Lecce, Di Francesco chiede una reazione: "Non possiamo staccare la spina". E apre i ballottaggi
La pesante sconfitta di Frosinone è alle spalle, almeno nelle intenzioni di Eusebio Di Francesco. Il Lecce deve voltare pagina in fretta: domenica al Via del Mare arriva il Genoa e il tempo per preparare la partita è stato ridotto al minimo. Il 5-1 dello Stirpe, però, ha lasciato indicazioni sulle quali il tecnico giallorosso non vuole sorvolare. Prima ancora delle soluzioni tattiche, serve una risposta caratteriale. "È stata una batosta. Adesso dobbiamo cercare di tirare fuori il meglio di quello che abbiamo, liberarci immediatamente e chiudere questa finestra negativa. Dobbiamo ripartire più carichi che mai".
Dopo Frosinone serve una risposta mentale e fisica
Di Francesco non ha nascosto la propria delusione per la prestazione della squadra. I numeri della partita hanno evidenziato una distanza importante rispetto agli avversari: il Frosinone ha corso di più, vinto più duelli e conquistato più seconde palle. Aspetti che, secondo l'allenatore, il Lecce non può permettersi di trascurare se vuole raggiungere la salvezza."Se pensiamo di poter ambire alla salvezza attraverso quei dati sicuramente non ce la potremmo mai fare. Va rialzata subito l'asticella dal punto di vista della performance e anche dal punto di vista tecnico", ha spiegato.
Il tecnico ha anche rifiutato di identificare la squadra con la prova dello Stirpe. "Non siamo magari quelli di Udine, ma nemmeno possiamo essere quelli di Frosinone". Il problema, dunque, è trovare continuità e mantenere un livello di attenzione adeguato durante tutta la partita.
A infastidirlo più di ogni altra cosa è stato il quinto gol subito. Anche sul 4-1, secondo Di Francesco, il Lecce avrebbe dovuto continuare a restare dentro la gara. "Non può mancare l'attitudine, la capacità di stare dentro la partita sempre, anche sul 4-1. Il gol che mi ha dato più fastidio è stato il quinto".
Il confronto con la reazione mostrata contro la Juventus rende ancora più evidente il rammarico dell'allenatore: in quella circostanza i giallorossi avevano provato a riaprire la partita nonostante lo svantaggio, mentre a Frosinone non è accaduto. "Questa squadra ha nel DNA la possibilità di reagire alle situazioni di difficoltà. A Frosinone non l'abbiamo fatto e questa è la cosa che mi ha dato più fastidio di tutte".
Il rapporto con il pubblico: "Dobbiamo trascinarlo"
La sfida contro il Genoa rappresenta anche un'occasione per ricostruire il clima attorno alla squadra. Di Francesco sa che il pesante risultato dell'ultima trasferta potrebbe condizionare l'ambiente del Via del Mare, ma non vuole chiedere ai tifosi un sostegno incondizionato senza prima vedere una risposta sul campo."Per aspettarsi il sostegno del pubblico dobbiamo essere noi a trascinarlo attraverso determinati atteggiamenti. Sono il primo a dover garantire questo", ha dichiarato.
Il messaggio è chiaro: il Lecce dovrà riconquistare la propria gente attraverso corsa, aggressività e determinazione. Non basterà chiedere pazienza. Saranno i comportamenti della squadra a dover riaccendere il rapporto con lo stadio.
Modulo, equilibrio e quei metri da recuperare
La partita di Frosinone ha offerto anche spunti sul piano tattico. Di Francesco ha spiegato le ragioni delle scelte effettuate, soffermandosi sul passaggio da una struttura a tre in difesa a una disposizione più offensiva nella ripresa. L'aumento del numero degli attaccanti, però, non garantisce automaticamente una maggiore pericolosità.Nel primo tempo il Lecce aveva scelto un assetto pensato per limitare le transizioni e gli esterni avversari. Dopo essere andato sotto di due reti, il tecnico ha modificato la squadra, ma il nuovo equilibrio ha esposto maggiormente i giallorossi quando perdevano il pallone.
Un tema che torna anche nell'analisi del primo gol subito. Il Lecce conosceva il tipo di sviluppo cercato dal Frosinone, ma non è riuscito a contrastarlo. Per Di Francesco, non si tratta soltanto di caratteristiche individuali o di interpreti: conta soprattutto la disponibilità a ricomporre rapidamente le distanze.
