulla panchina della Svezia.
Oltre alla spina dorsale del gruppo di Euro 16′, Hallgrímsson ha mantenuto modulo e stile di gioco imposto dall’ex commissario tecnico, badando prima di tutto a non prenderle ed impostando il gioco offensivo su contropiede e calci piazzati, oltre alle potenti rimesse laterali di capitan Gunnarsson.

 

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La probabile formazione (4-4-1-1): Halldorsson, Magnusson, Arnason, R.Sigurdsson, Saevarsson; Bjarnason, Gunnarsson, Halfredsson, Gudmundsson; G.Sigurdsson, Bodvarsson.

I moduli possibili sono due, entrambi prevedono una linea difensiva a 4 supportata da tutti e 4 i centrocampisti, che possono diventare 5 con l’inserimento di un ulteriore mediano (Hallfredsson) e l’esclusione della seconda punta (Finnbogason). Questa è la soluzione preferita da Hallgrímsson, il quale chiede ai suoi di restare costantemente dietro la linea del pallone, a volte arroccandosi letteralmente per dieci undicesimi nella propria area, tanto da aver avanzato quasi subito nelle gerarchie dell’out di destra Magnusson, centrale dal fisico possente, a discapito di Skulason, terzino vero con più qualità in fase di spinta.
Per far male l’Islanda sfrutta le ripartenze, affidate per lo più all’estro di Gylfi Sigurdsson, che è anche il più propenso a calciare dalla distanza, i lanci lunghi, con i quali è compito di Jón Bödvarsson far salire la squadra per sfruttare gli inserimenti dei centrocampisti (Jóhann Gudmundsson su tutti) ed i calci piazzati, dove i centimetri dei difensori, terzini compresi, sono un’arma temibilissima per le difese avversarie.

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Magnusson 70% – F.Skulason 30%

Halfredsson 70% – Finnbogason 30% (con passaggio al 4-4-2)

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G. SIGURDSSON: viene da una stagione decisamente negativa, conclusasi con un infortunio al ginocchio che lo ha costretto a salutare anzitempo i Toffees. L’Islanda ha tremato all’idea di rinunciarci per la spedizione russa, ma Gilfy ha vinto la corsa contro il tempo e figura nei 23, seppur non in perfette condizioni. Eppure è la stella di questa nazionale: miglior goleador, miglior assistman, rigorista. Tutti fattori che, sommati al probabile ruolo da seconda punta, lo rendono un centrocampista decisamente appetibile.

J.GUDMUNDSSON: motivazioni diametralmente opposte ci spingono a considerare l’esterno classe 90. Jóhann infatti è riuscito a dare continuità ad un talento espresso troppo spesso ad intermittenza. Dopo l’impresa in terra francese con la propria nazionale, è stato uno dei principali artefici di un’altra bella storia, questa volta con la maglia del Burnley, che dopo più di mezzo secolo tornerà in Europa. Girone di ferro? Ve lo abbiamo detto, le sfide impossibili lo gasano, chiedere a Pep e al City…

ARNASON: nelle qualificazioni ha inzuccato due volte e servito anche la sponda decisiva al socio R.Sigdursson nel 3-2 alla Finlandia. Del pacchetto difensivo è il più appetibile. Ha grossi limiti tecnici e tattici, ma lo schermo dei mediani può aiutarlo a nasconderli. Lasciatevi conquistare dalla terra di ghiaccio, scegliete un Islandese per completare il reparto!

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SAEVARSSON: dei quattro dietro è quello che resta in difesa nei piazzati, motivo già sufficiente per lasciarlo come ultimo nome per completare i vostri reparti. Va aggiunto che dai lati arriveranno i maggiori pericoli e che mostra evidenti segni di sofferenza contro avversari rapidi, come i brutti clienti che dovrà affrontare nel girone.

HALFREDSSON: l’assenza dell’Italia potrebbe farvi cadere nel tranello di collezionare questo tipo di figurine, lasciate perdere. Il profilo lo conosciamo, è quello che è, ed oltre al ballottaggio è il maggiore indiziato ad abbandonare il campo nel caso serva un attaccante in più.

BODVARSSON: prendete Petagna, lasciategli l’altezza e toglietegli la stazza. “Ok”. Poi rinunciate ad un po’ del lavoro sporco che fa l’attaccante della Dea. “Va bene”. Ora levategli anche il senso del gol. “Ma Petagna non ha praticamente senso del gol!”. Infatti, ha la bellezza di 2 gol in 32 partite in nazionale, mentre con il club va poco meglio. Buono a fare sportellate e a tappare i buchi nelle vostre rose. Per un vero attaccante guardare altrove, non in Islanda.

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HALLDORSSON: Aspettarsi qualcosa di positivo dal portiere, tra l’altro non eccezionale, di una matricola come l’Islanda, probabilmente sarebbe da ricovero immediato. Teoricamente sì, ma questa squadra, oltre ad avere un’impostazione decisamente difensiva, fa della coesione e della collaborazione i propri punti di forza. E allora chi meglio del portiere con la passione del cinema può regalare ai suoi tifosi un’altra storia da film.

GUNNARSSON: Abbiamo ancora tutti negli occhi lo spettacolare “Geyser sound” che chiudeva ogni partita dell’Islanda all’Europeo. In prima linea c’era lui, il capitano, divenuto iconico da quella magica estate. Barba da Vichingo, tatuaggi e un cuore gigantesco. Non aspettatevi molto, ma se si fa risultato lui esce col bel voto tra gli “uh” del suo popolo.

R. SIGURDSSON: anche lui con il vizio del gol, a segno anche all’Europeo nella storica vittoria contro l’Inghilterra. Se “ciccate” Arnasson virate su Sigurdsson, poi ancora su Magnusson. Questa è la gerarchia di appetibilità in difesa. L’importante è prenderne uno, vi porterà bene.

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