"Sono quei quattro-cinque metri in più che sono principalmente di volontà, di desiderio di andare a rimettersi a posto più velocemente possibile", ha spiegato. E non basta studiare gli errori attraverso le immagini: "Vanno allenate. Puoi fargli vedere cento video, ma se poi non le provi e non ti sforzi a fare certe cose, alla fine le paghi".
Il Genoa e il pericolo delle verticalizzazioni
Di Francesco ha poi spostato l'attenzione sull'avversario. Il Genoa è una squadra che considera solida, strutturata e capace di vincere i duelli individuali. Ma la qualità che preoccupa maggiormente il tecnico è la capacità di arrivare rapidamente verso la porta avversaria.Tra i giocatori da tenere d'occhio ha citato Baldanzi e Messias, per la loro abilità nel ricevere tra le linee, condurre il pallone e creare superiorità. A questo si aggiunge la ricerca della profondità da parte degli attaccanti.
Il Lecce dovrà quindi prestare particolare attenzione alle transizioni. Perdere palla in zone pericolose o concedere spazio agli avversari potrebbe favorire proprio le caratteristiche che Di Francesco teme maggiormente. La squadra dovrà essere più attenta nella gestione del possesso e nella riaggressione.
L'allenatore ha riconosciuto anche un limite dei suoi: "Forse non siamo bravissimi a costruire dal basso". Per questo una delle possibili strade passa dal recupero del pallone più vicino possibile all'area avversaria. Il Lecce ha già mostrato di poter essere efficace attraverso questo principio, ma deve migliorare la capacità di trasformare le riconquiste in occasioni da gol.
Štulić ed Esteban, due soluzioni per l'attacco
Tra i dubbi di formazione c'è quello relativo al centravanti. Nikola Štulić è candidato a una maglia da titolare e Di Francesco non ha escluso questa possibilità. L'allenatore ha apprezzato la reazione dell'attaccante dopo aver perso posizioni nelle gerarchie."L'ho visto molto più incazzato, e questa è una cosa che non mi dispiace vedere nei giocatori che sono un po' arrabbiati con l'allenatore perché non li fa giocare", ha raccontato.
La concorrenza con Esteban resta comunque aperta. Di Francesco riconosce al giovane attaccante qualità e margini di crescita, ma sottolinea la necessità di maturare nelle scelte e nella capacità di reggere il confronto fisico. Štulić, invece, può offrire caratteristiche differenti e una presenza più strutturata nel duello con i difensori avversari.
La decisione arriverà dopo le ultime valutazioni, in una settimana nella quale il recupero delle energie ha avuto un peso importante.
Gorter può ritrovare spazio
Un'altra candidatura da seguire riguarda Gorter. Il centrocampista è rimasto fuori dalle rotazioni dopo la prima parte della stagione, ma Di Francesco ha ribadito di continuare a considerarlo una risorsa importante.Il tecnico ha ricordato proprio l'azione del gol segnato dal Lecce a Frosinone: sul 4-0, Gorter ha recuperato il pallone a Calò dando origine alla giocata che ha portato alla rete giallorossa. "Uno dei pochi duelli che abbiamo vinto ci ha portato a determinare il gol", ha osservato Di Francesco.
Il ragionamento si lega direttamente alle richieste per la partita contro il Genoa. Vincere i contrasti e conquistare seconde palle sarà fondamentale per non lasciare agli avversari il controllo delle situazioni di gioco. Con le assenze a centrocampo e la necessità di ritrovare intensità, Gorter può quindi avere una nuova opportunità.
Le osservazioni sugli episodi arbitrali
In conferenza Di Francesco è tornato anche su alcuni episodi della gara contro il Frosinone, esprimendo il proprio dissenso per determinate decisioni arbitrali e facendo riferimento alla designazione del quarto ufficiale per Lecce-Genoa.Il tecnico, tuttavia, non ha utilizzato gli episodi come giustificazione per la prestazione. Le responsabilità della squadra restano centrali nella sua analisi: duelli persi, seconde palle e atteggiamento non possono essere messi in secondo piano.
Il Lecce si avvicina così alla sfida con il Genoa con un obiettivo preciso: cancellare rapidamente la prova dello Stirpe. Di Francesco cerca risposte nell'atteggiamento prima ancora che nelle scelte di formazione. Perché al Via del Mare non basterà cambiare modulo o inserire nuovi interpreti: servirà una squadra capace di correre, lottare e restare dentro la partita fino all'ultimo minuto.
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